In Val Campelle lo scrigno di bontà dell’Osteria Rifugio Crucolo

In Val Campelle lo scrigno di bontà dell’Osteria Rifugio Crucolo

Collocato nella incantevole Val Campelle nel Trentino, a 1100 metri di altezza,  l’Osteria Rifugio Crucolo propone pietanze genuine della tradizione locale.  In Trentino, l’affascinante Valsugana offre ampie vallate e paesi incastonati nella montagna. E’ un punto privilegiato per numerose e magnifiche escursioni. Lunghi percorsi infatti si snodano  attraverso boschi e prati, dove praticare trekking e

Collocato nella incantevole Val Campelle nel Trentino, a 1100 metri di altezza,  l’Osteria Rifugio Crucolo propone pietanze genuine della tradizione locale. 

In Trentino, l’affascinante Valsugana offre ampie vallate e paesi incastonati nella montagna. E’ un punto privilegiato per numerose e magnifiche escursioni. Lunghi percorsi infatti si snodano  attraverso boschi e prati, dove praticare trekking e biking o fare rilassanti passeggiate. Il gorgoglio dell’acqua fresca del torrente Maso mette allegria. Data la vasta possibilità di sentieri è meglio portare una cartina alla mano, così è più facile orientarsi.    Le belle camminate che mettono appetito e non c’è nulla di meglio che farsi trasportare dai sapori e dai profumi della montagna trentina.

E la sua ristorazione garantisce una scelta di prodotti tipici davvero gustosi. Basta solo questo per dimenticare la fatica di una lunga camminata.
Il locale ideale per ritemprare il corpo e lo spirito è l’Osteria Rifugio Crucolo.
La struttura, a 1100 metri, si trova in Val Campelle, una incantevole valle alpina.  Per arrivarci basta percorrere la statale Valsugana e seguire poi le indicazioni per località Scurelle. Al rifugio si può arrivare tranquillamente in auto per chi preferisce guardare il panorama dal finestrino.
Dal 1782 il Rifugio Crucolo continua ad essere luogo di incontro e di svago. E’ il posto giusto per condividere la buona tavola con gli amici e far festa trascorrendo qualche ora lieta senza fretta.
Il rifugio prende il nome dal luogo dove si trova: Crucolo, cioè sul cocuzzolo del monte, che apre lo sguardo ad una splendida vista sulla Valsugana.
Un grande fuoco acceso nella cucina a vista invita ad entrare e, nel contempo, mette il buonumore. Polenta e carne alla brace solleticano le narici.
Panche e sedie impagliate, rivestimenti in legno e travi a vista, alle finestre tendine bianche e rosse. Un arredamento tipico dei rifugi montanari dove lo stare a tavola è una gioia per tutti.
L’accoglienza è familiare e Devis della Famiglia Purin, che insieme a cugini e zii, gestisce il Rifugio, invita gli ospiti ad accomodarsi. Gli occhi vispi tradiscono l’orgoglio di appartenere alla generazione, arrivata quasi alla nona, che ha dato vita al rifugio, nato due secoli fa come una osteria, tanto che la sua famiglia è soprannominata gli “Osti”.
Teatro di guerra, il Rifugio Crucolo è stato distrutto e poi ricostruito durante il primo conflitto mondiale e negli anni si è ampliato diventando un locale accogliente e capiente.
Come ogni pranzo o cena che si rispetti, l’antipasto introduce gli ospiti a pregustare le tante specialità del luogo che verranno servite poi durante il pasto.

Un antipasto non servito a tavola ma al tagliere direttamente nella cantina interrata, ancora con il vecchio fondo in terra. La cantina è nascosta come fosse un forziere. Si trova infatti due piani sotto terra.
Devis accompagna tutti come una guida in un vero e proprio viaggio enogastronomico che coinvolge tutti i cinque sensi. A partire dagli occhi che non credono a quello che vedono. Formaggi ed insaccati di produzione propria in quantità.

Si inizia con gli assaggi di formaggio “crucolo”, prima da quello fresco e poi un pezzetto di stagionato, per finire con il delizioso formaggio arricchito da tocchetti di mele. Perfetto per un aperitivo giovane. Il vino bianco che Devis versa nei calici è un fresco Müller Thurgau vino bianco dalla facilità di beva che ben si abbina con gli assaggi che qui vengono proposti.
Si scende ancora di un piano interrato ed il naso subito percepisce l’odore umido e fresco della cantina dove si conservano in maniera perfetta gli insaccati. Qui ce ne sono davvero tanti e di ogni tipo.
Dallo speck alla pancetta, dal salame alla soppressa, appesi al soffitto traboccante. Il pezzo forte è la lucanica, salame tipico trentino dal sapore delicato e leggermente speziato. Per l’assaggio di queste prelibatezze ben conservate, ci vuole un vino rosso, uno strutturato Teroldego.

Alzando gli occhi un lunghissimo salame gira tutto attorno al soffitto. Ben 72 metri di lunghezza che ha consentito al Crucolo di iscriversi nel Guinness dei Primati per ben due volte.
Gli scaffali sono colmi di bottiglie di vino casereccio e grappe di propria produzione.
La cena o il pranzo infatti saranno accompagnati da una lunga scelta di vini locali e tutti ottimi. Il vino qui è il sovrano indiscusso della tavola per una cucina importante e tipica della zona, la cui bontà impedirà di alzarsi da tavola anche se ci si sente “pieni”.
Deliziosi i primi piatti: strangolapreti, pasta e fagioli, zuppa di porcini. Vanno a ruba soprattutto i famosi canederli, in brodo o al sugo. L’itinerario del gusto prosegue con le grigliate che hanno la carne di  maiale come protagonista.
Non si riesce proprio a fare a meno della polenta di farina grezza che accompagna tutte le pietanze del menù: stinco al forno, lo spezzatino, le puntine di maiale, il coniglio in umido, il cotechino con i crauti ed il formaggio crucolo fuso.
Dulcis in fundo …. lo strudel. E’ la torta più nota e apprezzata quando si parla di dolcezze di montagna. Un dolce squisito che accarezza il palato ma la lista delle tentazioni contempla anche crostate, torta di cioccolato e pere e la curiosa torta al radicchio e mandorle. Il menù prevede anche altri dolci a seconda dell’estro e della fantasia della casa.
Si può però stare tranquilli perché in cucina la cuoca è nonna Angelina, custode della tradizione locale e la vera regina dei fornelli che nonostante gli anni impartisce ancora gli “ordini” perché tutte le pietanze riescano alla perfezione.

Spettacolare il finale, che è d’obbligo. Consiste nel sorseggiare il parampampoli. Un nome che assomiglia ad uno scioglilingua ma indica un liquore digestivo creato per caso alla fine degli anni ‘50 dal nonno Giordano Purin. Tutte le scoperte che avvengono per caso hanno successo ed anche il parampampoli non fa eccezione. Giordano vicino al fogolar stava mescolando in una pentola  il caffè, il vino e la grappa quando il tutto prese fuoco.
Questa è diventata una delle caratteristiche di questo liquore che da allora è diventato una chicca di questo locale ed anche oggi viene servito “flambè” e versato davanti al cliente nelle tipiche e robuste tazzine.

La ricetta originale è custodita come un tesoro dalla famiglia Purin, che ha la proprietà del marchio. Oltre al caffè, al vino, alla grappa, al miele … eccetera …. eccetera, Devis spiega che il parampampoli contiene ancora piccoli ingredienti segreti, tramandati per stupire sempre.
Al sabato sera anche la musica è servita. In una grande sala, al piano superiore del Rifugio Crucolo, si canta e si balla.
Dopo una serata di festa così intensa, chi non si sente in grado di guidare può pernottare all’Hotel Spera sempre di proprietà della famiglia Purin ed ubicato a Spera in via Carzano ad appena 10 minuti dal rifugio.
Inoltre le squisite specialità gastronomiche, appena gustate in cantina, si possono acquistare qui o nel punto vendita “La bottega del Crucolo” a Scurelle, naturalmente i proprietari sono i Purin. I prodotti si possono ordinare anche on line magari per festeggiare a casa un’occasione speciale e ricreare il clima di festa tipico della montagna.
Che dire di più? Rifugio Crucolo è un locale da 10 e lode. Anzi un locale dei record. E’ entrato nel Guinness dei primati con il salame più lungo (72 metri) e con la  forma di formaggio più pesante (più di 450 chili).
Info: APT Valsugana www.visitvalsugana.it, www.rifugiocrucolo.it (aperto tutto l’anno, meglio prenotare nei fine settimana), www.bottegadelrifugiocrucolo.it, www.hotelspera.it

Testo e foto di Dorina Cocca

 

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