La storia del GIANDUIA 1865, l’autentico gianduiotto di Torino

La storia del GIANDUIA 1865, l’autentico gianduiotto di Torino

E’ una lunga storia quella del gianduiotto: inizia, infatti, nel 1852, anno in cui vide la luce la primissima ricetta elaborata dai Caffarel, pionieri del cioccolato nel nostro paese. Una ricetta semplice, ma innovativa, basata su ingredienti genuini e del territorio: cacao, zucchero e nocciole del Piemonte. In realtà il famoso cioccolatino nacque quasi per

E’ una lunga storia quella del gianduiotto: inizia, infatti, nel 1852, anno in cui vide la luce la primissima ricetta elaborata dai Caffarel, pionieri del cioccolato nel nostro paese. Una ricetta semplice, ma innovativa, basata su ingredienti genuini e del territorio: cacao, zucchero e nocciole del Piemonte.
In realtà il famoso cioccolatino nacque quasi per necessità. In quegli anni susseguenti alle numerose battaglie del Risorgimento il paese viveva un periodo di forte recessione economica e il governo regio aveva imposto drastiche riduzioni nelle importazioni dei generi cosiddetti di lusso, tra i quali il cacao.
I Caffarel decisero allora di  sperimentare una nuova ricetta, che prevedeva l’uso di una quantità inferiore di cacao  ed inseriva nell’impasto la nocciola,  un prodotto agricolo tipico piemontese.

Caffarel_Gianduiotto_3Non un frutto qualsiasi, ma la tipica Nocciola Piemonte IGP, originaria della zona delle Langhe, le colline attorno a Cuneo. Ed è proprio la fragranza vellutata e il profumo intenso delle nocciole piemontesi ad essere caratteristiche principali dell’aroma e della squisitezza del gianduiotto.
Nel 1865 cominciò la produzione dello speciale cioccolatino inizialmente denominato “givu”, ma presto sostituito dal nome “gianduiotto” che deriva da Gianduia la caratteristica maschera piemontese, nonché simbolo nella lotta per la libertà e l’indipendenza che ebbe luogo nella regione alla fine del Settecento.
Nasce così il gianduiotto Gianduia 1865, un prodotto esclusivo per morbidezza, delicatezza e gusto inconfondibili.
Non solo ottimi ingredienti, però, perchè anche nella lavorazione, basata su metodi tradizionali, il gianduiotto si distingue da altri cioccolatini: nello stabilimento Caffarel, infatti, si producono i gianduiotti ancora con l’antico metodo dell’estrusione.

L’estrusione
Consiste nell’utilizzo di una macchina, capace di trasformare il processo manuale del pasticcere in un gesto meccanico che permette di colare una goccia densa e vellutata.
Seppur meccanizzato, questo processo è del tutto simile a quello del “tagliato a mano” eseguito fino a 60 anni fa.
Si parte da un impasto, in cui le nocciole rappresentano circa il 30%, che a 27 – 28 °C viene “estruso” da sei colatrici sul tappetino della linea di produzione. La forma a barchetta rovesciata viene garantita da due piccole “coltelle” meccaniche che si chiudono dopo la colatura.
All’uscita dalle macchine, i gianduiotti passano per un tunnel di refrigerazione a 7 °C e poi vanno alla linea di avviluppaggio.
La produzione annuale di Caffarel è pari ad oltre 40 milioni di gianduiotti, ognuno impercettibilmente diverso dall’altro perché la forma dipende da come si assesta il cioccolatino sul tappetino.
Per conservare al meglio tutta la sua cremosità il gianduiotto è avvolto in appositi leggerissimi foglietti di alluminio dorato e presentato in pregiati packaging, di volta in volta rivisitati in base ad uno stile sempre elegante e moderno.
A quasi 150 anni dalla sua creazione il gianduiottoè  conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per la sua genuinità e per il suo gusto pieno e vellutato, oltre che per essere un prodotto Made in Italy unico, vera eccellenza dolciaria del nostro Paese.

Una storia antica, lunga 150 anni, una tradizione che si rinnova nel tempo.

claudia.dimeglio
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