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Asiago…in punta di dita!

AsiagoAsiago, l’altopiano veneto dove la natura la fa ancora da padrona, giovedì 1 luglio 2021 ha accolto un folto numero di giornalisti per l’ evento gastronomico “In Punta di Dita”,  nome evocativo di sapori, ma anche  di una nuova forma di assaggio, quella del finger food , oggi molto in voga.

Lo chef Massimo Spallino del ristorante Alla Vecchia Stazione di Roana è stato uno dei promotori dell’iniziativa, che ha l’obiettivo di rilanciare i prodotti gastronomici locali ed il turismo dell’altopiano.

Le tappe sono state 7 e ad ogni sosta 5 assaggi gourmet, quattro salati e uno dolce, pensati e preparati da famosi chef, nei quali i prodotti del territorio hanno dato il meglio di sé, a partire dal famoso Asiago, formaggio Doc dell’altopiano, che è stato proposto in tutte le sue versioni, dal più fresco a quello di media stagionatura, per finire con il saporito stravecchio.

Asiago
Alessandro Dal Degan e Alessio Longhini

Tra gli chef presenti da segnalare gli stellati Alessandro Dal Degan e Alessio Longhini, ma forse l’identità del territorio è stata totalmente espressa nella sua essenza  e nella sua tradizione dai malgari, dai pasticceri e dalle esperte guide che hanno accompagnato il gruppo, che con il loro entusiasmo e la conoscenza della storia della zona sono riusciti a trasmettere il profondo amore per la propria terra.Asiago

Le tappe

Rotzo, è stato il punto di partenza, dove l’area archeologica di Bostel  ha emozionato con le sue pietre che raccontano una storia antica e con la casetta dal tetto di rami di abete, che evoca tempi andati e un antico modo di vivere, vissuto esclusivamente tramite ciò che la ricca natura del luogo offriva. 

Cinque i finger food assaggiati, accompagnati da un inedito cocktail creato da Sabrina Mosele con vari ingredienti homemade, come il liquore al fieno, decorato con piccole pansè gialle.

Il tutto illustrato e presentato da Marco Valletta, lo chef noto non solo per le sue ricette che uniscono tradizione ed innovazione, ma anche per la sua lunga partecipazione alla trasmissione televisiva Casa Alice.

Alla Tenuta Cattedra di Roana, dove una volta si insegnava a praticare l’agricoltura,  gli assaggi sono stati ispirati ad un concetto molto moderno, quello dell’ecosostenibilità, che valorizza verdure, erbe spontanee e prodotti bio a km 0.

Una delle soste più emozionanti  è stata quella all’Osservatorio Astronomico, il più grande d’Italia,  ubicato sull’altopiano di Asiago nella località Pennar. Fondato nel 1942,  è un esempio di alta tecnologia e ancora oggi un importante strumento didattico.Asiago
Due i finger food assaggiati, tra cui il Per-Corso Asiago e la straordinaria Zolla di muschio: si sono assaporati i veri sapori di montagna, grazie ai finferli aromatizzati al timo, al lichene islandico e alle erbe aromatiche!

A conclusione,  viene servito il  KranebeTonic, un fresco cocktail a base di Kranebet, il mitico distillato di ginepro della distilleria Rossi di Asiago che evoca i prodotti del bosco.Asiago
Proprio per ricordare il forte legame di questo “botanical drink” con la natura la ditta Rossi di Asiago ha aperto nel centro di Asiago uno spazio, dove viene proiettato un video avvolgente, che permette di immergersi nei suoni e nei colori del bosco, regalando un’emozione indimenticabile.

Pochi km e si arriva al museo etnografico di Lusiana Conco, dove vengono custodite antiche testimonianze della vita contadina, tra oggetti ormai dimenticati, come girelli per bambini costruiti artigianalmente col legno della zona o vecchi ferri da stiro che funzionavano … a carbone. 

Anche qui gli assaggi sono cinque, alcuni sorprendenti come lo stecco, un misto di frattaglie mescolate ad erbe aromatiche, a cui la panatura dà la forma di un gelato. Una creazione originale e molto buona di Federica Sole e Luca Scabio!
Notevole anche la Tartelletta di pasta brisè con ripieno di ricotta fresca ai funghi porcini e carne secca di Lusiana,  per un ritorno alla tradizione. 

Al parco urbano di Gallio, circondati da una natura che è un trionfo di varie tonalità di verde, l’essenza del territorio si esprime con finger food a base di ingredienti locali, come la carne secca, l’Asiago fresco DOP, la casatella Pennar, il miele d’abete  e gli spinaci selvatici.
Imperdibile e delizioso il Bignè Rocher, ideato e preparato da Mirko Presti della Pasticceria Casa del Dolce di Asiago. 

Attraversando la Piana di Marcésina, ampio pianoro che per il suo clima freddo viene chiamata la Finlandia d’Italia,  piange il cuore nel vedere ancora oggi le disastrose conseguenze dell’uragano Vaia, che nel 2018 abbattè  milioni di alberi.

Dopo la piana bisogna percorrere un piccolo tratto di strada sterrata per arrivare alla Malga 7 Caliere, nella zona di Valmaron, ad Enego, ma ne vale la pena, per provare ad immergersi in un mondo fatto di verdi pascoli ed ammirare il lavoro del malgaro, fatto di sacrifici e di lavoro a stretto contatto con gli animali.

Il malgaro Andrea, che ha dedicato tutta la sua vita alla lavorazione del formaggio, mostra con orgoglio una forma di Asiago vecchia di 7 anni, che custodisce gelosamente e che, forse, non riuscirà mai a tagliare, perchè gli sembrerebbe…una profanazione!

Assistere in loco alla mungitura di una mucca col metodo tradizionale, cioè a mano,  non è certo cosa di tutti i giorni, come assaggiare sul posto le diverse stagionature dell’ Asiago DOP  e i finger food a base del famoso formaggio dell’Altopiano!

La Birra Cimbra ha accompagnato i vari assaggi, regalando sapori morbidi e non troppo amari, oltre a  note aromatiche in armonia con la natura e l’ambiente.

A Foza, dopo aver visitato l’originale Museo della pecora, che testimonia l’importanza della pastorizia nell’economia della zona, si è proceduto, manco a  dirlo, agli assaggi.
Protagonisti ingredienti come la polenta, la carne di cavallo affumicata al ginepro, la bresaola di Asiago  e i porcini di Marcesina, oltre all’immancabile Asiago DOP. 

Una giornata che ha permesso una vera full immersion nei sapori, nei profumi e nei prodotti unici dell’Altopiano di Asiago, un luogo dove ancora oggi è possibile apprezzare la forza della natura e della popolazione che lo abita, che ha saputo custodire con orgoglio antiche tradizioni e specialità enogastronomiche locali. 

…ma non finisce qui!

A  settembre si terrà il Gran Galà del Finger, un evento che vedrà la partecipazione di tutti i cuochi aderenti al progetto, con la finalità di raccogliere fondi per l’edizione del 2022, che sarà aperta a tutti.

Claudia Di Meglio

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