Sequerciani arriva a Terra Madre Salone del Gusto 2026 con una riflessione dedicata alla biodiversità e al suo ruolo nel futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e dei territori.

Venerdì 25 settembre, alle ore 15, nel Padiglione Toscana di Torino, l’azienda biodinamica dell’Alta Maremma porterà al centro del confronto un tema che supera i confini della campagna: la biodiversità come elemento capace di mettere in relazione agricoltura, cibo, ospitalità, arte e comunità.

Non una semplice celebrazione della varietà naturale, dunque, ma una prospettiva che guarda alla biodiversità come a una risorsa concreta per costruire ecosistemi più fertili, resistenti e capaci di trasformarsi nel tempo. Dopo l’incontro, della durata di circa 45 minuti, è prevista una degustazione dei prodotti Sequerciani. L’appuntamento è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

A raccontare questa esperienza saranno Paolo Menichetti, direttore dell’Azienda Agricola Sequerciani, l’agronomo Stefano Zaninotti e Sofia Gerber, membro del Consiglio della Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima.

Sequerciani, dove la Maremma diventa un progetto culturale

Tra le colline dell’Alta Maremma, con lo sguardo che corre verso il mare, Sequerciani ha costruito negli anni una visione nella quale produzione agricola, vino, cucina, ospitalità e arte non sono mondi separati, ma parti di uno stesso racconto.

Alla base del progetto c’è la visione dell’imprenditore e regista Ruedi Gerber, arrivato a Tatti con il desiderio prima di tutto di ascoltare il luogo. La luce, il silenzio, la storia del borgo e il paesaggio collinare hanno dato origine a un percorso nel quale agricoltura, architettura, accoglienza e ricerca artistica si sono progressivamente intrecciate.

È il paesaggio, infatti, a dettare il ritmo. Non una semplice cornice scenografica, ma il punto di partenza delle scelte che riguardano la coltivazione della terra, l’accoglienza degli ospiti, la cucina, la ricerca e il rapporto con il borgo medievale di Tatti.

Agricoltura biodinamica e tutela della biodiversità

La terra rappresenta il primo capitolo della filosofia Sequerciani. L’agricoltura segue i principi della biodinamica e mette in dialogo pratiche tradizionali, ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

L’azienda si definisce “coltivatore custode” di vitigni autoctoni e lavora alla conservazione di grani antichi e varietà locali di olivo, in collaborazione con la comunità del territorio. Al centro c’è la salute del suolo, osservata attraverso un’attività biochimica costante che permette di ridurre e, in molti casi, azzerare l’impiego di prodotti chimici di sintesi, tra fertilizzanti, antiparassitari e diserbanti.

Questo approccio ha portato Sequerciani a ricevere il riconoscimento di Ambasciatore Legambiente sul territorio e quello della Regione Toscana come Coltivatore Custode. Proprio nell’ambito di questa attività, l’azienda ospita un vitarium sperimentale con 13 rare varietà toscane, pensato per individuare gli “autoctoni minori” destinati ad affiancare varietà come Pugnitello, Foglia Tonda, Ciliegiolo, Vermentino, Aleatico, Sangiovese, Malvasia e Ansonica.

Anche la produzione del vino segue questa filosofia. Le fermentazioni spontanee avvengono in vasche di cemento, mentre i lunghi affinamenti utilizzano anfore di terracotta. Il risultato nasce dall’incontro fra tecniche contemporanee e gesti legati alla tradizione, nel rispetto dei tempi della natura.

L’ospitalità secondo Sequerciani: vivere il territorio

A Sequerciani anche l’accoglienza assume un significato più ampio. L’ospitalità viene concepita come un invito a rallentare, osservare e lasciarsi coinvolgere dall’ambiente circostante.

Il progetto si sviluppa come un albergo diffuso tra vigne, colline e il borgo medievale di Tatti. Le Ville del Podere Sequerciani sono immerse nel paesaggio e pensate per offrire spazi di quiete, mentre Palazzo Gramsci propone nel cuore del paese un B&B dall’atmosfera contemporanea e raccolta. La Fattoria di Tatti, invece, è destinata a riaprire nella primavera del 2027 dopo un importante rinnovamento.

La dimensione dell’accoglienza comprende anche celebrazioni private, eventi culturali, ritiri aziendali e percorsi costruiti su misura. Vigneti, cantina, giardini e borgo diventano così gli scenari di soggiorni accompagnati da degustazioni, attività legate al benessere, corsi di cucina ed esperienze dedicate all’agricoltura e al vino.

L’idea è che chi arriva non sia soltanto un ospite, ma possa entrare nel ritmo del luogo attraverso il cibo, le passeggiate, il dialogo, il silenzio e gli incontri con l’arte.

Paesìa, la Maremma entra nel piatto

La filosofia di Sequerciani trova una delle sue espressioni più immediate in Paesìa, il nuovo progetto culinario ospitato nel Podere.

Si tratta di un agri-ristorante nel quale il paesaggio arriva direttamente in cucina attraverso gli orti, le erbe spontanee, i prodotti della tenuta, i vini e il susseguirsi delle stagioni. Alla guida c’è lo chef Marco Crippa, forte di esperienze internazionali negli Stati Uniti, da Trussardi alla Scala e al ristorante stellato Nublo in Spagna.

La sua cucina guarda alla contemporaneità senza interrompere il dialogo con la tradizione. Il vegetale, la stagionalità e l’identità del territorio assumono un ruolo centrale, mentre la tecnica diventa uno strumento per valorizzare gli ingredienti e renderne più leggibili le caratteristiche, senza trasformarsi in spettacolo fine a se stesso.

Gli ospiti potranno scegliere fra tre percorsi degustazione, differenti per ritmo e profondità, con la possibilità di accompagnare l’esperienza ai vini Sequerciani e alle produzioni di piccoli vignaioli locali selezionati per affinità di filosofia e attenzione alla terra.

SP53 Bar, il lato conviviale di Sequerciani

Blog_SP53_f01380a4-1336-46dd-a348-96471e6c1218 Sequerciani a Terra Madre 2026: biodiversità, vino e territorio

Se Paesìa rappresenta la dimensione più gastronomica del progetto, lo SP53 Bar ne interpreta invece l’anima informale.

Tra vigne e ulivi si può scegliere un aperitivo, un calice o una cena leggera, lasciando spazio alla convivialità. La proposta gastronomica ruota attorno alle Tapas Maremmane, piccoli assaggi da condividere che reinterpretano alcuni sapori del territorio: dall’hummus di ceci alle polpette stagionali di verdure, dai crostoni ai fegatini alle sardine in agrodolce, fino al pulled pork e al Tagliere Maremmano.

Anche il beverage segue la stessa idea di racconto territoriale. I vini Sequerciani sono disponibili al calice e in bottiglia, dall’Ancestrale Rosato Frizzante al Pugnitello, affiancati da etichette di piccoli produttori della zona. La proposta si completa con una mixology ispirata alla Maremma, cocktail signature, grandi classici, mocktail e birre artigianali Sequerciani.

Arte e natura: Sequerciani Arte Clima

A completare questa visione c’è il rapporto con la creatività contemporanea. A Sequerciani l’arte non viene considerata una decorazione aggiunta al paesaggio, ma uno strumento di ricerca e di confronto.

La Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima, fondata nel 2021 da Ruedi Gerber, ha affidato la direzione artistica a Marianne Burki e Li Zhenhua, curatori internazionali conosciuti come il duo Burki & Li. Da qui nasce il progetto Sequerciani Arte Clima, che invita artisti a confrontarsi direttamente con l’ambiente, con le persone e con le dinamiche del territorio.

Le residenze artistiche costituiscono uno degli elementi centrali del progetto. Gli artisti vengono selezionati per la loro ricerca e per l’impegno nei confronti delle tematiche ambientali e sono invitati a tornare più volte a Sequerciani, sviluppando relazioni con chi lavora nella tenuta e con studiosi, scienziati e comunità locali.

Alcune opere nate durante queste esperienze possono rimanere stabilmente nel territorio. Altre vengono realizzate su commissione per specifici contesti architettonici o naturali, trasformando ancora una volta il paesaggio in un luogo di produzione culturale.

“Tatti, paese di sognatori”: il borgo raccontato da Ruedi Gerber

Il legame con Tatti trova infine una forma cinematografica nel film “Tatti, paese di sognatori”, diretto da Ruedi Gerber.

La vicenda personale del regista si intreccia con quella della comunità, dando vita a un racconto sulla memoria, sulla capacità di reinventarsi e sulla possibilità di ricostruire relazioni e prospettive condivise. Il film segue il desiderio di Gerber di entrare nella vita del paese attraverso l’ascolto e la collaborazione, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita del tessuto economico e comunitario di Tatti.

Prodotto dalla svizzera Zas Film Ag, fondata dallo stesso Gerber, e coprodotto in Italia da Perché No Film di Michael King, il film è stato accolto al Festival Internazionale del Cinema di Zurigo e ha ottenuto attenzione di pubblico e stampa al Festival dei Popoli di Firenze. In Italia la distribuzione è affidata a Lo Scrittoio-Cinema D’Autore.

Sequerciani a Terra Madre: dalla biodiversità una nuova idea di territorio

L’appuntamento di Torino diventa così un’occasione per raccontare un progetto nel quale la biodiversità non rimane confinata al campo agricolo. È un filo che attraversa il vino, il cibo, la cucina, l’ospitalità, l’arte e il rapporto con una comunità.

A Terra Madre, Sequerciani porta quindi una domanda più ampia: quale può essere oggi il ruolo di un’azienda agricola nel territorio che la ospita? La risposta passa dalla cura della terra, dalla valorizzazione delle varietà locali, dalla ricerca, dalla cultura e dalla capacità di creare nuove occasioni di incontro.

Ed è proprio questo intreccio, fra radici e sperimentazione, a raccontare la Maremma contemporanea attraverso l’esperienza di Sequerciani.