I luoghi del gusto

A Moncalieri, alle porte di Torino, c’è “Vin Bistrot”

Quanti ricordi a Moncalieri. Ci lavorai in gioventù per 5 lunghi anni. Fu un lavoro di passione, di attaccamento alle mansioni e di squisito apprendimento; sapete bene che ciò che s’impara da giovani ci accompagna nel tempo a venire.

Ogni uomo ha la sua storia, la sua genesi, come nel caso di un altro Fabrizio. Ma andiamo con ordine, come spesso scrivo nei miei racconti di cucina.

Si perché è proprio a Moncalieri, nei pressi dell’antica piazza del mercato del bestiame, in via Montebello, che è situato il locale “Vin Bistrot” di Fabrizio Lamberti, un torinese Doc con la passione della cucina tramandatagli dalle nonne, specialmente quella materna di origini pugliesi.

Fabrizio ha frequentato l’istituto alberghiero e a soli 18 anni gestiva la sua gastronomia in corso Vercelli a Torino.

Ma la vita, si sa, è tanto affascinante quanto imprevedibile e Fabrizio dovette lasciare momentaneamente la strada che tanto amava. Si ritrovò così a lavorare per prestigiose aziende del settore alimentare (guarda caso), ma, in cuor suo e a fatti, continuò sempre a coltivare la passione per il suo primo amore. Nei momenti liberi, anche dopo una lunga giornata di lavoro, il suo vero mondo rimaneva la cucina dove creava e sperimentava.

Passa il tempo e arrivano gli anni più recenti. La perseveranza e l’intraprendenza gli consentono di realizzare il suo lungo sogno circa dieci anni fa, nel momento in cui prende vita “Vin Bistrot”. Prima come locale dove consumare aperitivi, anzi aperitivi e merende sinoire – da buon sabaudo – con svariate etichette di vini e poi negli ultimi tre anni con la svolta definitiva diventando ristorante a tutti gli effetti mantenendo però il nome simpatico ed evocativo di “Vin Bistrot”: un po’ francese e un po’ piemontese.

L’ambiente è accogliente, moderno ma caloroso con i materiali adeguati che creano la giusta atmosfera. Il Vin Bistrot è 100% piemontese, non solo per i piatti e i vini ma anche per le materie prime, rigorosamente locali, quando possibile. Un amore per la sua terra d’origine che Fabrizio vuole trasmettere attraverso i suoi piatti e condividere con i clienti.

La cucina delle tradizioni ma sempre condita con quel pizzico di innovazione, di ricerca che le evita la staticità. Una cucina che di base rimane di sostanza.

Un esempio di questo connubio misto passato e presente, radici e innovazione lo si trova nei classici caponet, che al “Vin Bistrot” sono realizzati con verza e salsiccia, come da manuale, con l’aggiunta del lardo di Moncalieri e ginepro ma avvolti in una crosta di sfoglia di solo burro e accompagnati con una fonduta di zafferano e Castelmagno. Il piatto povero nato nelle campagne per recuperare gli avanzi diventa così ghiotta portata e raffinato antipasto.

Le proposte della cucina variano tra pranzo e cena. Alla sera si può scegliere tra la carta e un menu degustazione che comprende: amuse-bouche di benvenuto, 2 antipasti, 2 primi, 1 secondo, pre dessert, piccola pasticceria. Volendo si può avere la corretta selezione di vini in abbinamento per ogni piatto.  

A pranzo è possibile scegliere tra una carta ridotta e una proposta business lunch con un menu che offre due portate del menu serale.

La cantina è solo piemontese e consta circa 100 etichette che coprono il territorio della regione anche se Fabrizio è alla ricerca costante di nuove chicche da introdurre in carta vini.

In sala, il mio omonimo è coadiuvato da Linda, maître e sommelier AIS, mentre ai fornelli è aiutato dal giovane cuoco Alessandro, che a soli 20 anni è già diventato il suo braccio destro.

Il “Vin Bistrot” è aperto il martedì a pranzo e dal mercoledì al sabato a pranzo e cena.

Tra i piatti che vengono proposti da Fabrizio c’è l’uovo poche servito su spuma di patate con filetto al tartufo e olio al prezzemolo. Il vitello tonnato con salsa antica ricetta, polvere di capperi, carote e demi-glace di vitello. Il risotto bagnetto verde, i Plin contrari ripieni di sugo d’arrosto, il pollo ruspante preparato con lardo di Moncalieri, gamberi e spinaci. In questa stagione la pesca con ratafià e fondente.

Fabrizio Salce

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