Vini non convenzionali, una nuova realtà all’attenzione di ONAV

Il direttore ONAV Francesco Iacono,  membro del comitato scientifico dell’Organizzazione, in occasione del convegno I vini non convenzionali, organizzato dall’Università di Foggia, ha introdotto il tema dei vini “anarchici”, rivolgendosi a studenti universitari e  produttori. 

Un tema attuale sul quale è già allo studio un corso ONAV dedicato.

Una definizione forte per una tematica di grande attualità, la realtà dei vini non classificabili in modo convenzionale.
Vini naturali, biodinamici, ancestrali, solo per citarne qualche esempio, sono oggi guardati con sempre maggiore interesse da parte della stampa, degli operatori e dei consumatori. Non possono quindi essere ignorati dal mondo della degustazione.

Di questo ha parlato il direttore ONAV Francesco Iacon0

La nostra organizzazione, sin dalla sua fondazione nel 1951, ha come finalità la conoscenza del vino approfondita dal punto di vista della degustazione e di ciò che sta dietro alla bottiglia. – Afferma Iacono. – Per questo abbiamo deciso di sviluppare anche il tema del vini non convenzionali, che definisco quasi “anarchici”.

Un’ anarchia intesa nella migliore accezione, che sta a significare, secondo la definizione di Pierre Joseph Proudhon, il rispetto dell’individualità delle scelte e delle decisioni del produttore.

Su questo tema ONAV sta già studiando un corso dedicato.

C’è ancora il preconcetto da parte di molti che il vino naturale significhi rifiuto della scienza e assecondamento del corso della natura. Non è così.
Produrre un vino non convenzionale oggi significa avere una perfetta padronanza della fisiologia della vite e dell’enologia, per intervenire il meno possibile con l’obiettivo di ottenere un vino espressione di un terroir
e di una filosofia produttiva precisa “.

By | 2020-02-26T11:39:55+00:00 Febbraio 2020|I luoghi del bere, News|