Le Donne del vino sulla “parità di genere” nei consorzi di tutela

L’Associazione Donne del Vino ha appreso della presentazione dell’emendamento sulla “Parità di genere” nei consorzi di tutela e esprime la propria soddisfazione nel veder riconosciuto il contributo di competenze e capacità delle donne nel settore agroalimentare e particolarmente nel vino.

Tuttavia l’associazione Donne del Vino unisce la sua voce a quella di AICIG e Federdoc  auspicando una concertazione finalizzata alla modifica del provvedimento che lo renda più facilmente applicabile e aderente alle finalità dei consorzi stessi.

Una maggior presenza femminile può dare un decisivo apporto in tutto il comparto produttivo e in particolare nel segmento dove la produzione italiana è più debole e le donne hanno invece dimostrato di essere molto forti cioè nella comunicazione e nel marketing. Al fine di accrescere il numero di candidate donne ai consigli di amministrazione l’Associazione Donne del vino è pronta a organizzare corsi di formazione che diano competenze e soprattutto motivazioni alle future consigliere.

Secondo i dati Unioncamere 2015 le donne dirigono 835.367 imprese agroalimentari cioè il 28,1% del totale italiano. Le aziende agricole a conduzione femminile sono il 33% del totale (G.Benedetto and G.L.Corinto <<The Role of Women in the Sustainability of the Wine Industry: Two Case Studies in Italy>> 2015).

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, formatasi nel 1988 per merito del brillante intuito della produttrice toscana Elisabetta Tognana, conta oggi 650 iscritte che rappresentano tutte le categorie della filiera vitivinicola, dal vigneto alla cantina, dalla tavola alla comunicazione.
E’ uno dei sodalizi più attivi e vivaci nel vasto scenario enogastronomico ed è tra le espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile, tale da rappresentare un fenomeno unico al mondo.
Il logo dell’Associazione, due giovani donne dallo sguardo fiero e deciso e dai capelli simili a chicchi di uva, è anch’esso un simbolo entrato nel cuore delle donne italiane, che hanno saputo proporre, con la loro operosità, una diversa chiave di lettura rispetto al mondo maschile.

Le ragioni del sodalizio.

Le ragioni fondamentali che hanno favorito la nascita dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino sono:

– le donne che, da sempre, lavorano nelle aziende vitivinicole in modo professionale, ma quasi “oscuramente”, hanno preso coscienza delle loro capacità imprenditoriali. Alcune di loro si sono trovate ad ereditare ed a gestire patrimoni di famiglia, circostanza, anch’essa, che dà il segno del cambiamento. Nel passato, infatti, questi passaggi avvenivano sempre in linea maschile;

– da anni anche le donne frequentano scuole e corsi professionali, dibattiti, degustazioni, viaggi studio all’estero per diventare agronome, enologhe, enotecarie, sommelier. Sono entrate quindi, a pieno titolo, da protagoniste anche in settori confinanti a quello vitivinicolo, ovvero nelle enoteche e nella ristorazione;

– cambiamenti di abitudini che si sono manifestati nel mondo delle consumatrici hanno contribuito al “salto di qualità” professionale delle donne. Vino “al femminile” significa saper scegliere un prodotto di qualità, significa il piacere di gustare in modo consapevole e di conoscere a fondo le caratteristiche dei vini per arrivare ad abbinarli correttamente ai cibi.

L’Associazione accoglie solo Signore che lavorano in prima persona nel campo del vino e non le simpatizzanti.

By | 2016-02-18T08:02:52+01:00 Febbraio 2016|I luoghi del bere|