Il pizza chef Simone De Gregorio ospita a La Bolla “Se lievita è vero amore”. Una serata evento dedicata alla Fondazione Serena Onlus per sostenere il Centro Clinico NeMO dell’Ospedale Monaldi.
“Se lievita è vero amore”, l’iniziativa che unisce gusto e solidarietà
Il connubio tra l’eccellenza gastronomica e l’impegno civile trova una nuova, importante declinazione nel cuore della Campania. Mercoledì 29 aprile, a partire dalle ore 19.30, il ristorante pizzeria La Bolla di Caserta diventerà il palcoscenico di un appuntamento che va ben oltre la semplice degustazione. Il titolo è significativo: “Se lievita è vero amore”. L’evento si inserisce in un più ampio programma di solidarietà ideato e coordinato da Carbot Communication e Carbot Charity Eventi. L’obiettivo è coinvolgere oltre dieci pizzerie d’eccellenza su scala nazionale.
L’iniziativa nasce con il nobile intento di trasformare la pizza, simbolo universale di condivisione e convivialità, in uno strumento concreto di supporto alla ricerca scientifica e all’assistenza sanitaria. Protagonista della serata casertana sarà Simone De Gregorio. Il piazza chef ha deciso di sposare la causa mettendo a disposizione la propria tecnica e la propria sensibilità artigianale per una finalità benefica. Il progetto è interamente dedicato alla Fondazione Serena Onlus. L’ente gestisce il Centro Clinico NeMO presso l’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli – Ospedale Monaldi di Napoli, un polo d’eccellenza e punto di riferimento essenziale per i pazienti affetti da patologie neuromuscolari.
Il percorso degustazione firmato da Simone De Gregorio
La proposta culinaria della serata riflette l’identità professionale di De Gregorio. Il pizza chef è un interprete che ha saputo fondere armoniosamente la scuola napoletana con quella casertana, dando vita a un linguaggio tecnico personale e ricercato. Per l’evento è stato studiato un percorso in cinque portate, proposto al costo di 35 euro. Si tratta di un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso diverse consistenze e metodi di lievitazione.
L’apertura è affidata all’ “Entrée SLAw 66”. Un trancio di pizza che gioca su contrasti decisi grazie alla presenza della salsa coleslaw, del maiale cotto a bassa temperatura e della provola affumicata. A seguire, gli ospiti potranno assaggiare “Oltre la Marinara”. Si tratta di una rivisitazione del classico che impiega una salsa arrostita di pomodori gialli e rossi, arricchita da acciughe del Cantabrico, capperi e l’aroma pungente dell’aglio Orsino. Il percorso prosegue con la “Carcio e Pepe”. Qui il carciofo viene proposto in doppia versione, brasato e arrostito, su una fonduta di pecorino completata da pepe e porro fritto. La conclusione dolce è invece affidata a un trancio dedicato alla mela annurca, declinata in quattro differenti consistenze.
La pizza Nemo Terra Sicula e l’impegno verso il Monaldi
Il fulcro simbolico e gastronomico dell’evento è rappresentato dalla “Pizza Nemo Terra Sicula”. Si tratta di un’opera di alta cucina bianca, caratterizzata da un impasto meticolosamente studiato nei tempi di maturazione. Questa creazione mette al centro ingredienti selezionati che richiamano la solarità dell’isola. Un sugo di melanzane ai quattro pomodori fa da base a melanzane marinate, un particolare “terriccio” di pane profumato e la preziosa ricotta sicula di Bronte. Per esaltare i sapori della serata, sono stati scelti i vini di due prestigiose realtà vitivinicole del territorio, la cantina “Le ghiandaie” e la “Cantina Alois”.
Tutto il ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione Serena Onlus. Questa scelta sottolinea l’importanza di sostenere attivamente il Centro Clinico NeMO di Napoli, che svolge un lavoro quotidiano fondamentale nell’assistenza a chi convive con malattie come la SLA o la distrofia muscolare. Come dichiarato dallo stesso Simone De Gregorio, la lievitazione è un atto di cura che rispecchia il gesto d’amore verso il prossimo. In questa visione, la professionalità del pizzaiolo si spoglia della sua veste puramente commerciale per vestire quella della responsabilità sociale. Ogni trancio servito è quindi un tassello fondamentale per un progetto di vita e speranza.



