Sassotondo è un’azienda vinicola ubicata nella Maremma Toscana, tra Sorano e Pitigliano (Gr), che ha voluto conservare intatta l’autenticità di un territorio che si trova lontano dalla frenesia della vita moderna.

Pensate che, tanto per fare un esempio, per arrivare in azienda bisogna percorrere, deviando dalla strada provinciale, circa 2 km di strada sterrata!
Una volta, però, superato il piccolo disagio di non aver più l’asfalto sotto le ruote dell’auto, ci si ritrova in un mondo che si pensava non esistesse più: pascoli, seminativi, boschi, uliveti e vigneti a perdita d’occhio! 

L’azienda si estende su 72 ettari, che fanno parte delle DOC Bianco di Pitigliano, Sovana e Maremma Toscana, ma solo 13 sono coltivati a vite, con i metodi dell’agricoltura biologica, certificata dal 1994.

Dal 2007, inoltre, viene praticata la biodinamica nei vigneti, utilizzando, quindi, solo sostanze naturali, presenti in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze chimiche, come concimi, diserbanti, insetticidi.

Vengono coltivati nove vitigni a bacca rossa (ciliegiolo, sangiovese, teroldego e merlot) e tre a bacca bianca (trebbiano, greco, sauvignon).Sassotondo: vini biologici della Maremma Toscana - Sapori News

La storia di Sassotondo

Carla Benini,  agronomo innamorata della campagna, ed Edoardo Ventimiglia, documentarista, nel 1990 realizzano il sogno di avere un’azienda agricola tutta loro, nel cuore della Maremma Toscana.
Gli inizi sono duri, perchè c’era solo un ettaro di vigneto e una casa in rovina; il resto solo 72 ettari di terra abbandonata da anni.

Ma la coppia non si arrende e comincia a lavorare sodo, così nel 1997 ecco la prima vendemmia, grazie anche al supporto dell’amico ed enologo Attilio Pagli, prezioso collaboratore dell’azienda.

La Cantina scavata nel tufo 

A Sassotondo la cantina è assolutamente da vedere! Si tratta di una vecchia cantina sotterranea, scavata nel tufo e situata a 14 metri sotto terra, che permette di avere umidità e temperatura costanti in modo naturale, per la perfetta conservazione del vino.
Uno straordinario esempio di architettura vintage, che assolve efficacemente la sua funzione, a dimostrazione che i nostri nonni, persone magari di scarsa cultura, in realtà la sapevano lunga, grazie all’esperienza, su come fare e conservare il vino.

Il ciliegiolo

Uno dei vini su cui l’azienda conta di più è il ciliegiolo, uno storico vitigno della Maremma, che viene coltivato nel vecchio vigneto di San Lorenzo, dove ha trovato il  suo terroir ideale.
Vinificato in purezza,  ecco, quindi, che nasce il cru San Lorenzo.

Il  ciliegiolo di Sassotondo deriva da un’attenta selezione delle piante migliori (grappoli spargoli, buccia spessa) nel vecchio vigneto di San Lorenzo.
Un vino che si presenta con caratteristiche diverse: da giovane mantiene il bouquet del frutto, vivacizzato da note di pepe bianco, mentre quando invecchia diventa morbido e speziato e si presta ad accompagnare piatti ben strutturati. 

I vini di Sassotondo

Il territorio di Sassotondo è costituito da tufo, perciò i vini di Sassotondo sono sapidi e speziati, naturalmente fini ed eleganti. Accompagnano, quindi, diverse pietanze senza appesantire il pasto.

Tutti i vini prodotti in azienda  sul sito : www.sassotondo.it

Visite e degustazioni

Sassotondo offre ai visitatori la possibilità di fare visite e degustazioni direttamente in azienda.
Un modo per conoscere da vicino come si produce questo vino fatto come una volta, senza “diavolerie” moderne e con molta manualità.
Si possono visitare cantina e vigneti, acquistare i vini o anche partecipare ai brevi seminari di introduzione alla coltivazione della vite e alla vinificazione.

Il progetto Ritorno 

Edoardo Ventimiglia, con la collaborazione della moglie Carla Benini e del famoso enologo Federico Curtaz, ha deciso di dare vita a Ritorno, un Etna Bianco Superiore da uve Carricante in purezza.
Il vigneto si trova nella Contrada Caselle nel comune di Milo, sul versante orientale dell’Etna. 

Duecento le bottiglie Magnum numerate, che contengono un vino tagliente e vigoroso, che ben interpreta la forza della terra vulcanica della Sicilia, dove il Ritorno nasce.

Ma perchè chiamarlo Ritorno? Perchè è semplicemente un ritorno alle origini! Il Barone Gaetano Ventimiglia, nonno di Edoardo, era nato a Catania, dove aveva fondato la squadra di calcio del Catania, oltre ad essere un pioniere del cinema mondiale.
Possiamo, quindi, dire che Ritorno è un vino del cuore, che vuole ricordare le origini siciliane dei Ventimiglia.
Non un’operazione commerciale, quindi, ma una riscoperta  delle proprie origini e anche un atto di solidarietà: il ricavato della vendita del vino, gestito da Proposta Vini, andrà a finanziare la ricerca dell’Università di Catania su cultivar autoctone da salvare dall’oblio, sia nell’area dell’Etna che nel resto del nostro Paese, in collaborazione con l’Associazione Graspo.

Claudia Di Meglio