L’Olio di Roma IGP ha celebrato ieri nella Capitale una serata dedicata alla nuova campagna olearia, alla qualità certificata e alle prospettive dell’olivicoltura italiana

La spettacolare cornice della Lanterna Roma, in via Tomacelli, ha ospitato venerdì 6 novembre La Notte dell’Eterno, l’evento organizzato dal Consorzio Olio di Roma IGP in collaborazione con Evootrends. Per la prima volta, il Consorzio ha presentato in anteprima la campagna olearia 2026/2027, anticipando i tradizionali tempi dei bilanci di settore e offrendo un primo quadro delle prospettive produttive e commerciali della nuova annata.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, produttori, associazioni di categoria, enti di controllo e protagonisti del mondo economico, gastronomico e culturale. Tra le autorità presenti figuravano gli assessori capitolini Alfonsi e Onorato, Raffa per Arsial e Righini per la Regione Lazio, a conferma dell’attenzione delle amministrazioni verso un comparto strategico per l’agricoltura e l’identità territoriale.

La serata ha rappresentato soprattutto un segnale di fiducia in una fase complessa per il settore, caratterizzata anche dal ribasso dei prezzi. Proprio per questo, il Consorzio ha voluto rilanciare il valore della qualità, della riconoscibilità delle produzioni certificate e della capacità della filiera di costruire nuove opportunità economiche, coinvolgendo ristorazione, ospitalità e turismo.

La Lanterna, simbolo di una nuova ambizione

La scelta della Lanterna Roma non è stata casuale, ma ha contribuito a dare un significato particolare all’iniziativa. Sospesa tra storia e contemporaneità, la struttura ha offerto lo scenario ideale per raccontare un prodotto che affonda le proprie radici nella cultura mediterranea e che oggi punta a conquistare un ruolo sempre più importante nella gastronomia e nell’economia del territorio.

L’obiettivo del Consorzio è superare la tradizionale percezione dell’olio extravergine come semplice condimento, valorizzandolo invece come alimento complesso, espressione di una precisa identità geografica e culturale. In questa prospettiva, l’Olio di Roma IGP diventa un ingrediente narrante, capace di comunicare attraverso le proprie caratteristiche sensoriali la storia e le peculiarità del territorio da cui proviene.

La manifestazione ha quindi utilizzato il richiamo alle antiche lucerne romane, alimentate proprio con l’olio, per costruire un collegamento simbolico tra passato e futuro. La luce evocata dalla location è diventata così la metafora della nuova direzione che il Consorzio intende imprimere all’olivicoltura di qualità, puntando su cultura, innovazione e maggiore consapevolezza dei consumatori.

Olio di Roma, una strategia che guarda oltre la produzione

Al centro del progetto presentato durante la serata c’è una strategia che punta a rafforzare il dialogo con le istituzioni e a costruire nuove sinergie con il mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Il Consorzio intende infatti ampliare le occasioni di conoscenza e consumo dell’extravergine certificato, facendo della qualità un elemento riconoscibile e remunerativo per tutti gli operatori della filiera.

Tra gli strumenti individuati figura la diffusione della carta degli oli nei ristoranti, proposta come opportunità per arricchire l’esperienza gastronomica e promuovere una maggiore cultura del prodotto. Inoltre, il Consorzio guarda allo sviluppo dell’oleoturismo, con percorsi dedicati alla scoperta delle aziende, dei territori e delle caratteristiche sensoriali dei diversi extravergini di qualità.

David Granieri, presidente del Consorzio Olio di Roma IGP, ha sottolineato la necessità di educare il mercato a riconoscere e remunerare il valore dell’extravergine, contrastando la tendenza a considerarlo un condimento anonimo. Secondo Granieri, la scarsa conoscenza delle caratteristiche del prodotto, i falsi miti, l’attenzione insufficiente alla conservazione e la prevalenza del prezzo nella scelta dei consumatori rappresentano ostacoli da superare.

La qualità certificata può invece generare nuove opportunità per i produttori, per la ristorazione e per il turismo, trasformando un patrimonio millenario in una concreta leva di sviluppo. Per raggiungere questo risultato occorre, tuttavia, un impegno condiviso, capace di coinvolgere gli operatori economici e di avvicinare il pubblico alle molteplici sfumature di un alimento vivo e ricco di peculiarità.

ETERNA ed ETERNO: design e qualità produttiva

Un altro tema centrale dell’evento ha riguardato il packaging, considerato non più un semplice contenitore, ma uno strumento strategico per comunicare prestigio, origine e valore. Anche l’aspetto estetico della bottiglia può infatti contribuire a distinguere un olio di qualità, rendendone immediatamente riconoscibili l’identità e il legame con il territorio di provenienza.

In questa direzione si inseriscono i due riconoscimenti presentati nel corso della manifestazione, pensati per valorizzare aspetti complementari dell’eccellenza olearia. Le iniziative ETERNA ed ETERNO intendono infatti premiare, da una parte, la capacità del design di interpretare contemporaneamente la tradizione e l’innovazione e, dall’altra, la qualità delle produzioni che meglio rappresentano il territorio romano.

ETERNA – The Iconic Bottle è il riconoscimento dedicato alla progettazione della bottiglia d’olio, con l’obiettivo di ripensarne forme e linguaggi attraverso il design contemporaneo. ETERNO – The Excellence of Rome guarda invece all’eccellenza produttiva, individuando gli oli capaci di rappresentare al meglio la nuova identità qualitativa dell’area romana, oltre la semplice ricerca del prodotto migliore.

Un’esperienza sensoriale dedicata all’extravergine

La Notte dell’Eterno ha proposto un percorso immersivo attraverso duemila anni di storia, coinvolgendo gli ospiti in degustazioni della nuova annata, abbinamenti gastronomici, suggestioni olfattive e installazioni. Le diverse esperienze hanno accompagnato il pubblico alla scoperta dell’olio extravergine, mettendo in evidenza non soltanto le sue qualità alimentari, ma anche il suo valore culturale e il rapporto con la tradizione romana.

Il programma si è articolato in diversi momenti, a partire dalle ore 18 con l’apertura del percorso esperienziale. Alle 19 si è svolto l’appuntamento istituzionale dedicato alla nuova campagna olearia, seguito dalle esperienze gastronomiche e dalle occasioni di networking, che hanno permesso agli operatori di confrontarsi sulle prospettive del comparto e sulle possibili collaborazioni.

L’evento ha inoltre offerto l’occasione per presentare l’Olio di Roma IGP come elemento di aggregazione delle eccellenze agroalimentari del Lazio. Il progetto punta infatti a mettere in relazione le diverse identità produttive regionali, valorizzandone le peculiarità e costruendo un racconto comune capace di rafforzare l’attrattività del territorio anche nei confronti dei visitatori.

In questo percorso trovano spazio produzioni rappresentative della tradizione laziale, dai vini Roma DOC e Frascati DOC alla Ricotta Romana DOP e al Pecorino Romano DOP. L’obiettivo è creare nuove occasioni di collaborazione tra filiere, promuovendo un’offerta gastronomica integrata nella quale l’olio extravergine possa assumere un ruolo da protagonista e diventare ambasciatore della cultura alimentare regionale.

L’Olio di Roma come nuovo simbolo della Capitale

La Notte dell’Eterno ha confermato la volontà del Consorzio di ampliare il significato dell’Olio di Roma IGP, portandolo oltre i confini della produzione agricola e riconoscendogli una funzione culturale, economica e turistica. La sfida consiste nel trasformare la qualità certificata in un valore concretamente percepito dal mercato, capace di sostenere i produttori e rafforzare l’intero sistema agroalimentare.

La manifestazione del 6 novembre ha dunque rappresentato un’occasione di confronto e di promozione, ma anche un punto di partenza per una strategia che guarda al futuro dell’olivicoltura laziale. Attraverso il dialogo con le istituzioni, la ristorazione e il turismo, il Consorzio intende rendere sempre più riconoscibile un prodotto che racchiude storia, territorio e competenze produttive.

L’Olio di Roma non è soltanto il risultato di una tradizione agricola radicata nel territorio, ma un patrimonio millenario che può diventare un simbolo contemporaneo della Capitale. La serata alla Lanterna ha voluto accendere proprio questa prospettiva, indicando nella cultura della qualità e nella capacità di fare sistema le principali risorse per costruire nuove opportunità.

Ugo Dell’Arciprete.