I luoghi del bere

Ballor: lo storico marchio rilanciato dalla famiglia Bonollo

Ballor, tra i brand più iconici e storici nel mondo del buon bere italiano, ritorna in auge grazie alla  famiglia Bonollo di Padova, famosa a livello internazionale per capolavori come Grappa OF Amarone Barrique.

Sempre ispirandosi allo “spirito” (è proprio il caso di dirlo!) dei tre amici, Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette, che dettero vita al marchio. 

 LA STORIA di BALLOR

La Freund, Ballor & C.IA fu fondata a Torino nel 1856 da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette, tre amici francesi che furono affascinati dal fermento innovativo che a metà del XIX secolo stava vivendo la città di Torino.

Decisero, perciò, di fondare nella città sabauda la loro azienda. E fu un’impresa all’avanguardia, a cui arrise il successo, grazie alla qualità dei prodotti, tanto che le furono assegnati numerosi premi alle esposizioni di Londra, Parigi e anche oltreoceano.

Nel 1861, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Firenze
Nel 1863, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Londra
Nel 1965, Medaglia d’Oro all’Esposizione di Dublino
Nel 1893, Diploma d’Eccellenza all’Esposizione di Chicago
Nel 1900, Medaglia d’Oro all’Esposizione Universale di Parigi

Da allora oltre 165 anni di storia testimoniano la tradizione del brand e dei suoi prodotti più riconosciuti.

Oltre al Vermouth, prodotto simbolo dell’azienda, Freund, Ballor & C.IA producevano, infatti,  anche Amaro, Gin, Cognac e Vino Chinato.

Ballor & C.IA, azienda sempre pronta a fare tesoro di tutto ciò che potesse contribuire al suo sviluppo commerciale, prima della fine del secolo spostò il proprio stabilimento a Cambiano lungo la tratta ferroviaria che collegava Torino a Genova: una mossa strategica per movimentare più velocemente le merci che si rivelò vincente. 

E vincente fu il vermouth, prodotto di punta della Ballor & C.IA, che da vino con finalità salutistiche e  digestive, divenne uno degli apertitivi più apprezzati dell’epoca, grazie al suo gusto amaricante, molto gradevole.

Conosciuto da tutti, lo si trovava  in tutti i bar della città e la sua eccellenza conquistò anche Casa Savoia, che nel 1902 nominò l’azienda liquoristica “Sovrintendente del Re d’Italia”, un riconoscimento per pochi.

Dal 1920 in poi il marchio passò di mano in mano, con alterne vicende, fino ad arrivare nei tempi recenti ai Bonollo di Padova.

Sono passati 168 anni dalla fondazione del marchio Ballor e oggi la famiglia Bonollo, portavoce dello spirito innovativo del brand e delle sue qualità eccellenti, lo rilancia, servendosi dell’expertise dei suoi maestri distillatori e liquoristi, basata su know how ultra centenari, ma anche su nuove conoscenze, al fine di proporre ai consumatori di tutte le età esperienze sempre emozionanti.   

Il rilancio di Ballor inizia con il debutto di due nuovi prodotti premium: il Vermouth di Paul e il Gin di Emilie.

VERMOUTH BALLOR

LE ATTENZIONI CHE LO RENDONO PREMIUM:

  • Raccolta nel miglior tempo balsamico, ovvero quando le erbe raggiungono il picco aromatico, racchiuso nei tricomi delle foglie;
  • Essiccazione all’aria per assicurare qualità, purezza e prevenire l’umidità;
  • Macinazione autonoma per assicurare qualità e purezza;
  • La giusta frantumazione: la macinatura viene fatta tenendo conto della giusta grana affinché l’alcol e l’acqua entrino nelle fibre vegetali garantendo la più corretta estrazione aromatica;
  • Macerazione statica: l’infusione avviene a freddo, dura circa un mese affinché le 30 piante trovino la giusta estrazione aromatica secondo i dettami della centenaria ricetta frutto di erbe tipicamente padane;
  • Infusione a 2 fasi: 1. Più alcolica per estrarre le componenti aromatiche, specialmente quelle volatili; 2. Meno alcolica per estrarre il gusto amaro dalle erbe;
  • Torchiatura soffice: l’ultimo passaggio è la torchiatura soffice e 2 settimane il tempo necessario per decantare e separare cere, olii, fondi; poi si formula il blend che riposa per un mese creando un fine e ampio bouquet.

Intenso e vivace, con note speziate prevalenti di chiodi di garofano, cannella e sentori fruttati di dattero, arancia candita, fino alle note marsalate conferite dal vino.
Ottima base per aperitivi di qualità, è altrettanto eccezionale liscio, alla moda piemontese dell’800.
Era il liquore preferito da Paul Ballor che ricevette per il suo vermouth 13 medaglie d’oro e 12 diplomi d’onore oltre al titolo di Provveditori di S.M. Il Re d’Italia. 

GIN BALLOR

LE ATTENZIONI CHE LO RENDONO PREMIUM:

  • Ginepro italiano: bacche di ginepro, provenienti da diverse regioni, per esaltare le diverse caratteristiche che i microclimi donano alle bacche;
  • Macerazione statica: le bacche di ginepro vengono infuse in una soluzione alcolica per il giusto tempo al fine di estrarre la migliore aromaticità;
  • Distillazione: l’infuso viene distillato in alambicco, concentrando le componenti più aromatiche e balsamiche;
  • La freschezza del Mediterraneo: al distillato vengono aggiunte preparazioni aromatiche naturali, quali scorze di arancio, bergamotto, mandarino e pompelmo rosa oltre timo e basilico.

Conquista per il gusto fresco e vivace conferito dalle note agrumate di pompelmo rosa, arancia dolce di Sicilia, bergamotto di Calabria e le note balsamiche di menta piemontese e cardamomo, unite a quelle delle erbe aromatiche mediterranee di timo e basilico. Alla base, gli intriganti sentori amaricanti del ginepro, che ne connotano la tipicità del carattere.

Attraverso Gin Ballor ripercorriamo i viaggi di Emilie Roussette attraverso la penisola italiana quando dal Piemonte, durante i mesi invernali, soggiornava da cari amici in Sicilia o Calabria per svernare.
Era lì che si immergeva tra i profumi della macchia spontanea mediterranea e dei vivaci e dolci profumi agrumati.

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