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Successo annunciato per l’edizione 2017 di OLTREGUSTO la migliore espressione dell’enogastronomia dell’Oltrepò

Successo annunciato per l’edizione 2017 di OLTREGUSTO la migliore espressione dell’enogastronomia dell’OltrepòUna bellissima manifestazione in Oltrepò Pavese. Tenori e soprani, chef stellati e, ovviamente, vini e prodotti tipici oltrepadani. Questo il “menù”di “Oltregusto”, l’evento dell’agroalimentare organizzato dalla Strada del vino e dal Consorzio, che si è appena concluso all’Enoteca Regionale di Cassino Po

E’ stato un lungo weekend di incontro, confronto e dialogo quello appena trascorso in terra pavese. Si è infatti chiusa la seconda edizione di OLTREGUSTO, svoltasi nella sede di Enoteca Regionale di Lombardia a Broni (Pavia). Un nutrito numero di pubblico, preparato e di ottimo livello, insieme a giornalisti, blogger e media rappresentanti della stampa di settore hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall’Associazione Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese in collaborazione con il Consorzio Tutela vini Oltrepò Pavese ed Enoteca Regionale di Lombardia. L’evento ha coinvolto una trentina di espositori tra aziende agricole e cantine con l’intento primario di valorizzare e promuovere la qualità dei prodotti tipici di un territorio – l’Oltrepò Pavese – che merita di far sentire la propria voce con una comunicazione incisiva e corale.
La serata inaugurale “A cena con l’opera” ha celebrato il connubio tra due differenti espressioni d’arte, la musica e la buona cucina, grazie alla ricerca culinaria degli abbinamenti del talentuoso Chef del “Bistrot dell’Enoteca Regionale” Daniele Mascherini e alle performance canore di artisti di calibro come il soprano Susie Georgiadis, il tenore Carlos Antonio De Lucia accompagnati della pianista Irina Kravchenko che hanno letteralmente conquistato gli ospiti.  Dopo qualche anno ritorna questo format che unisce due delle ricchezze italiane più apprezzate nel mondo; il cibo e la musica lirica. I protagonisti di questa edizione, oltre ai prodotti tipici dell’Oltrepò Pavese e della Lombardia e le più famose arie delle opere liriche, sono stati gli interpreti che, con la loro professionalità, hanno saputo regalare agli ospiti una serata magica.
Grandi protagonisti della domenica gli show cooking stellati di due nomi di spicco della ristorazione italiana, Claudio Sadler e Fabrizio Ferrari, entrambi fortemente legati all’Oltrepò, uniti nel sostenere quanto sia importante e prioritario farsi portavoce di un messaggio diretto e forte partendo dall’elemento di punta di questa terra meravigliosa, il vino – nella fattispecie il Pinot Nero – per poi estendersi alle altre eccellenze, veicolando in una sola voce una serie di risvegli che di fatto stanno già avvenendo.

Il rilancio passa da Oltregusto
La seconda edizione ha dato un positivo segnale di crescita. L’intento era quello di dare un concreto avvio alla manifestazione consolidando la collaborazione con l’Ente Enoteca e rendendolo uno degli appuntamenti di riferimento per la promozione del territorio dell’Oltrepò Pavese e della provincia di Pavia. Oltregusto ha compiuto il primo passo e tutti sono concordi nell’augurarsi che questo sia il giusto punto di partenza di un’azione di costruzione che ha tutti i presupposti per arrivare lontano.

Se mai avessimo avuto dei dubbi sul rilancio dell’Oltrepò Pavese – ha sottolineato nel suo intervento il Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori Roberto Lechiancole – dopo questa seconda edizione siamo più che mai convinti ed incoraggiati a proseguire in questa direzione, poiché Oltregusto si conferma essere la perfetta sintesi del cammino che la Strada sta intraprendendo.”


“Oltregusto” potrebbe diventare un evento clou – ha affermato il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli -. Il sindaco di Broni e presidente dell’Enoteca, Antonio Riviezzi, ha espresso soddisfazione : “In un anno sono state vendute 20 mila bottiglie e sono 250 i soci che espongono i loro vini – ha spiegato il primo cittadino -. A breve, partirà la scuola di alta cucina dell’Università dei Sapori di Perugia”. .

Tantissimi i progetti futuri ma, soprattutto, la volontà di fare squadra e di associarsi sotto un brand ombrello!
Oltrepò Pavese, una terra di antichissime tradizioni, ricca di relax ed enogastronomia
L’Oltrepò Pavese è quel lembo di terra collinoso a sud della Lombardia, punto d’incontro di quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Una caratteristica unica, che lo rende crocevia di cultura sin dall’antichità. La sua forma è grossomodo triangolare, una sorta di compatto grappolo d’uva attaccato al tralcio rappresentato dal Grande Fiume. Di questo grappolo si scartano la porzione basale, pianeggiante e pertanto non vocata alla vite, e la punta, eccessivamente montagnosa. Tutta la fascia centrale rimanente è regno indiscusso della collina, che, a tratti dolce ma assai spesso aspra nelle pendenze, identifica l’Oltrepò vitivinicolo, una terra dove l’uomo si cimenta con l’uva e col vino fin dalla notte dei tempi. Una zona in cui la viticoltura è infatti antichissima (le prime documentazioni scritte risalgono al 40 a.C.) e che oggi viene considerato il primo “terroir” vitivinicolo di Lombardia.

I centri più importanti sono Voghera, Casteggio, Broni, Stradella e Varzi; numerosi i corsi d’acqua che attraversano o delimitano l’Oltrepò. Il territorio è connaturato dalla valle Staffora, dall’alta val Tidone e da un complesso reticolo di piccole vallette e rilievi collinari che si trovano tra le due valli principali. Nella fascia montana, un territorio poco conosciuto, lavorano molti piccoli produttori di formaggi, salumi, frutta e miele e sono presenti diversi allevamenti di animali autoctoni.


Anche la cucina dell’Oltrepò è generosa come la sua terra: dagli agnolotti al dolce Brasadè di Staghiglione, dal bollito misto ai Malfatti alla Mostarda di Voghera, dalla Schita, una frittella particolare del posto al Salame di Varzi, re degli insaccati. Il salame di Varzi è stato un piatto prestigioso sulla tavola dei marchesi di Malaspina, locali feudatari durante il periodo medioevale. In tempi più recenti si è mantenuta la tradizione di un prodotto tipico, di un’area a specifica vocazione, diffuso sia sui mercati locali che su quelli regionali del settore. E’ un salame a grana grossa selezionato dalle migliori carni suine, insaccato e speziato con aromi naturali, che dà il meglio di sé tagliato a fette spesse. Si accompagna a verdure sottolio, formaggi e vino novello. Il matrimonio perfetto del Varzi è con il pane, in particolare con il miccone o mica dell’Oltrepò. Il “Salame di Varzi DOP” ha la peculiarità di essere prodotto con tutte le parti del maiale, anche quelle “nobili” che altrove diventano prosciutti. Di colore rosso vivo, ha un impasto tenero e compatto, morbido al tatto e senza spazi vuoti. Il sapore è gradevolmente aromatico, pieno e saporito. Senza dimenticare la torta di mandorle, oltre a molti altri prodotti tipici che sono sempre presenti nelle innumerevoli sagre locali ed entrano nei tanti piatti preparati nei ristoranti, trattorie ed aziende agrituristiche che si trovano in ogni dove nel territorio dell’Oltrepò Pavese.

L’Oltrepò Pavese è anche sinonimo di Relax: a coloro che sono alla ricerca di spazi dove rigenerare le proprie energie, all’insegna del sano Benessere, cercando soprattutto una quiete interiore e mentale, che spesso è “inquinata” dai frenetici ritmi che oggi sempre più spesso ci accompagnano nel lavoro e nelle varie attività quotidiane.
Un altro motivo per soggiornare in modo rilassante in Oltrepò Pavese, un territorio che si presta di per sé ad essere “rilassante” e “tonificante” per il corpo proprio per il suo ambiente, per la sua natura.
L’Oltrepò Pavese, terra di grandi vini nobili
E’ una delle zone più turistiche e visitate della provincia di Pavia, un triangolo fertile di generose coltivazioni, dove la vite è regina. Tra l’armonia delle colline in una natura sorprendente i boschi si alternano ai vigneti che circondano gli antichi borghi e i numerosi castelli testimoniano la storia variegata di gente laboriosa. I 13.500 ettari vitati dell’Oltrepò Pavese corrispondono alla superficie occupata da 18.900 campi da calcio della dimensione dello Stadio Olimpico. La missione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è tutelare e promuovere una delle prime cinque storiche Denominazioni d’Italia per numero di ettari vitati. Sulle colline oltrepadane i vitigni più rappresentativi sono: Croatina, Barbera, Pinot Nero, Riesling e Moscato. Il vino bandiera è il “Cruasé”, marchio collettivo riservato ai soci che identifica le bollicine Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG rosé da uve Pinot nero; il vino della tradizione è il Bonarda, la cui produzione tocca i 20 milioni di bottiglie.

L’Oltrepò Pavese cresce in qualità. Lo confermano i Tre Bicchieri 2018 Gambero Rosso: nel 2017 erano state 7 le eccellenze, nel 2018 diventano 8. Cresce anche la media in guida del territorio e il trend dei Tre Bicchieri rossi, ovvero i vini con punteggi molto vicini a quelli da primato segnalati con il massimo riconoscimento. È l’anno della consacrazione del Metodo Classico e del Pinot nero in rosso. I 3000 ettari di Pinot nero, che rendono l’Oltrepò Pavese patria italiana di questa uva straordinaria, vengono messi a frutto molto bene dai produttori.
Ecco i Tre Bicchieri 2018 Oltrepò Pavese: Brut Rosé – Monsupello
Extra Brut Farfalla – Ballabio
Brut Pinot Nero ‘More ’13 – Castello di Cigognola
Top Zero – F.lli Giorgi
Dosage Zero Vergomberra ’12 – Bruno Verdi
Pinot Nero Brut M. Cl. Cuvée della Casa – Francesco Montagna – Bertè & Cordini
Pinot Nero Rosé M. Cl. NorEma ’13 – Calatroni
Pinot Nero Arfena’15 – Andrea Picchioni
L’Oltrepò Pavese per la sua posizione geografica e per le sue attrattive eno-gastronomiche, culturali e religiose è un territorio che vale la pena di scoprire.

Mariella Belloni – foto by Canio Romaniello

 

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