Con il Festival del Riso di Vercelli ci si immerge nella storia, nei paesaggi e nel futuro della risicoltura italiana.
Dall’11 al 13 settembre, l’Ente Nazionale Risi torna protagonista della seconda edizione della manifestazione con un progetto che invita il pubblico a guardare la risaia da prospettive diverse. Al Village di Risò, un grande spazio espositivo accompagnerà i visitatori in un percorso tra memoria, innovazione, tecnologia e cultura del riso.
Non sarà quindi una semplice presenza istituzionale. Lo stand dell’Ente Nazionale Risi, con una superficie di oltre 100 metri quadrati, è stato concepito come un vero viaggio attraverso tre dimensioni: la risaia di ieri, quella che conosciamo oggi e quella che guarda al domani.
Festival del Riso di Vercelli, la risaia raccontata attraverso tre epoche
Il percorso allestito all’interno del padiglione istituzionale del Village di Risò metterà in dialogo passato e futuro, mostrando come sia cambiato nel tempo il mondo della risicoltura e quanto, allo stesso tempo, siano rimasti forti i legami con il territorio.
La prima tappa sarà affidata all’arte e alla memoria. Al centro dello spazio troverà infatti posto Rapsodia della risaia, il ciclo pittorico realizzato da Enzo Gazzone, artista vissuto tra il 1894 e il 1970. Le 40 opere della collezione restituiscono un’immagine della vita nelle risaie prima della meccanizzazione, quando il lavoro agricolo era scandito da gesti, strumenti e ritmi profondamente diversi da quelli attuali.
Attraverso i dipinti, il pubblico potrà così riscoprire una pagina della storia rurale italiana e osservare da vicino il rapporto tra persone, lavoro e paesaggio che ha caratterizzato per generazioni le campagne vercellesi.
Una risaia immersiva per scoprire il paesaggio contemporaneo
Dalla memoria si passa poi alla risaia del presente. Il cuore dello stand sarà occupato da un ambiente multimediale progettato per coinvolgere il visitatore in prima persona.
L’ingresso nello spazio immersivo permetterà di attraversare idealmente un ponte sospeso, mentre immagini proiettate sulle pareti e sul pavimento ricostruiranno l’atmosfera della risaia contemporanea. Il susseguirsi delle stagioni diventerà il filo narrativo dell’esperienza, mostrando la trasformazione del paesaggio nel corso dell’anno.
La tecnologia assume in questo caso un ruolo preciso: non sostituire l’esperienza reale, ma offrire un nuovo modo per comprenderla e apprezzarla. Colori, ambienti e cambiamenti stagionali permetteranno di osservare la risaia da una prospettiva più ampia, andando oltre l’immagine tradizionale del campo coltivato.
Realtà virtuale e filiera del riso: uno sguardo sul futuro
L’ultima parte del percorso sarà dedicata alla realtà virtuale, con sei postazioni equipaggiate con visori di ultima generazione.
Qui il visitatore potrà compiere un ulteriore salto, entrando virtualmente nei luoghi e nelle attività che costituiscono la filiera del riso. I nuovi filmati realizzati dall’Ente Nazionale Risi permetteranno di conoscere professioni, ambienti e momenti del mondo risicolo attraverso un’esperienza immersiva.
È un modo innovativo per raccontare un settore complesso e avvicinare anche il pubblico meno esperto alle persone e alle competenze che rendono possibile il viaggio del riso dal campo alla tavola.
Lo stand sarà aperto per tutta la durata della manifestazione: venerdì 11 settembre dalle 11 alle 20, mentre sabato 12 e domenica 13 settembre sarà visitabile dalle 10 alle 20. Durante il Festival, inoltre, gli esperti dell’Ente Nazionale Risi saranno presenti in occasione di talk e convegni.
Fuori Festival: il riso italiano incontra la pittura
Il racconto non si fermerà al Village di Risò. Il programma del Fuori Festival dell’Ente Nazionale Risi porterà infatti il riso anche nel mondo dell’arte, del teatro e della scoperta del territorio.
Nell’ex chiesa di San Pietro Martire sarà allestita Il riso, pane dell’anima, mostra composta da 14 acquerelli botanici firmati dalla pittrice Angela Petrini. Le opere mettono al centro la pianta del riso e ne interpretano la complessità e la bellezza attraverso un linguaggio delicato e fortemente evocativo.
La mostra sarà anche occasione di incontro diretto con l’artista, che sarà presente nel chiostro dell’antico monastero nei pomeriggi di sabato 12 e domenica 13 settembre, dalle 16.30 alle 17.30.
“Morsi”, quando il riso diventa cultura e spettacolo
Il calendario del Fuori Festival proseguirà con il teatro. Sabato 12 e domenica 13 settembre, alle 19, il chiostro dell’antico monastero di San Pietro Martire ospiterà Morsi – Come farsi una cultura gastronomica, spettacolo di e con Marco Scardigli e Roberto Sbaratto, realizzato con il contributo dell’Ente Nazionale Risi.
Il cibo sarà raccontato attraverso parole, letture e musica, con il riso a fare da filo conduttore di una riflessione ironica sul rapporto tra alimentazione, cultura e identità. Un modo originale per dimostrare come un alimento possa diventare anche materia di racconto e strumento per comprendere la storia e le abitudini di un Paese.
Tra la prima e la seconda parte dello spettacolo ci sarà inoltre un piccolo aperitivo a base di riso, in perfetta sintonia con lo spirito conviviale della manifestazione.
Baraggia Vercellese: il grande Risegno celebra l’Arborio
Tra le esperienze più curiose del programma c’è infine il tour Alla scoperta della Baraggia Vercellese, che permetterà di entrare nel paesaggio risicolo e conoscere una particolare iniziativa dell’Ente Nazionale Risi.
Si tratta del nuovo Risegno, una grande opera di land art realizzata direttamente in una risaia. Le sue dimensioni, 120 metri per 62, la rendono la più grande opera di questo genere realizzata in una risaia italiana.
L’opera nasce dall’accostamento di diverse piante di riso e celebra un anniversario importante: gli 80 anni della varietà Arborio, uno dei nomi più riconoscibili del riso italiano.
La risaia diventa così una tela a cielo aperto, nella quale agricoltura e arte si incontrano per raccontare una storia che appartiene profondamente al territorio.
Ente Nazionale Risi: un racconto tra tradizione e innovazione
La partecipazione dell’Ente Nazionale Risi al Festival del Riso di Vercelli costruisce un percorso che parte dalla memoria e arriva alle tecnologie più contemporanee. Pittura, immagini immersive, realtà virtuale, teatro e land art diventano strumenti differenti per raccontare lo stesso protagonista: il riso italiano.
L’obiettivo è avvicinare il pubblico alla realtà della risicoltura mostrando non soltanto il prodotto finale, ma anche il paesaggio, le persone, le professioni e la cultura che lo circondano.
Come sottolineato dalla presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, le iniziative permetteranno ai visitatori di conoscere più da vicino l’ambiente risicolo attraverso esperienze capaci di spaziare dalla tecnologia alla pittura e al teatro.
A Vercelli, dunque, il riso esce dai confini della tavola e diventa un racconto a tutto campo: una storia fatta di territorio e tradizione, ma anche di innovazione e nuove forme di comunicazione.


