Merano WineFestival Calabria registra circa 3000 presenze e apre le porte ai buyers internazionali tra Melissa e Cirò
Merano WineFestival Calabria si conferma un evento eccezionale per la valorizzazione del patrimonio enologico del Sud Italia e per la sua espansione commerciale. La seconda edizione della prestigiosa manifestazione ha registrato un successo straordinario che consolida il legame strategico tra i grandi vini calabresi e i mercati internazionali più importanti. L’evento ha coinvolto i comuni di Melissa, Cirò e Cirò Marina attraverso una formula itinerante e dinamica. Questa scelta vincente ha saputo catalizzare l’attenzione di migliaia di appassionati e operatori del settore. La sinergia tra il brand di Helmuth Köcher e la Regione Calabria, supportata attivamente dall’Arsac, dimostra che il territorio ha raggiunto una piena maturità produttiva. I numeri finali parlano chiaro e testimoniano una crescita strutturale importante rispetto al debutto dello scorso anno. Con circa tremila presenze complessive e un fitto calendario di attività, la kermesse ha dimostrato di essere una piattaforma ideale per la promozione dell’eccellenza territoriale.
L’espansione internazionale nel Borgo Saverona
Il business internazionale ha trovato la sua massima espressione all’interno delle storiche mura di Borgo Saverona durante le giornate conclusive della manifestazione. La vera scommessa vinta dagli organizzatori è stata l’introduzione di una quarta giornata interamente dedicata al networking professionale tra i produttori e le delegazioni estere. Dieci selezionati operatori commerciali arrivati da nove paesi chiave hanno animato il prestigioso Buyers’ Club. Questo spazio esclusivo ha ospitato oltre centocinquanta incontri b2b mirati. In questo modo le aziende locali hanno ottenuto l’opportunità concreta di stringere accordi di distribuzione globali. L’offerta espositiva ha compreso ben centoventicinque aziende appartenenti ai comparti del vino, del food, dei distillati e delle birre artigianali. Le esclusive masterclass dedicate ai vini bianchi autoctoni e il confronto tecnico tra Gaglioppo e Nebbiolo hanno registrato il tutto esaurito, confermando l’interesse dei massimi esperti del settore.
Cultura e gastronomia d’autore nei borghi storici
Il percorso culturale ed enogastronomico è iniziato ufficialmente presso la suggestiva Torre Aragonese di Melissa con un importante convegno istituzionale sul futuro della viticoltura. Durante il dibattito si è approfondito il tema della biodiversità millenaria calabrese, considerata una risorsa fondamentale per affrontare le sfide dei mercati globali contemporanei. Successivamente, il suggestivo borgo antico di Cirò si è trasformato in un vibrantissimo teatro a cielo aperto grazie allo Street Wine&Food Festival. Migliaia di visitatori hanno affollato le otto isole di degustazione, dove i vini del territorio si sono sposati con le creazioni culinarie dei migliori professionisti locali. Lo showcooking d’autore firmato dallo chef stellato Nino Rossi ha letteralmente incantato il pubblico, celebrando ingredienti tradizionali come il maialino nero e lo spezzatino di podolica. Le performance della cucina dei Cuochi Pittagorici hanno ulteriormente impreziosito un programma ricco di talk tematici e spettacoli musicali dal vivo.
Le dichiarazioni ufficiali dei protagonisti dell’evento
Il patron Helmuth Köcher ha espresso grande soddisfazione per i risultati eccellenti che confermano la straordinaria qualità del lavoro svolto in questa splendida regione. Secondo il fondatore del festival, il vino calabrese esprime un mosaico unico in cui la forza del territorio si unisce alla ricchezza di vitigni autoctoni inimitabili. Anche l’Assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo ha evidenziato come l’evento rappresenti un palcoscenico formidabile per mostrare il ricambio generazionale guidato da donne e giovani produttori. La direttrice generale dell’ARSAC, Fulvia Michela Caligiuri, ha ribadito la centralità di queste vetrine internazionali per consentire alle aziende di esprimere la propria identità. La collaborazione istituzionale e la partecipazione attiva dei consorzi di tutela hanno dimostrato che l’unione delle forze permette di raggiungere traguardi importanti. Il territorio crotonese si congeda da questa edizione con la consapevolezza di essere diventato un punto di riferimento stabile nel panorama enologico mondiale.



