TheFork presenta una mappa gastronomica per scoprire le eccellenze regionali e i piatti tipici durante le tappe della Corsa Rosa.
Il Giro d’Italia 2026 si prepara a tornare protagonista sulle strade della Penisola da sabato 9 a domenica 31 maggio, confermandosi come uno degli eventi sportivi più sentiti e seguiti a livello internazionale. Non si tratta solo di una competizione agonistica tra i campioni delle due ruote, ma di un vero e proprio viaggio che attraversa borghi medievali, città d’arte e paesaggi naturali unici, dove la convivialità e la scoperta del territorio giocano un ruolo fondamentale per il pubblico.
Per arricchire l’esperienza dei viaggiatori e degli appassionati che seguiranno la carovana, TheFork, piattaforma leader nella prenotazione online della ristorazione, ha elaborato una guida strategica pensata per coniugare lo sport alla grande tradizione culinaria italiana. La selezione include ristoranti situati nei pressi delle località di partenza e arrivo, offrendo un itinerario del gusto che permette di approfondire l’identità dei territori toccati dalla gara.
Dalla Calabria alla Campania: i sapori del Centro-Sud
Il percorso della Corsa Rosa nel meridione offre uno spaccato delle tradizioni più intense della cucina mediterranea. Durante la tappa calabrese tra Catanzaro e Cosenza, lunga 138 km, i visitatori possono immergersi in una cultura gastronomica identitaria dove il peperoncino e le conserve sono protagonisti, con indirizzi di riferimento come MaTe – Diversamente Tipico a Catanzaro e il Victoria a Corigliano Scalo.
Proseguendo verso la Basilicata e la Campania, il viaggio si fa ancora più ricco. Tra Praia a Mare e Potenza, il peperone crusco e il baccalà definiscono la tavola lucana. TheFork consiglia soste da Divino Maratea e Cantina Ancidda. In Campania, la cucina diventa arte riconosciuta, specialmente nel tratto tra Paestum e Napoli, dove la pizza e la pasticceria monumentale dominano la scena in locali come Villa Rita Bistrot e l’Osteria Paladino.
L’itinerario adriatico e le vette abruzzesi
Spostandosi verso il versante adriatico, la tappa che collega Formia al Blockhaus rappresenta una sfida non solo per i ciclisti, con i suoi 244 km, ma anche un’opportunità per assaporare l’incontro tra mare e montagna. Qui la robustezza dell’entroterra abruzzese si sposa con la cucina laziale in locali come Attimi e Vistamare a Formia. Tra Chieti e Fermo, la tradizione contadina e pastorale si esprime attraverso paste artigianali e sapori decisi, con tappe gastronomiche all’Osteria Mafì e alla Loggia Al 42.
Risalendo verso il Nord, tra Cervia e il Corno alle Scale, il paesaggio gastronomico muta radicalmente passando dalla piadina e dai sapori della riviera romagnola ai piatti rustici montani a base di prodotti del bosco, con l’Antica Locanda la Posta a Gaggio Montano e I Vinai a Cervia pronti ad accogliere i turisti.
Toscana e Liguria: tra mare e borghi storici
La Toscana e la Liguria offrono tappe brevi ma intense dal punto di vista paesaggistico, come la Viareggio-Massa di soli 42 km. In questo territorio, la cucina unisce le ricette storiche della Versilia alle preparazioni delle Apuane, con indirizzi d’eccellenza quali Puccini 20 e il Ristorante da Luca. Lungo la tratta da Porcari a Chiavari, il menù si divide tra i tordelli lucchesi e le specialità liguri come le trofie al pesto e la farinata, con Le Camelie e l’Hotel Monte Rosa come punti di riferimento per i buongustai.
L’arco alpino e il gran finale a Milano e Roma
Le tappe alpine e prealpine dell’ultima fase del Giro d’Italia 2026 portano in tavola i sapori robusti dei formaggi d’alpeggio e della polenta. Tra Alessandria e Verbania, la delicatezza del pesce di lago incontra la struttura dei piatti piemontesi in locali pluripremiati come il Piccolo Lago. In Valle d’Aosta, tra la città capoluogo e Pila, trionfano la Fontina e i salumi tradizionali presso la Grotta del Cervo e l’Hostellerie de l’Atelier.
In Lombardia, la tappa tra Voghera e Milano segna il passaggio dall’agricoltura dell’Oltrepò Pavese alla raffinatezza urbana della cotoletta e del risotto allo zafferano, con locali come Rimulas e l’Osteria del Balabiott. Notevole è anche la sosta in Trentino ad Andalo, dove si trova Il Libertino, premiato ai TheFork Awards 2025 come una delle migliori nuove aperture.
Infine, la Corsa Rosa si conclude con l’iconica tappa urbana di Roma. La cucina capitolina, simbolo di convivialità popolare con carbonara e cacio e pepe, viene celebrata all’Osteria San Giorgio e presso Schietto cucina alla mano, chiudendo in bellezza un itinerario che unisce lo sforzo atletico alla scoperta del patrimonio culturale italiano.


