Vendemmia del Moscatello Casauriense nel cuore dell’Abruzzo: a Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara, Tenuta Secolo IX anticipa la raccolta delle uve e porta in vigna un rito che quest’anno assume un fascino ancora più particolare.

I grappoli dorati del Moscatello vengono raccolti già nei primi giorni di agosto, anche nelle ore più fresche della notte, dopo una stagione caratterizzata da temperature elevate.

È qui che prende forma una delle espressioni più identitarie della viticoltura locale, quella del Moscatello Casauriense, un biotipo antico che Tenuta Secolo IX ha scelto di recuperare, custodire e riportare al centro della narrazione vitivinicola abruzzese.

Vendemmia ad agosto: il Moscatello anticipa i tempi

La vendemmia è uno dei momenti più attesi dell’anno per ogni vignaiolo. È il passaggio in cui mesi di lavoro, potatura, cura delle piante e attenzione quotidiana si trasformano finalmente nel raccolto.

Nel caso del Moscatello di Tenuta Secolo IX, il calendario quest’anno ha subito un’accelerazione. Le temperature particolarmente elevate hanno favorito una maturazione anticipata delle uve, portando la raccolta già nel mese di agosto.

Il momento della vendemmia assume così anche una dimensione quasi scenografica: i grappoli maturati sotto il sole estivo vengono raccolti nelle ore più fresche, in una sorta di rito agricolo che unisce necessità produttive e suggestione.

Il risultato è una fotografia dell’estate abruzzese fatta di vigne, profumi e grappoli dorati, con il paesaggio di Castiglione a Casauria a fare da sfondo.

Moscatello Casauriense, un vitigno che racconta l’Abruzzo

Il protagonista di questa vendemmia è un vitigno legato profondamente alla storia agricola della zona. Il Moscatello Casauriense rappresenta infatti una delle espressioni attraverso cui Tenuta Secolo IX cerca di valorizzare la biodiversità e la memoria vitivinicola del territorio.

La cantina ha costruito intorno a questo vitigno un progetto di recupero e valorizzazione che punta a restituirgli centralità, trasformando una varietà antica in un interprete contemporaneo dell’Abruzzo del vino.

La posizione di Castiglione a Casauria contribuisce a definire il carattere delle uve. Il territorio si sviluppa in un paesaggio nel quale la presenza della montagna dialoga con le influenze provenienti dalla costa, creando condizioni particolari per la coltivazione della vite.

È proprio questo equilibrio tra ambiente, tradizione agricola e lavoro umano a rendere il Moscatello un vino fortemente territoriale.

La vendemmia notturna protegge la qualità delle uve

Raccogliere l’uva durante le ore più fresche della giornata è una scelta particolarmente interessante quando si lavora in presenza di temperature elevate.

Per il Moscatello, la raccolta anticipata e le condizioni termiche della vendemmia rappresentano un momento delicato, nel quale preservare l’integrità dei grappoli e mantenere il più possibile la componente aromatica dell’uva diventa fondamentale.

Secondo Donato Di Tommaso, enologo di Tenuta Secolo IX, le prime uve arrivate in cantina hanno mostrato un profilo qualitativo positivo, con un buon equilibrio tra zuccheri e acidità e una componente aromatica particolarmente ricca.

Un elemento importante soprattutto per un vitigno come il Moscatello, la cui identità passa anche attraverso la componente olfattiva e la capacità di esprimere profumi riconoscibili.

Tenuta Secolo IX: “Ogni grappolo racconta la nostra cultura contadina”

Per Fioravante Allegrino, titolare di Tenuta Secolo IX, la vendemmia rappresenta molto più di un semplice momento produttivo.

Il raccolto diventa infatti il punto d’incontro tra passato e futuro: da una parte la memoria di una viticoltura che appartiene alla storia del territorio, dall’altra la volontà di riportare il Moscatello all’attenzione di un pubblico contemporaneo.

L’obiettivo è trasformare questo vitigno in un ambasciatore di Castiglione a Casauria e dell’Abruzzo, facendo conoscere un patrimonio agricolo che rischierebbe altrimenti di rimanere confinato a una dimensione locale.

La vendemmia diventa quindi anche un atto di tutela della memoria, attraverso il quale la tradizione può continuare a evolversi senza perdere il proprio carattere.

Terreni argilloso-calcarei e allevamento Guyot

Il progetto di valorizzazione del Moscatello passa anche dal lavoro in vigna.

A Tenuta Secolo IX il vitigno viene coltivato su terreni argilloso-calcarei e allevato con sistema Guyot a controspalliera, secondo un approccio orientato a preservare le caratteristiche aromatiche delle uve e il legame con il territorio.

La viticoltura diventa così il primo strumento attraverso cui costruire l’identità del vino. Prima ancora della cantina, è la vigna a determinare il carattere del prodotto finale.

L’obiettivo è accompagnare l’uva verso la maturazione mantenendo equilibrio, freschezza e ricchezza aromatica, elementi particolarmente importanti per le diverse interpretazioni del Moscatello.

Dal passito allo spumante: le diverse anime del Moscatello

Uno degli aspetti più interessanti del progetto Tenuta Secolo IX è la capacità del Moscatello di esprimersi attraverso stili differenti.

La tradizione lo associa soprattutto alla versione passita, intensa e dolce, capace di valorizzare la componente aromatica del vitigno. Ma oggi il Moscatello viene interpretato anche in versione spumantizzata, più fresca e dinamica, e come vino fermo, dove emerge in maniera più diretta il carattere dell’uva.

Tre interpretazioni diverse che mostrano come un vitigno legato alla tradizione possa trovare nuove occasioni di consumo.

Il Moscatello diventa così non soltanto un vino dolce da abbinare al dessert, ma un prodotto capace di dialogare con una gastronomia contemporanea e con momenti di consumo differenti.

Un progetto per riportare il Moscatello al centro della scena

La vendemmia di agosto rappresenta dunque una tappa di un percorso più ampio.

Tenuta Secolo IX lavora alla valorizzazione del Moscatello Casauriense con l’obiettivo di far emergere l’identità di un vitigno raro e profondamente legato alla storia agricola della zona.

La sfida è trasformare la memoria in una prospettiva futura: conservare un patrimonio viticolo senza cristallizzarlo, ma permettendogli di confrontarsi con i gusti, le abitudini e le nuove tendenze del mondo del vino.

Ed è proprio tra i filari di Castiglione a Casauria che questo racconto prende forma ogni estate, quando i grappoli dorati raggiungono la maturazione e arriva il momento di raccoglierli.

La squadra di Tenuta Secolo IX

Dietro il progetto di valorizzazione del Moscatello c’è un gruppo di professionisti con competenze diverse. Fioravante Allegrino è titolare e proprietario della Tenuta, mentre Maurizio Primavera segue la direzione commerciale. Massimo Iafrate è Brand Ambassador, Donato Di Tommaso ricopre il ruolo di enologo e Romano D’Amario quello di agronomo.

Una squadra che accompagna il Moscatello dalla vigna alla bottiglia e che contribuisce a costruire intorno a questo vitigno una nuova narrazione del vino abruzzese.

Il Moscatello Casauriense, il sapore di un territorio

La vendemmia di agosto non è soltanto l’inizio di un nuovo ciclo produttivo. È il momento in cui il territorio torna a parlare attraverso l’uva.

Il Moscatello Casauriense racchiude in ogni grappolo il lavoro di un’intera stagione, ma anche una storia fatta di agricoltura, biodiversità e cultura contadina.

A Castiglione a Casauria, Tenuta Secolo IX prova a trasformare questa eredità in un progetto contemporaneo, portando il Moscatello oltre i confini della tradizione locale e proponendolo come una delle espressioni più originali del patrimonio vitivinicolo abruzzese.