Freschello cambia il racconto del vino puntando su semplicità, empatia e convivialità per parlare alla Generazione Z senza rinunciare alla tradizione
Per decenni il vino italiano ha costruito la propria comunicazione attraverso linguaggi solenni, descrizioni tecniche e ritualità formali, creando spesso una distanza con i consumatori più giovani. Oggi, invece, la Generazione Z cerca autenticità, immediatezza e libertà di scelta, mentre il settore deve riscoprire il vino come strumento semplice per favorire incontri, socialità e convivialità quotidiana.
In questo scenario si inserisce la campagna 2025/2026 di Freschello, storico marchio del gruppo vicentino Cielo e Terra SpA, che celebra trent’anni di presenza nella Grande Distribuzione Organizzata. Con il brano e il videoclip Stai Freschello!, l’azienda non propone soltanto una comunicazione stagionale, ma sviluppa una riflessione sul futuro del racconto del vino e sul rapporto con le nuove generazioni.
La strategia parte quindi da un cambio di prospettiva: invece di chiedere ai giovani di adeguarsi ai codici tradizionali dell’enologia, Freschello sceglie di incontrarli nei loro linguaggi, nei loro spazi e nelle loro abitudini. Il risultato è una campagna che usa ironia, musica e immagini riconoscibili per rendere il vino più vicino alla vita reale, senza trasformarlo in qualcosa di diverso.
Stai Freschello! diventa un racconto transgenerazionale
La campagna trasforma un motto nato quasi per gioco in un progetto capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo al centro la spontaneità del marchio e il piacere della convivialità. L’espressione Stai Freschello! nacque infatti su una T-shirt preparata per il pensionamento di Mario Magnabosco, storico Direttore Vendite che per oltre trent’anni contribuì alla crescita del brand insieme alla famiglia Cielo.
Pierpaolo Cielo, Vicepresidente e Direttore Commerciale di Cielo e Terra SpA, racconta che proprio quell’omaggio ironico ha suggerito l’idea di trasformare il claim in un contenuto musicale. La scelta nasce dalla convinzione che la musica rappresenti un linguaggio immediato e transgenerazionale e che, inoltre, le nuove tecnologie permettano di costruire videoclip capaci di unire grande impatto visivo, allegria e rapidità di comprensione.
Nel videoclip l’estetica rompe volutamente con l’immaginario tradizionale del vino e sceglie elementi riconducibili alla cultura digitale, come bucket hat, ciabatte, troni gonfiabili e una sorprendente Nonna DJ. Così la campagna costruisce un universo ironico e riconoscibile, vicino alla grammatica dei social network, ma allo stesso tempo coerente con una precisa idea di impresa e di relazione con il pubblico.
L’empatia entra nel linguaggio della sostenibilità
L’ironia diventa anche il punto di partenza per affrontare il tema della sostenibilità aziendale in una prospettiva meno convenzionale. Cielo e Terra, certificata B Corp, considera infatti la relazione con consumatori e clienti una componente essenziale del proprio percorso, perché una comunicazione realmente efficace non può limitarsi a descrivere valori, ma deve riuscire a creare un rapporto umano e comprensibile.
Secondo Pierpaolo Cielo, alle tradizionali tre E della sostenibilità, Economia, Ecologia ed Equità, occorre affiancare una quarta dimensione: l’Empatia. Questa visione considera l’ironia uno strumento diretto per stabilire una connessione autentica e per superare le distanze linguistiche che spesso separano aziende, prodotti e persone, soprattutto quando il pubblico appartiene a generazioni con abitudini comunicative molto differenti.
Proprio per questo Freschello utilizza un tono leggero senza rinunciare alla sostanza del messaggio, trasformando la semplicità in una scelta strategica. La campagna suggerisce così che parlare ai giovani non significa necessariamente inseguire ogni tendenza digitale, ma trovare un linguaggio capace di rispettarne l’esigenza di autenticità, partecipazione e libertà, lasciando spazio anche alla spontaneità.
Il vino rosso freddo sfida i vecchi tabù
Uno dei passaggi più provocatori della campagna riguarda il vino rosso freddo, proposto con l’aggiunta di due cubetti di ghiaccio nel bicchiere. L’invito zero sbatti e passa la paura mette in discussione un tabù della cultura enologica tradizionale, ma nasce da un’esigenza concreta: offrire una soluzione semplice quando il consumatore desidera un vino più fresco e leggero, soprattutto durante l’estate.
Pierpaolo Cielo sostiene che il vino possa riaffermare il proprio ruolo in un mercato affollato da cocktail e proposte di mixology, spesso percepite come più immediate dalle nuove generazioni. In quest’ottica, il ghiaccio può aiutare a rinfrescare e alleggerire la sensazione del vino, evitando di consumarlo caldo e proponendo una modalità di consumo più libera, già presente in alcune culture enologiche internazionali.
La filosofia zero sbatti interpreta quindi un bisogno più ampio, legato alla ricerca di esperienze semplici e prive di formalismi. Inoltre, secondo Cielo e Terra, i consumatori giovani e il pubblico internazionale mostrano meno preconcetti rispetto alle regole tradizionali e chiedono soprattutto di vivere il momento con maggiore libertà, riportando il vino al centro della convivialità attraverso regole del gioco rinnovate.
La casa diventa il luogo della convivialità
Il racconto di Freschello si sposta poi negli ambienti dove oggi molti giovani costruiscono la propria socialità quotidiana: il balcone di casa, la cucina, il frigorifero e le grigliate organizzate con gli amici. La scelta non è casuale, perché il marchio opera nella Grande Distribuzione Organizzata e parla soprattutto a un pubblico che acquista vino per consumarlo negli spazi domestici, condividendo momenti informali.
Secondo Cielo, la minore capacità di spesa che caratterizza molti giovani, anche a causa dell’aumento dei prezzi nelle principali città universitarie, favorisce la ricerca di occasioni conviviali in appartamento. Per questo la campagna sceglie luoghi reali e familiari, evitando ambientazioni troppo sofisticate e mostrando il vino come elemento naturale di una serata tra amici, di una cena improvvisata o di una festa domestica.
Anche il packaging segue la stessa logica, perché l’esperienza costruita sui social deve trovare una continuità immediata davanti allo scaffale. Freschello punta quindi su soluzioni che aiutano il consumatore a orientarsi rapidamente e che possono offrire indicazioni interessanti anche ad altre realtà del settore, soprattutto quando l’obiettivo consiste nel rendere la scelta del vino più intuitiva e accessibile.
Tre idee guida
Le principali scelte progettuali seguono tre direttrici pensate per rendere l’acquisto più semplice e coerente con il linguaggio della campagna, evitando che informazioni tecniche eccessive diventino un ostacolo. In particolare, il marchio interviene sulla leggibilità delle referenze, sulla funzionalità della confezione e sulla possibilità di offrire gradazioni più contenute, mantenendo una proposta riconoscibile.
- Scelta immediata e comprensibile: riduzione delle complessità legate ad annate, varietà o micro-territori che rischiano di disorientare il consumatore non esperto.
- Design funzionale: palette cromatiche differenziate, tappo a vite salva-freschezza e QR code sulla fronte dell’etichetta per creare un contatto diretto e digitale con l’azienda.
- Gradazioni contenute e naturali: referenze come il frizzante all’8,5% vol., indicato dall’azienda come la gradazione minima ottenibile naturalmente senza ricorrere a tecniche di dealcolazione forzata, insieme a una linea di spumanti pensata per chi desidera festeggiare senza cambiare brand.
Questa impostazione permette a Freschello di mantenere un’identità visiva coerente con la campagna e, allo stesso tempo, di facilitare il passaggio dal contenuto digitale alla scelta concreta davanti allo scaffale. Il packaging diventa così una parte del racconto, perché traduce in elementi tangibili la promessa di immediatezza, freschezza e semplicità che caratterizza l’intero progetto.
Il packaging di Freschello semplifica la scelta
La semplicità della confezione non elimina quindi le informazioni, ma le organizza secondo una gerarchia più leggibile per chi acquista senza una conoscenza specialistica del vino. In questo modo il consumatore può concentrarsi sull’occasione di consumo e sulle caratteristiche essenziali della referenza, senza sentirsi obbligato a decifrare un linguaggio tecnico o eccessivamente specialistico.
Allo stesso tempo, il collegamento digitale attraverso il QR code amplia l’esperienza oltre la bottiglia e consente all’azienda di mantenere un rapporto diretto con chi sceglie il prodotto. Questa soluzione rafforza la continuità tra comunicazione online e presenza fisica, trasformando un semplice elemento dell’etichetta in uno strumento di relazione e approfondimento.
La presenza di Fresh Kello, testimonial virtuale della campagna, e di Nonna Freschella introduce infine una dimensione intergenerazionale particolarmente significativa. Il progetto mostra infatti che semplificare il linguaggio non significa escludere una fascia d’età, ma può creare un terreno comune nel quale persone giovani e anziane riconoscono riferimenti condivisi e partecipano alla stessa esperienza di marca.
Un ponte tra generazioni per il futuro del vino
Secondo Pierpaolo Cielo, il pubblico senior è sempre più presente sui social network, sia come spettatore sia come protagonista di contenuti digitali. Perciò, coinvolgere una figura come Nonna Freschella permette di superare la tradizionale contrapposizione tra generazioni e di trasformare la comunicazione in un’occasione di dialogo, mantenendo un tono leggero ma capace di costruire riconoscibilità.
Il caso sviluppato da Cielo e Terra suggerisce così una riflessione più ampia sul futuro del vino presso le nuove generazioni: per difendere e promuovere il consumo responsabile non serve necessariamente cambiare il prodotto, ma renderne più accessibile il racconto. La vera sfida consiste nel liberarlo dall’elitarismo, restituendogli una funzione quotidiana e relazionale.
In questa prospettiva Freschello propone un modello nel quale semplicità, empatia e convivialità diventano strumenti di comunicazione prima ancora che elementi di marketing. La campagna Stai Freschello! prova quindi a dimostrare che un brand storico può rinnovare il proprio linguaggio senza perdere identità, utilizzando musica, ironia e cultura digitale per avvicinare il vino alla vita reale.
Il progetto appartiene alla campagna 2025/2026 di Freschello, marchio di Cielo e Terra SpA, realtà vinicola vicentina certificata B Corp e presente nella Grande Distribuzione Organizzata da trent’anni. Per informazioni sul marchio, sui prodotti e sulle iniziative della campagna è disponibile il sito freschello.it, punto di riferimento digitale per conoscere l’universo Freschello.
Ugo Dell’Arciprete


