Tormaresca partner di ‘PhEST – See Beyond the Sea’

Tormaresca partner di ‘PhEST – See Beyond the Sea’

Per scoprire aspetti diversi della Puglia, che vadano oltre il mare stupendo e l’ottimo cibo, niente di meglio che degustare un Tormaresca, un vino che sembra esaltare le  meraviglie naturali e architettoniche della regione e permette di condividere la vivacità e l’ esuberanza della sua gente. Dal nettare di Bacco al rapporto con l’arte il passo è

Per scoprire aspetti diversi della Puglia, che vadano oltre il mare stupendo e l’ottimo cibo, niente di meglio che degustare un Tormaresca, un vino che sembra esaltare le  meraviglie naturali e architettoniche della regione e permette di condividere la vivacità e l’ esuberanza della sua gente.

Dal nettare di Bacco al rapporto con l’arte il passo è breve, dalla musica (oramai consolidata la partnership con il Locus Festival) alla letteratura (con il libro di Gaetano Cappelli “Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo”, romanzo breve ambientato nell’omonima tenuta di Castel del Monte).
Con questo spirito è nato il progetto delle etichette d’artista del rosé Calafuria. Una selezione di giovani illustratori e artisti che hanno dato vita a diverse interpretazioni del rosé, alcune divertenti, altre poetiche, sicuramente tutte unite dalla voglia di rappresentare la Puglia.
Tormaresca è, quindi,  partner di  PhEST, dove sono in mostra  nella bella Monopoli, dal  6 settembre al 4 novembre 2018  le seguenti illustrazioni di Valeria Petrone e Giordano Poloni per Calafuria:
Magnum con 3 diverse etichette disegnate dall’artista Giordano Poloni. Nelle sue vivaci illustrazioni in stile vintage, protagonista è una coppia sulle spiagge del Salento, mentre brinda all’estate con una bottiglia di Calafuria.

Magnum con etichette disegnate dall’artista Valeria Petrone.
Nelle sue vivaci illustrazioni, protagonisti sono una ragazza che pensa all’estate e allo spirito vibrante della Puglia e un moderno Nettuno che spunta dalle acque pugliesi.
A PhEST sarà inoltre possibile ammirare le opere di Chiara Dattola e Lorenzo Tomacelli, altri due artisti che hanno collaborato con Tormaresca in questi anni.
Calafuria è il rosato salentino di Tormaresca, ottenuto con uve Negroamaro in purezza, dal colore del petalo di rosa e dal profumo intenso e delicato. Un vino equilibrato, persistente, morbido e fresco al tempo stesso, con note fragranti di pompelmo rosa, pesca e fragranze floreali di viola, portabandiera dell’attuale rinascita dei vini rosé, grazie alla loro piacevolezza unita all’identità a metà strada tra le bollicine e i vini fermi.

A proposito di Tormaresca
L’idea di fondo su cui si basa la filosofia produttiva di Tormaresca è quella di produrre grandi vini da vitigni autoctoni pugliesi. La maggior parte dei vigneti è coltivata con uve tradizionali, alcune delle quali risalenti alla civiltà della Magna Grecia, e fortemente radicate nel territorio: il Primitivo, il Negroamaro, il Fiano pugliese, l’Aglianico, il Nero di Troia ed il Moscato Reale. L’azienda Tormaresca è costituita da due tenute situate nelle aree più vocate alla tradizione vitivinicola della regione: Tenuta Bocca di Lupo nella DOC Castel del Monte, immersa nella selvaggia murgia barese e Masseria Maime nella zona del Salento, il cuore pulsante della Puglia. E’ in quest’ultima tenuta, che si estende lungo la costa adriatica per una superficie di circa 500 ettari creando un paesaggio unico di vigneti che nascono tra boschi e pinete e si perdono a vista d’occhio fino a confondersi con il mare, che viene prodotto il Calafuria.
A proposito di Phest
PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa e oltre. La fotografia contemporanea è il mezzo ideale per iniziare questa ricostruzione per varie ragioni. Per l’enorme interesse che il pubblico continua a riservarle e per gli sconvolgimenti da cui essa stessa è investita. Mentre noi parliamo è già diventata altro, diventa continuamente altro. E a ridefinirla costantemente non sono solo i fotografi, l’accademia, gli editori. Sono soprattutto il mercato e la tecnologia e il pubblico stesso. E così mentre ci si ritrova a tentare di arginare, di preservare, di tutelare la fotografia, il suo nome è già cambiato, e chi di fatto dovrebbe avere una voce importante in questo processo di ridefinizione si chiama fuori, nell’illusione di governare i cambiamenti. PhEST è affidato alla direzione artistica di Giovanni Troilo, la curatela fotografica di Arianna Rinaldo, e all’organizzazione dell’associazione PhEST.

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