Cosa fare se l’acqua domestica contiene troppo calcare

Il calcare è una roccia sedimentaria, composta per la maggior parte da un minerale chiamato calcite, che si forma di solito su alcune superfici, in particolare sui sanitari, nei lavelli, sulle piastrelle o nelle tubature.

Il calcare è trasportato dall’acqua: infatti, dai rubinetti, potrebbe sgorgare acqua che non è pura al 100% e che potrebbe contenere sostanze indesiderate che formano il calcare evaporando.

Più l’acqua contiene calcare, più è dura, e quindi, potenzialmente dannosa per i sanitari e gli impianti di un’abitazione. Per rimuovere le macchie di calcare depositate sulle superfici visibili, occorre pazienza ed olio di gomito, ma il problema sorge per le tubature e gli impianti che possono essere particolarmente compromessi da un accumulo di calcare. Proprio per questo, occorre agire alla fonte e ridurre la quantità di calcare che fuoriesce direttamente dal rubinetto. Per far ciò, è necessario avvalersi di un addolcitore acqua (o decalcificatore). Si tratta di un dispositivo che elimina gli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua, scambiandoli con minerali di sodio e potassio, meno dannosi e corrosivi.

Conoscere la durezza dell’acqua

Nonostante non sia previsto un limite stabilito dalla legge per quanto concerne la quantità di calcare nell’acqua, è comunque consigliato un valore compreso tra 15 ed i 50°F. Pertanto, è possibile che l’acqua che sgorga dai rubinetti sia particolarmente dura, con una quantità di calcare quasi al limite o addirittura superiore.

Ma come si fa a conoscere la durezza della propria acqua?

Gli acquedotti italiani, solitamente, rendono noti gli esiti dei controlli sulle acque erogate e da ciò si può evincere che le acque più dure sono quelle delle regioni del centro e del sud (in particolar modo della Calabria); quelle di Liguria e Piemonte, invece, hanno una media durezza. In ogni caso, ci sono dei segnali da non sottovalutare che sono in grado di far comprendere un’elevata durezza dell’acqua, come ad esempio le tracce bianche sui bicchieri o sui piatti (generate dalla sedimentazione dei sali di calcio); la ruvidità del bucato al tatto a seguito di un lavaggio, capelli poco setosi dopo una doccia, arrossamenti della pelle; oppure incrostazioni formate all’interno di alcuni apparecchi come ad esempio il bollitore (infatti il calcare si forma maggiormente con l’aumento della temperatura dell’acqua).

I vantaggi dell’addolcitore

Installare un decalcificatore per l’impianto dell’acqua domestica si tramuta in molteplici vantaggi e si possono migliorare i livelli di efficienza domestica intervenendo sul livello di calcare presente nell’acqua utilizzata dai sanitari. Infatti, abbassando il livello di calcare, si riesce a risparmiare in modo consistente sulla bolletta.
Ad esempio, istallando nella propria caldaia un addolcitore d’acqua, ogni anno è possibile ottenere circa il 20% di risparmio annuale sulla spesa familiare destinata al riscaldamento. Inoltre, ridurre la presenza di calcare nella caldaia significa aumentare l’efficienza di tutto l’impianto, perché le incrostazioni che si formano sugli elettrodomestici ne compromettono l’utilizzo in maniera ottimale.

Il calcare, infatti, ostruisce le tubature e le corrode, ha un’azione isolante, pertanto, riveste le resistenze elettriche degli elettrodomestici, e con ciò si potrebbero verificare anche delle rotture generate da eccessivi carichi elettrici.

Le guarnizioni hanno una vita più breve quando l’acqua è particolarmente dura, perché le incrostazioni causano perdite d’acqua e gocciolamenti frequenti. Tutte queste problematiche, si traducono inevitabilmente in spese maggiori da destinare alla manutenzione e alla riparazione dei pezzi danneggiati.

Inoltre, con un addolcitore si potrebbe risparmiare su alcuni prodotti che si utilizziamo quotidianamente, come il sale nella lavastoviglie, l’anticalcare nella lavatrice e molti detergenti per la rubinetteria di cucina e bagni, con un conseguente beneficio per l’ambiente dovuto alla riduzione dei flaconi di plastica  in circolazione. Un ulteriore vantaggio è quello di poter ottenere un bucato più morbido e setoso a seguito di un lavaggio, anche senza utilizzare ammorbidenti.

By | 2021-04-08T08:25:46+02:00 Aprile 2021|News|