Pasqua nel ‘Golfo de Poeti’, il 18 marzo riapre Grand Hotel Portovenere

Pasqua nel ‘Golfo de Poeti’, il 18 marzo riapre Grand Hotel PortovenereCon la primavera, l’albergo, inaugurato a metà 2014, si ripropone come meta per una vacanza in totale relax, in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza. Domenica 27, pranzo al ristorante panoramico, davanti all’isola Palmaria, con il menu goloso dello chef Parravicini, e lunedì di Pasquetta in borgo, c’è ‘Basilico&Dintorni”, con varie specialità liguri, piante e fiori.

Il suo nome in latino era Portus Veneris, per la presenza di un tempio dedicato alla dea dell’amore proprio dove ora sorge la chiesetta di San Pietro, sulla punta occidentale del ‘Golfo dei Poeti’, sopra la ‘grotta di Byron’, che ispirava il poeta e con lui tanti altri artisti come Shelley e George Sand. Portovenere, ‘perla’ dell’insenatura più romantica della Liguria, in primavera è più che mai ricco di fascino, di colori e di profumi. E il nuovo Grand Hotel Portovenere è la location ideale per un soggiorno di totale di relax, in un contesto elegante ma informale.

L’albergo, dopo l’inverno, riapre venerdì 18 marzo, con una bella novità. Ora sono ben in vista nella zona lobby del bar, fino al ristorante panoramico, le antiche volte in mattoni rossi che risalgono al XVI secolo, quando l’edificio fu eretto per ospitare un convento. Un dettaglio di stile che rende se possibile ancora più ‘preziosa’ questa location, già curatissima in ogni dettaglio, dagli arredi all’organizzazione degli spazi. Unica anche la posizione: il Grand Hotel Portovenere si erge infatti sopra il porticciolo, davanti all’isola Palmaria, tanto bella che Botticelli la volle inserire sulla sua Primavera, dietro l’immagine di Venere, l’aristocratica genovese Isabella Vespucci che abitò in una frazione di Portovenere.

Palmaria forma una piscina naturale davanti al Grand Hotel e quando viene chiusa al traffico di barche e battelli, due volte l’anno, si può effettivamente raggiungere a nuoto.

Cenare sulla terrazza dell’albergo o nell’ attigua veranda a lume di candela, con la vista dell’isola, è un’emozione indimenticabile.

Per Pasqua, lo chef Francesco Parravicini propone un menu che reinventa la tradizione, con piatti di mare e di terra (allegato). Lunedì di Pasquetta altra occasione golosa: in borgo si tiene l’evento “Basilico&Dintorni”, la festa di primavera dedicata al basilico ed alle erbe aromatiche del territorio. Appuntamento in piazza Bastreri: panini alle acciughe e lardo, torte salate e dolci liguri ed anche piante aromatiche e fiori (dalle 11alle 18).

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Portovenere, con l’arcipelago (oltre a Palmaria, comprende Tino e Tinetto), è Patrimonio dell’Umanità ed è Area marina protetta e Parco naturale regionale (www.parconaturaleportovenere.it), un territorio di circa 400 ettari, caratterizzato da una flora e una fauna particolare, con specie endemiche (il Fiordaliso di Portovenere il tarantolino) e dal carsismo, al quale si deve la presenza di grotte, gole, camini naturali e doline che contribuiscono non poco a rendere affascinante il panorama.

Il paese conserva intatte le vestigia secolari, dal tardo Impero Romano al Medioevo in avanti, perché la posizione ne ha sempre fatto un importante approdo, in caso di tempesta o di battaglia in mare. Non a caso, a La Spezia, è ancora attivo l’Arsenale della Marina Militare, voluto da Napoleone e poi da Cavour.

La villa romana del Varignano, alle pendici del Muzzerone, aperta sul mare, in un paesaggio di bellezza epica, il Castello Doria del XII secolo, i mulini, che diventarono in seguito torri di avvistamento, la Chiesa di San Lorenzo, eretta a partire dal 1116 su progetto dei famosi Magistri Antelami (ma la facciata è romanica) sono solo alcune tappe di un ideale percorso storico artistico.

Nei carugi le botteghe artigiane offrono specialità liguri, lavorazioni a mano in cuoio e pelle, e altre curiosità spettacolarmente esposte con una ricchezza di colori di grande impatto.

Non manca una meta religiosa: la chiesa di San Lorenzo si conserva infatti la pergamena della Madonna Bianca, chiamata così per il chiarore della pelle della Vergine, alla quale si attribuisce il miracolo della vittoria sulla peste nel 1399. Per questo il luogo di culto è conosciuto anche come Santuario della Madonna Bianca e la Madonna Bianca è ritenuta la protettrice di Portovenere.

Le tracce di antichissime tradizioni rivivono infine in sagre e feste. Non a caso, insomma, Portovenere, senza tante pubblicità, ha avuto la forza di attirare sempre artisti e personaggi illustri di ieri e di oggi, come Michelle Pfeiffer, Spielberg, Barbara Streisand, Warren Beatty e Michael Douglas con Catherine Zeta Jones, che con i loro yacht non perdono occasione per attraccare proprio davanti alla Palmaria, sotto il Grand Hotel, per lo shopping e per ammirare un borgo che si è mantenuto intatto nei secoli.

Il Palmaria Restaurant, fiore all’occhiello dell’hotel, è aperto anche per il pubblico esterno. E’ aperto dalle ore 12 alle 22,30. La serata può finire al Bar Venus del Grand Hotel, aperto fino alle 24.

Lo chef Francesco Parravicini, diplomato all’alberghiero di Milano ‘cresciuto’ alla scuola dei Mei, Penati, Sadler e forte di esperienze in contesti come l’Harry’s Bar di Londra, il Principe di Savoia di Milano, il Grand Hotel di Rimini, per il Grand Hotel Portovenere ha creato una cucina a base dei prodotti tipici italiani, inedita negli abbinamenti e nella presentazione dei piatti. La sua filosofia è la semplicità, per dare risalto ai sapori e ai colori, con largo uso dei profumi delle tante erbe selvatiche spontanee di cui è ricca la terra ligure.

Nell’insieme è la più autentica cucina mediterranea, a base delle primizie dell’orto e del bosco, di pesce rigorosamente fresco di giornata come della selvaggina proveniente delle montagne a ridosso delle coste, condita on il più genuino olio di oliva donato dagli uliveti che si susseguono di valle in valle per tutta la regione.

Grand Hotel Portovenere – via G.Garibaldi, 5 www.portoveneregrand.com

 

By | 2020-03-17T02:39:37+01:00 Marzo 2016|festività, I luoghi del gusto|