In occasione del World Pasta Day, l’Osteria Favorita di Bastia Umbra celebra la pasta fresca fatta a mano con una cucina che intreccia la tradizione emiliana, i prodotti del territorio umbro e il ritmo delle stagioni. Tra tagliatelle al ragù, tortellini in brodo e lasagne artigianali, la pasta diventa il racconto di due identità gastronomiche che si incontrano nel segno della qualità e della convivialità.
Osteria Favorita: la tradizione emiliana incontra l’Umbria
«Siamo emiliani in terra straniera»: è questa la filosofia che guida la cucina dell’Osteria Favorita, situata in un antico casale immerso nel paesaggio umbro, tra Assisi e Perugia. Qui le ricette dell’Emilia incontrano le eccellenze locali, gli ingredienti stagionali e, quando disponibili, i prodotti dell’orto della struttura.
Una cucina che si definisce fusion, ma che trova la propria identità soprattutto nel dialogo tra territori, senza perdere il legame con le ricette di origine. Il risultato è una proposta gastronomica che valorizza le materie prime e il lavoro artigianale, con un protagonista assoluto: la pasta fresca, preparata rigorosamente a mano.
Umberto Bava e una cucina nata dalla passione
A guidare il progetto gastronomico è Umberto Bava, arrivato alla ristorazione attraverso un percorso professionale fuori dagli schemi. Dopo gli studi in Economia e commercio e l’esperienza come proprietario dell’Osteria del Bartolo, ha scelto di dedicarsi direttamente alla cucina, costruendo le proprie competenze da autodidatta e attraverso il confronto con diversi chef.
La sua ricerca si sviluppa tra Umbria ed Emilia, con una particolare attenzione alla tradizione e alle tecniche di lavorazione. Tra le esperienze formative figura anche uno stage da Uliassi. Accanto alla cucina, Bava coltiva la passione per il vino, approfondita attraverso il percorso da sommelier e il progetto Wine Bartolo.
World Pasta Day: tagliatelle, gramigna, tortellini e lasagne
All’Osteria Favorita la pasta non è soltanto un piatto, ma il risultato di gesti, tempi e conoscenze tramandati. Il menu racconta questa filosofia attraverso alcune preparazioni simbolo della tradizione emiliana.
Tra i piatti spiccano i 20 tuorli alla bolognese, tagliatelle all’uovo dalla consistenza spessa e rugosa, tagliate al coltello e condite con ragù tradizionale fatto in casa, preparato con tre tagli di carne stufati per sei ore.
C’è poi La riccia con salsiccia, una gramigna realizzata con pasta all’uovo passata al torchio e accompagnata da ragù tradizionale di salsiccia. I tortellini fatti a mano, ripieni di carne e serviti nel brodo di cappone, rendono omaggio alla cucina delle feste e alla manualità della pasta ripiena.
Completa la selezione la lasagna della tradizione, composta da sei strati di pasta verde agli spinaci preparata in casa, ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi. Ricette che mettono al centro la lavorazione artigianale e il rispetto della memoria gastronomica.
Cocktail stagionali e ingredienti dell’orto all’Osteria Favorita
Il dialogo tra Emilia e Umbria prosegue anche nel servizio di sala e nella proposta beverage, curati da Mattia Silvestri, head bartender e maître. Cresciuto in una famiglia legata al mondo dei bar, ha maturato esperienze al Borgo Antichi Orti di Assisi
e al Priori Secret Garden.
La sua mixology accompagna la cucina attraverso cocktail che richiamano le radici emiliane e valorizzano erbe, frutti e ingredienti dell’orto, seguendo la disponibilità stagionale. Un percorso che amplia l’esperienza a tavola e rafforza il legame tra gastronomia, territorio e accoglienza.
Un antico casale immerso nel paesaggio umbro
L’esperienza dell’Osteria Favorita è completata dagli ambienti della struttura, dove il carattere rurale dell’antico casale incontra dettagli contemporanei. Il giardino d’inverno, con ampie vetrate panoramiche e copertura in legno, offre uno spazio luminoso affacciato sul verde. Durante la bella stagione, il parco e l’area a bordo piscina diventano invece la cornice per pranzi e cene all’aperto.
In occasione del World Pasta Day, l’Osteria Favorita racconta così una cucina che custodisce le proprie origini e si apre al territorio che la ospita. Un incontro tra Emilia e Umbria in cui la pasta fatta a mano, la stagionalità e il piacere della convivialità restano al centro dell’esperienza.


