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28 Pastai, la prima pasta di Gragnano tracciata in blockchain

Si fa presto a dire pasta, ma dietro una  pasta c’è molto di più di quel che appare e soprattutto non esiste una pasta uguale all’altra.

Proprio sulla leva dell’unicità ha puntato tutto il pastificio “28 Pastai” di Gragnano, nato nel 2019 con l’obiettivo di produrre una pasta che fosse diversa da tutte le altre per sapore, colore, ma anche per essenza.

28 Pastai nasce in quello che agli inizi del ‘900 era il Molino e Pastificio Emidio di Nola, a picco sulla Valle dei Molini e laddove Emidio, nel 1890, da figlio di pastai, comincia a lavorare in proprio.

Alla tradizione si ispira quindi 28 Pastai, certo, ma volendo puntare alla perfezione e all’innovazione.

E così, dopo un anno di ricerca del grano perfetto, dopo lunghissime sperimentazioni, ma anche dopo il confronto diretto e sincero con tanti pastai del posto, nel 2019, Elena Elefante, amministratore unico di 28 Pastai e mente creativa del progetto, insieme al suo team, inquadra una miscela esclusiva e personalizzata che oggi è proprio il marchio di fabbrica del brand.

La miscela 

La miscela di 28 Pastai, realizzata in collaborazione con Zara Cereali, è infatti prodotta con materia prima esclusivamente italiana, con grani che crescono lungo la Costiera Adriatica centrale, sana e di qualità, senza l’ impiego di pesticidi e glifosato.

Per realizzare la sua pasta, 28 Pastai  utilizza una tecnica molto particolare, con una pellicola che intrappola l’amido e consente la realizzazione di un prodotto con basso indice glicemico e altamente digeribile.

Tracciabilità in blockchain 

Ma non finisce qui. Perché 28 Pastai non ha solo voluto puntare sulla qualità del prodotto da un punto di vista produttivo, ma ha anche deciso di investire risorse perché la sua qualità fosse riconosciuta e conosciuta dal consumatore, perché questo sia consapevole fino in fondo di ciò che si trova davanti ogni volta che sceglie di acquistare un pacco di pasta firmato 28 Pastai.

E come l’ha fatto? Attraverso l’uso delle tecnologie, attestandosi come la prima pasta con filiera interamente tracciata da Blockchain anche grazie al supporto di Authentico, la piattaforma gestionale in iCloud, made in Campania, che consente di eseguire la tracciabilità obbligatoria per le aziende alimentari.

Tutti i pacchi di pasta 28 Pastai dispongono infatti di un QR code che consente ai consumatori di tracciare tutta la catena di produzione del lotto acquistato, dalla provenienza del grano, al tempo e alla temperatura di essiccazione della pasta.

Packaging 

Come brand che si pone come obiettivi quelli della trasparenza e della qualità, 28 Pastai non poteva certo tralasciare il tema della sostenibilità che si esprime non solo nella scelta di grani 100% italiani, ma anche nella realizzazione di un packaging completamente riciclabile, realizzato con carta e amido di mais.

Grazie poi alla collaborazione con lo chef di Gragnano Giulio Coppola, la pasta 28 Pastai è stata progettata e testata per resistere alle moderne tecniche di cottura, ma soprattutto offre la possibilità di scegliere a ciascuno il proprio formato preferito, naturalmente tra 28 tipi diversi.

28 formati, tra quelli a pasta lunga e quelli a pasta corta, proprio come i 28 pastai che hanno contribuito con le loro storie alla nascita del marchio e che si trovano raffigurati su ogni pacchetto insieme alla loro storia.

La pasta di 28 Pastai si può comodamente acquistare sul sito dell’azienda o nei punti vendita autorizzati (il cui elenco è presente sul sito).

Insomma “N’ata pasta, n’ata storia” come recita il claim del brand che può anche trasformarsi in un perfetto regalo di Natale (e non solo) grazie alla realizzazione di simpatiche box tutte all’insegna del gusto e della tradizione.

Sofia Contini

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