L’aria di mare si prende all’Archivio Storico sulla collina del Vomero

Salvatore D’Anna bar manager dell’Archivio

I Borbone sono una delle più importanti e antiche case regnanti in Europa, si dedicavano alla caccia e alla cura dei propri giardini, proprio a queste location estive sono stati dedicati i piatti del ristorante e premium bar Archivio Storico di Napoli per l’ultimo appuntamento della kermesse “Esperienze Borboniche”, dedicato all’Estate dei Borbone per presentare il menù estivo.

Lo scopo della kermesse – incentrata sulla cultura borbonica, sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – è stato quello di raccontare attraverso quattro eventi serali agli ospiti dell’Archivio le curiosità inerenti a una delle dinastie più importanti che hanno regnato in Italia, ovvero i Borbone.

L’aria di mare si prende all’Archivio Storico sulla collina del Vomero

L’argomento del primo appuntamento è stato l’amore al tempo del Regno delle Due Sicilie, con il conseguente racconto delle coppie più belle che hanno caratterizzato il regno; il tema che ha animato il secondo appuntamento è consistito nel racconto delle regine appartenenti alla dinastia che hanno fatto la storia di Napoli; il terzo appuntamento è stato infine incentrato sui primati del Regno.

Il quarto appuntamento è stato dedicato alle residenze estive dei Borbone, le location ove re e regine amavano trascorrere il periodo estivo e dedicarsi ai loro passatempi preferiti.
tali racconti sono state abbinate le ricette dei piatti che lo chef stellato Pasquale Palamaro ha elaborato ispirandosi agli ingredienti alla loro base collegati a tali residenze, come: “Il Falconiere” (spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine); “Un calamaro per una Genovese” (spaghetto mantecato con genovese di calamaro); Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli; “Alì Babbà” (babà al rum e crema al cardamomo).
Le quattro residenze ad essi accostate sono: la Reggia di Quisisana, il Palazzo Reale di Ischia, la Reggia di Caserta e la Reggia di Portici.

L’aria di mare si prende all’Archivio Storico sulla collina del Vomero

Archivio Storico

A tali piatti sono stati abbinati tre vini prodotti nei Campi Flegrei (territorio molto apprezzato dai Borbone per le delizie che offriva ed offre ancor ‘oggi), prodotti dall’azienda Carputo introdotti da Tommaso Luongo dell’AIS Napoli: “Lapilli”, una Falanghina extra dry metodo charmant; una Falanghina Campi Flegrei D.O.P. e un Piedirosso Campi Flegrei D.O.P.

Infine, Salvatore D’Anna – bar manager dell’Archivio – ha presentato un nuovo cocktail: un “Negroni all’aria di mare”, una rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana. Lo stile della ricetta resta immutato: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter.

La particolarità è che è bianco, diversamente dal canonico rosso, servito colmato da una particolare spuma che ricorda, anche nel sapore, l’ “aria di mare.

”Il cambiamento del menù è radicale – ha detto il bar manager D’Anna – senza fare mai forzature e ispirandoci alle residenze estive dei Borbone, un menù esperienziale che per il “Negroni all’aria di mare”, ci siamo ispirati alla Reggia di Portici dove l’aria di mare salmastra giunge dal vicino porticciolo”.

Lo chef Palamaro ha sottolineato “Abbiamo preparato un nuovo menù per l’estate, fatto di freschezza e tradizione, come queste mura richiedono”.

I piatti sono stati presentati in versione moderna, come nel costume dell’Archivio Storico. Tommaso Luongo ha spiegato che per la carta dei vini si è preferito scegliere dei vini che faranno ponte, per così dire da transizione, alla carta ufficiale più corposa che sarà presentata in seguito, quando ci saremo riposati dal periodo estivo. Valentina Caputo, responsabile del marketing dell’azienda omonima dei Campi Flegrei, ha spiegato come la loro sia un’azienda rimasta a carattere familiare dove il padre si occupa della produzione.
Orgogliosamente ha detto che la Falanghina e il Piedirosso sono prodotti con le loro uva.

Harry di Prisco

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By | 2019-06-02T16:05:58+00:00 Giugno 2019|Eventi, I luoghi del bere, I luoghi del gusto|