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La fregula sarda

la-fregula-sardaLa fregula è una pasta tipica della Sardegna che si presenta con una forma a palline, di diverso colore e dal profumo ottimo. È una pasta lavorata a mano, con ingredienti semplici come acqua e grano duro, per poi essere tostata nel forno.La forma rimanda al classico cous cous, anche se le palline sono più grandi e hanno un colore leggermente più scuro. Tuttavia, secondo gli storici ci potrebbe essere un legame storico tra i due prodotti in considerazione delle influenze che hanno formato la popolazione sarda nei secoli.

Scopriamo insieme che cos’è la fregula, come si lavora e qual è la sua storia?

Che cos’è la fregula?

Come anticipato, sa fregua sarda è un tipo di pasta tradizionale secca preparata con grano duro e acqua. Le sue palline sono irregolari e leggermente più grandi del cous cous.La fregula ha un colore ambrato, non uniforme, con un diametro che va dai 2 ai 6 millimetri. Al tatto, queste palline sono ruvide e porose quindi ideali per assorbire degli ottimi condimenti.

In italiano la si può chiamare:

  • Fregula

  • Fregola

  • Fregola sarda

In sardo, a seconda della zona, il suo nome è:

  • Fregula

  • Fregua

  • Pistitzone

  • Freula

  • Ministru.

In italiano la si indica con il nome di Fregola, cercando di rendere il nome più facile e comprensibile anche per chi non proviene dalla regione Sardegna.Questa pasta di grano duro è tipica della zona del Campidanese, Oristano e Cagliari. Anche al Nord si prepara, seppur in modalità diversa, indicandola con il nome di pistitzone (grosse briciole in italiano).

La fregula viene usata per la preparazione di minestre e ha un tempo di cottura di circa 12 minuti. Se viene utilizzata quella di grana grossa, verrà richiesta una preparazione di circa 16 minuti.

La fregula sarda, quali sono le sue origini?

Non ci sono dei chiari riferimenti storici per questa pasta di grano duro sarda, anche se gli storici evidenziano sia un piatto similare a quello importato dai Cartaginesi e Fenici. Altri studiosi credono che sia un piatto autoctono, ottenuto con diversi esperimenti da parte delle donne sarde in epoca lontana.Anche se non si hanno sicurezze in merito, il suo nome ha una derivazione latina (ferculum – bricola) con testimonianze che risalgono al X secolo d.C.

Ci sono dei documenti che indicano la fregula all’interno dello Statuto dei Mugnai di Tempio Pausania. Questo scritto del XIV secolo indicava la preparazione, rigorosamente svolta dal lunedì al venerdì così che i campi si potessero ripristinare il sabato e la domenica.

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Come si prepara la fregola sarda?

Anche se similare al cous cous, la fregula sarda si differenzia nel suo metodo di preparazione. Le anziane sarde la preparano ancora con un metodo antico e artigianale, anche se sul mercato si può trovare già pronta all’uso:

  1. Versare la semola in un piatto fondo molto largo e separarla con le dita

  2. Aggiungere dell’acqua tiepida con un pizzico di sale, partendo dal centro del piatto

  3. Lavorare la semola con i polpastrelli sino a quando non è possibile formare delle palline piccole

  4. Far asciugare le palline della fregola e disporle su un telo asciutto

  5. Dopo una notte completa di riposo, le palline vanno messe dentro una teglia e passate in forno a 150°C, con una cottura sino a 30 minuti per tostarle completamente.

Quando è pronta, la fregula deve essere lasciata raffreddare e si conserva in luogo fresco e asciutto. Le ricette sono tantissime e a seconda della zona cambiano di gusti e sapori, sempre ricchi di tradizione autentica.Alcuni esempi? In minestra, semplice e calda, oppure con le arselle o la salsiccia sino alle verdure che accentuano il sapore autentico della pasta di grano duro sarda.

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