La Marianna a Bergamo è molto più di una gelateria storica: è una casa del gusto in cui la tradizione artigianale si tramanda di generazione in generazione, tra coni di gelato, brioche appena sfornate, pasticceria e cucina.

L’idea di Enrico Panattoni

Qui, nel cuore di Bergamo Alta, è nato nel 1961 uno dei gusti più amati al mondo, la stracciatella, frutto dell’intuizione di Enrico Panattoni.

Da allora, il nome Stracciatella lo si ritrova in molte gelaterie anche all’estero con nomi come “Stracciatella La Marianna” o “Stracciatella di Bergamo”: un piccolo omaggio al luogo in cui questa storia ebbe inizio molti anni fa.

La particolarità della Stracciatella de La Marianna non risiede soltanto nella ricetta originale, ma anche nella tecnica produttiva, rimasta pressoché invariata.

Sarà che il gelato viene ancora realizzato utilizzando le storiche macchine verticali installate da Enrico Panattoni nella seconda metà del Novecento, le celebri Carpigiani L40, sarà la lavorazione tradizionale che permette al gelato di mantenere una consistenza piena e compatta, senza l’immissione forzata di aria che caratterizza molti processi produttivi moderni, sarà la qualità e la freschezza degli ingredienti, ma la stracciatella de La Marianna è davvero unica!

Oggi la famiglia continua a custodire questa eredità, affiancando alla celebre specialità una proposta gastronomica che accompagna ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena, fino ai grandi lievitati delle feste.

Ci sono luoghi che diventano parte dell’identità di una città, indirizzi in cui il profumo dei dolci e il piacere di stare insieme raccontano una storia che attraversa il tempo. La Marianna appartiene a questa categoria: per i bergamaschi è un punto di riferimento, per i turisti una tappa golosa da non perdere durante una passeggiata in Città Alta. 

Il segreto? La capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici, mettendo al centro la qualità delle materie prime, il lavoro quotidiano e un’accoglienza dal sapore autenticamente familiare.

La Marianna, dove è nata la stracciatella gelato di Bergamo

Per capire il valore di La Marianna bisogna partire da un’intuizione diventata celebre ben oltre i confini italiani.
Nel 1961 Enrico Panattoni, fondatore del locale, creò il gelato alla stracciatella, trasformando una preparazione semplice in una specialità destinata a conquistare generazioni di appassionati.

La ricetta nacque dall’incontro tra il fiordilatte e il cioccolato fondente fuso, versato durante la mantecazione:
a contatto con la crema fredda, il cioccolato si solidifica e si spezza in scaglie irregolari, regalando al
gelato la sua inconfondibile consistenza.

L’ispirazione arrivò dalla stracciatella alla romana, una minestra che veniva servita nel ristorante del locale.
Il gioco delle consistenze, con il cioccolato che si frammenta nella crema, richiamava visivamente quello
delle uova che si rapprendono nel brodo. Da questa associazione nacque il nome di un gusto che sarebbe
diventato un simbolo della città.
Dal 2017, infatti, la stracciatella è riconosciuta come gusto ufficiale di Bergamo. 

Ma assaggiare la stracciatella da La Marianna significa soprattutto ritrovare il legame con il luogo in cui
tutto ebbe inizio. La ricetta non è soltanto una pagina di storia gastronomica: è un patrimonio di famiglia,
custodito attraverso il sapere artigianale e l’attenzione riservata a ogni fase della preparazione.

Il segreto della stracciatella artigianale: ingredienti scelti e lavorazione accurata

La stracciatella di La Marianna conquista per un equilibrio tanto semplice quanto difficile da replicare.
Da una parte c’è la cremosità del fiordilatte, dall’altra il carattere del cioccolato fondente, che si distribuisce
in frammenti croccanti e irregolari. Ogni cucchiaiata alterna così morbidezza e consistenza, dolcezza e note
più intense di cacao.

La qualità nasce dalla scelta degli ingredienti e dalla cura della lavorazione. La ricetta tradizionale della casa prevede una base realizzata con latte fresco, panna, tuorli e zucchero, mentre il cioccolato fondente completa il gusto con il suo profilo aromatico.

Il risultato è un gelato che non ha bisogno di effetti speciali: la sua forza risiede nella materia prima, nella lavorazione e nella riconoscibilità di una ricetta diventata un classico internazionale. È questa fedeltà alla propria identità a rendere la stracciatella un’esperienza da provare proprio nel luogo in cui è stata inventata.

Una grande famiglia dietro il bancone: il valore del lavoro condiviso

La Marianna è anche il racconto di un’impresa familiare in cui il lavoro passa di mano in mano, insieme a competenze, ricordi e responsabilità. Padri e madri, zii e cugini, figli: più generazioni collaborano fianco a fianco per mantenere viva un’attività che richiede impegno costante e attenzione ai dettagli.

Dietro un cono servito al banco, una colazione preparata con cura o un dolce esposto in vetrina c’è una squadra che lavora ogni giorno per offrire un’esperienza coerente con la storia del locale. È un modello d’impresa in cui la dimensione familiare non è soltanto una questione di proprietà, ma un modo concreto di intendere il mestiere: condividere conoscenze, trasmettere gesti e difendere una reputazione costruita nel tempo.

La storia di Enrico Panattoni e della moglie Oriana rappresenta il punto di partenza di questo percorso. Nel 1953 la coppia rilevò il Bar Colle Aperto, dando vita al locale che sarebbe diventato La Marianna. Con il successo dell’attività, altri componenti della famiglia raggiunsero Bergamo per contribuire allo sviluppo del bar, della pasticceria e del ristorante. 

Colazioni a Bergamo Alta: brioche fresche, biscotti e pasticceria

La giornata a La Marianna può iniziare con una colazione che profuma di forno. Le brioche freschissime, i biscotti preparati quotidianamente e le numerose proposte di pasticceria invitano a concedersi una pausa prima di esplorare le strade, le piazze e i panorami di Bergamo Alta.

Per chi vive in città, è un appuntamento che appartiene alla routine; per chi arriva da fuori, diventa un’occasione per scoprire una tradizione dolciaria legata al territorio. La varietà dell’offerta permette di scegliere tra una colazione veloce e un momento più rilassato, magari accompagnato da un buon caffè e da una specialità della casa.

Tra i dolci da ricordare c’è la celebre torta Donizetti, omaggio al compositore bergamasco Gaetano Donizetti e alla tradizione pasticcera della città. Il dolce, noto anche come Turta del Donizèt, è legato alla cultura gastronomica locale ed è riconoscibile per il suo carattere ricco e profumato.

A La Marianna il mondo della pasticceria si esprime in diverse preparazioni e interpretazioni, offrendo agli amanti dei dessert più di una ragione per tornare.

Dal pranzo alla cena: la cucina completa l’esperienza

La vocazione gastronomica di La Marianna non si esaurisce nel banco dei gelati. Il ristorante amplia l’esperienza con una proposta che accompagna il pranzo e la cena, valorizzando la cucina italiana e il dialogo tra la tradizione bergamasca e le radici toscane della famiglia.

In tavola trovano spazio piatti legati alla cultura locale, come i casoncelli bergamaschi, insieme a preparazioni che interpretano altri repertori regionali. La cucina, affidata allo chef del ristorante Paolo Benigni, completa così il racconto di un’attività in cui pasticceria, gelateria e ristorazione convivono sotto la stessa insegna.

La posizione in Largo Colle Aperto, all’ingresso di Bergamo Alta, contribuisce al fascino dell’indirizzo: è un luogo in cui fermarsi prima o dopo una passeggiata, scegliere un tavolo per un pasto completo oppure concedersi semplicemente un gelato. 

Panettoni artigianali La Marianna: nel laboratorio di Curno comincia il lavoro per le feste

Quando l’autunno avanza e si avvicina il periodo natalizio, il lavoro diventa frenetico nel laboratorio di La Marianna a Curno, dove prende forma una delle lavorazioni più impegnative della pasticceria: quella dei panettoni.

È qui che il sapere artigianale si misura con tempi lunghi, precisione e selezione delle materie prime. Accanto al panettone classico, la produzione comprende l’Oriana, una specialità che richiama il nome della donna che ha condiviso con Enrico Panattoni la nascita e la crescita dell’impresa familiare.

Il carattere di questi grandi lievitati si fonda sulla scelta degli ingredienti, a cominciare dal lievito madre vivo fino alla frutta candita e all’uva passa, elementi che contribuiscono in modo determinante al profumo e al gusto del prodotto. La qualità non si misura soltanto al primo assaggio, ma anche nella cura artigianale della preparazione e nella volontà di evitare scorciatoie.

Le festività  2026 vedono scendere in campo sei interpretazioni del Natale, di diverso carattere, ma tutte buonissime.

Non può mancare il  Panettone Classico con il suo gusto equilibrato, ricco di uvetta e canditi. La sua pasta morbida e il profumo evocano immediatamente le feste. È l’assaggio da cui partire per riconoscere il lavoro del lievito madre e la qualità delle materie prime.

La Veneziana, senza canditi, ha un impasto morbido e fragrante, valorizzato dalla caratteristica copertura che accompagna la lievitazione e la cottura. Dedicato a chi ama i sapori più semplici e delicati.

Il Panettone al Pistacchio è davvero goloso e in linea con le tendenze di gusto più contemporanee. La copertura al pistacchio aggiunge croccantezza e intensità alla morbidezza dell’impasto, creando un contrasto pensato per chi a Natale vuole concedersi anche un piccolo peccato di gola.

Sorprendente il gusto del Panettone Gianduia e Lamponi, che accontenterà i più esigenti palati gourmet. La parte cremosa e avvolgente del gianduia incontra la nota fresca e leggermente acidula del lampone, in un abbinamento costruito sul contrasto, per un panettone dal carattere più contemporaneo, senza perdere la leggerezza che deve avere un grande lievitato.

E poi c’è Oriana, il panettone dedicato alla nonna di famiglia, molto amante delle albicocche. E sono propio le gustose  albicocche di Costigliole d’Asti, accompagnate da una glassa alle mandorle, a dare una consistenza morbida e una nota  del tutto personale a questo panettone. Un omaggio alla memoria che, come spesso accade nelle ricette di famiglia, non guarda soltanto al passato ma continua a trovare nuove forme per essere raccontata.

I panettoni hanno una durata indicativa non superiore a 45 giorni e vengono realizzati senza conservanti. Una scelta che richiede un’organizzazione attenta della produzione e invita a considerare il tempo di conservazione come parte della filosofia artigianale, non come un limite.

La produzione dolce del gruppo, dai grandi lievitati ai dolci da ricorrenza, dalle torte alla piccola pasticceria, fino a croissant, brioche, biscotti e cioccolato, viene realizzata nel laboratorio, di circa 1000 mq, situato in via dell’Aeronautica 12, a Curno.

Il laboratorio è dunque un altro tassello importante del mondo La Marianna: qui il lavoro quotidiano prosegue lontano dal banco, tra impasti, ingredienti selezionati e preparazioni che richiedono esperienza.

La Marianna, un indirizzo da assaporare in ogni stagione

Dalla stracciatella inventata nel 1961 ai dolci della tradizione, dalle colazioni con brioche fresche ai pranzi e alle cene, fino ai panettoni preparati nel laboratorio di Curno, La Marianna racconta un’idea di gusto che mette insieme memoria, mestiere e famiglia.

La sua storia dimostra che un prodotto iconico può continuare a essere attuale quando resta legato a una cultura del lavoro e a una precisa identità.

La stracciatella è il simbolo più conosciuto di questa eredità, ma dietro il gelato c’è un universo più ampio fatto di persone, ricette, gesti quotidiani e nuove generazioni che continuano a portare avanti il progetto.

Per i bergamaschi è un luogo familiare, per chi visita la città una tappa capace di trasformare una pausa golosa in un piccolo viaggio nella storia gastronomica locale.

E se il primo assaggio è spesso quello della stracciatella, viene naturale tornare per scoprire tutto il resto.

La Marianna, il luogo dove la stracciatella artigianale è una storia di famiglia dal 1961.