Casanova di Neri porta a Homo Faber 2026 la cultura del Brunello di Montalcino e la storia di un sapere enologico costruito nel tempo.

Dal 1° al 30 settembre, alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2020 sarà tra i protagonisti dell’esperienza gastronomica di A Glasshouse Restaurant, il fine dining creato per l’edizione 2026 della manifestazione internazionale dedicata all’alto artigianato contemporaneo.

Un incontro tra vino, cucina, arte e manifattura che mette al centro un concetto comune: l’eccellenza nasce dal saper fare, dalla memoria e dalla capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie origini.

Casanova di Neri e Homo Faber 2026: quando il vino diventa artigianato

Che cosa accomuna un grande Brunello a un’opera di alta manifattura?

La risposta è racchiusa nei gesti, nella precisione, nell’esperienza e in quella conoscenza che passa da una generazione all’altra. È su questo terreno comune che si sviluppa la collaborazione tra Casanova di Neri, storica realtà del Brunello di Montalcino, e Homo Faber 2026, appuntamento internazionale dedicato ai protagonisti dell’artigianato contemporaneo.

Se Homo Faber celebra la creatività dei maestri artigiani e il valore degli oggetti realizzati a mano, Casanova di Neri trasferisce lo stesso principio nel mondo del vino: ogni annata è il risultato di un patrimonio di competenze, ma anche di ricerca, intuizione e capacità di leggere il territorio.

Brunello Tenuta Nuova 2020 protagonista a A Glasshouse Restaurant

Il cuore gastronomico della collaborazione sarà A Glasshouse Restaurant, il ristorante fine dining ideato per accompagnare l’esperienza di Homo Faber 2026.

All’interno della carta dei vini troverà posto il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2020, scelto per accompagnare uno dei tre percorsi degustazione concepiti per raccontare la cucina veneziana contemporanea.

La proposta gastronomica sarà affidata allo chef Salvatore Sodano, del ristorante Local Venezia, e costruirà un dialogo tra sapori, cultura veneziana e creatività contemporanea.

Il vino di Casanova di Neri entra così in un percorso nel quale alta cucina e alta manifattura condividono lo stesso palcoscenico.

Tenuta Nuova, il Brunello nato da una sfida

Dietro Tenuta Nuova c’è una storia che parla di coraggio e visione.

La cantina Casanova di Neri è stata fondata nel 1971 da Giovanni Neri e oggi è portata avanti dalla seconda e dalla terza generazione della famiglia. Nel corso degli anni, l’azienda ha costruito il proprio percorso attraverso un equilibrio tra rispetto della tradizione e desiderio di sperimentare nuove strade.

Tenuta Nuova ne rappresenta uno degli esempi più significativi.

Il progetto nacque dall’intuizione di Giacomo Neri, che decise di piantare un vigneto in una zona che all’epoca non veniva considerata particolarmente vocata. Una scelta controcorrente che nel tempo si è trasformata in uno dei capitoli più importanti della storia dell’azienda.

Il Brunello italiano che nel 2006 conquistò Wine Spectator

La storia di Tenuta Nuova ha raggiunto un momento particolarmente significativo nel 2006, quando il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 è stato scelto come Wine of the Year da Wine Spectator.

Un riconoscimento di grande prestigio internazionale, che ha portato per la prima volta un vino italiano al vertice della celebre classifica della rivista statunitense.

Quel risultato ha contribuito a rafforzare la notorietà internazionale di Casanova di Neri e a consacrare Tenuta Nuova tra le etichette più rappresentative della denominazione.

Tenuta Nuova 2020, il valore di una nuova annata

La presenza del Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2020 a Homo Faber non è quindi soltanto una scelta legata alla carta dei vini.

È un modo per raccontare, attraverso una bottiglia, una filosofia produttiva fondata sulla continuità e sull’evoluzione. Il vino diventa infatti il risultato visibile di un percorso nel quale esperienza, sensibilità e ricerca convivono.

Come accade nelle grandi botteghe artigiane, anche in cantina ogni generazione riceve un patrimonio da custodire, ma non semplicemente da replicare. Il compito è reinterpretarlo, aggiornarlo e consegnarlo al futuro mantenendone riconoscibile l’identità.

A Venezia il dialogo tra vino, design e alta manifattura

La partecipazione di Casanova di Neri a Homo Faber 2026 rafforza una visione del vino sempre più vicina al mondo della cultura e della creatività.

A Venezia, il Brunello entra infatti in uno spazio dove design, arte, artigianato e gastronomia dialogano tra loro. Una contaminazione che permette di osservare il vino non soltanto come prodotto enologico, ma come espressione di un territorio e di una cultura del fare.

Il messaggio è chiaro: l’eccellenza non si misura soltanto nel risultato finale, ma anche nella storia, nelle competenze e nei gesti che lo rendono possibile.

Ed è proprio questa eredità, fatta di conoscenze e visione, che Casanova di Neri porta a Venezia con Tenuta Nuova 2020.