I luoghi del bere

Citra Vini, espressioni enologiche d’Abruzzo

Citra vini, espressioni enologiche d’AbruzzoCitra Vini, fondato nel 1973, è il primo consorzio d’Abruzzo.
Raggruppa nove cantine sociali della provincia di Chieti (seconda provincia italiana per superficie vitata dopo Trapani) con un totale di 3000 soci e 6000 ettari di vigneti coltivati: un terzo dei vigneti abruzzesi.

 

Un’area di 80 km2 che presenta differenti terroir e microclimi, che donano uve con caratteristiche chimiche e aromatiche diverse tra loro.

Citra seleziona, controlla e valorizza la produzione enologica di circa un milione di ettolitri di vino conferiti dalle cantine socie, gli enologi ne destinano all’imbottigliamento solo una parte altamente selezionata, per una produzione complessiva di 18 milioni di bottiglie l’anno.

I tecnici seguono la maturazione delle uve, gli enologi affiancano le cantine associate e tutte le fasi produttive sono gestite internamente per un controllo totale sull’intera filiera produttiva.

Mettendo a disposizione tecnologia, controlli e competenze di una grande azienda, Citra valorizza la qualità e le peculiarità del lavoro tradizionale dei soci vignaioli.

I vitigni coltivati dalle nove cantine associate a Citra sono soprattutto autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola, ma anche alloctoni: Chardonnay, Pinot, Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese.

Della produzione Citra abbiamo selezionato tre vini ottenuti da vitigni autoctoni del territorio.

Il top di gamma Caroso riserva 2009 Montepulciano d’Abruzzo riserva 2009 Doc, il Quoque pecorino superiore Abruzzo 2012 dop  e il Tibi passerina superione Abruzzo 2012 Dop.

Il Montepulciano, originario della Valle Peligna, si caratterizza per la vinificazione di uva a bacca nera. Riferimenti esistono già a partire dallo storico Polibio, secondo cui Annibale faceva bere e guarire le ferite ai suoi soldati con questo vino prodotto in Abruzzo, e in seguito con il poeta Ovidio che nella sua opera “Le Metamorfosi” tesse le lodi dei vigneti della Valle Peligna. Tuttavia è solo dal XVII secolo che si inizia a chiamare Montepulciano e che si hanno notizie della sua produzione e commercializzazione.

Il Montepulciano Caroso riserva proviene da terroir caratterizzati da un impasto con un’alta componente calcarea, avvolti da condizioni microclimatiche che variano dal la zona ai piedi del massiccio della Majella all’alta fascia della costa Adriatica. Affinato in botte grande e barrique, in bocca si presenta elegante e potente, dalla ricca trama tannica.

Il vitigno autoctono pecorino, di antiche origini del medio Adriatico, è un’uva a bacca bianca. Il nome Pecorino deriva dalle greggi di pecore che nella transumanza, tipica usanza pastorale dell’Abruzzo durante la quale le pecore, percorrendo il Tratturo del Re nel periodo di settembre con l’approssimarsi dell’inverno, lasciavano gli stazzi in alpeggio sul Gran Sasso d’Italia, per raggiungere il tavoliere delle Puglie, un luogo più mite per il pascolo. Le pecore si nutrivano di questa varietà d’uva a maturazione precoce rispetto ad altre, che trovavano lungo il percorso. A contendersi la scoperta di questo vitigno sono le Marche e l’Abruzzo, ovvero le regioni in cui viene maggiormente coltivato. Fu menzionato da Catone il Censore nel II sec. a.C. tra le varietà portate in Italia durante le migrazioni greche.

Quoque pecorino superiore ottenuto da uve vendemmiate a mano, è vinificato in acciaio inox. L’olfatto di buona complessità è floreale con note di acacia, profumi evoluti di salvia, di frutta tropicale. Nella degustazione ha una buona struttura e persistenza.

L’uva passerina è resistente e produttiva, storicamente chiamata scacciadebito, cacciadebiti perché essendo di alta qualità era molto redditizia e veniva data a garanzia dei prestiti da parte dei contadini. Offre vini immediatamente piacevoli e al contempo con una caratterizzazione aromatica e gustativa propria.

Tibi passserina superiore, prodotto con grappoli leggermente surmaturi vendemmiati a mano, è un vino passato solo in acciaio. Il naso delicato e complesso al tempo stesso abbina note floreali a sensazioni agrumate e speziate. In bocca è fresco, fragrante e persistente.

www.citra.it

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