Al ROMEO Roma, lo chef pluristellato Alain Ducasse e l’executive chef Iacopo Iualè presentano due percorsi degustazione che incontrano l’autunno tra ingredienti stagionali, suggestioni mediterranee e grandi classici rivisitati.

Alain Ducasse Roma accoglie l’autunno con una nuova proposta gastronomica che mette insieme l’eleganza della cucina francese, le eccellenze italiane e una particolare attenzione ai prodotti di stagione. A fare da cornice è il ROMEO Roma, l’hotel progettato dall’architetta Zaha Hadid, dove il ristorante dello chef pluristellato propone un viaggio nel gusto fatto di contrasti, abbinamenti ricercati e interpretazioni contemporanee della tradizione.

Protagonisti della nuova carta sono i profumi del bosco, le verdure autunnali, i crostacei, il tartufo nero e le carni dalle preparazioni elaborate. Non manca un omaggio alla Capitale, con uno spaghettone cacio e pepe che porta uno dei piatti più rappresentativi della cucina romana nel linguaggio gastronomico di Ducasse.

A guidare la cucina è l’executive chef Iacopo Iualè, che traduce la visione del maestro francese in piatti nei quali precisione tecnica e riconoscibilità degli ingredienti cercano un equilibrio.

Alain Ducasse Roma: due menu degustazione per scoprire l’autunno

La nuova proposta del ristorante si sviluppa attraverso due percorsi pensati per chi desidera esplorare la cucina dello chef con tempi e intensità differenti.

Il primo, Aroma, comprende cinque portate e propone un’esperienza più raccolta, costruita intorno alle caratteristiche dei prodotti stagionali.

Il secondo, Drusilla Autunno, si articola in sette portate e permette di approfondire maggiormente le diverse espressioni della cucina, passando dalle preparazioni vegetali ai sapori del mare, fino alle carni e alla pasticceria.

Accanto ai due itinerari degustazione rimane disponibile il menu à la carte, che consente agli ospiti di scegliere liberamente tra le specialità proposte.

L’idea alla base della nuova carta è valorizzare gli ingredienti senza nasconderli dietro lavorazioni eccessive. Cotture calibrate, salse concentrate e accostamenti studiati diventano gli strumenti per costruire piatti complessi, ma leggibili nel gusto.

Dal carciofo alla brace al tartufo nero: l’autunno secondo Ducasse

Le verdure occupano uno spazio importante nella proposta gastronomica, confermando l’attenzione dello chef francese verso una cucina nella quale il mondo vegetale non svolge soltanto un ruolo di accompagnamento.

Il carciofo alla brace viene abbinato alla bottarga di muggine e a un brodo ottenuto da foglie essiccate. Una preparazione che mette a confronto le note vegetali e leggermente affumicate del carciofo con la sapidità marina della bottarga.

Le verdure autunnali incontrano invece il nasturzio e un jus al tartufo nero, creando un insieme nel quale le componenti erbacee dialogano con i profumi più intensi della stagione.

Il mare entra in scena con una gelatina di pesce di scoglio, accompagnata da granciporro e caviale Kristal. Un piatto che punta sulla concentrazione dei sapori marini e sull’alternanza delle consistenze.

Sono preparazioni che raccontano una delle caratteristiche della cucina Ducasse: cercare profondità aromatica attraverso ingredienti riconoscibili, valorizzandone le diverse sfumature.

Casarecce-molisane-cacio-e-pepe Alain Ducasse Roma: il nuovo menu autunnale 2026Spaghettone cacio e pepe, risotto e porcini: i primi piatti del nuovo menu

Tra le proposte più interessanti spicca lo spaghettone di Gragnano cacio e pepe, una reinterpretazione di uno dei grandi simboli della gastronomia romana.

La scelta di inserire questo piatto nella carta assume un significato particolare: la tradizione della Capitale entra in dialogo con la tecnica francese, dando vita a un incontro tra identità locale e visione internazionale.

Il risotto al gambero rosso, corallo e limone salato si muove invece tra intensità marina e freschezza agrumata. Il corallo contribuisce a rafforzare il carattere del crostaceo, mentre il limone salato introduce una componente vivace.

Per chi preferisce i sapori vegetali, le casarecce con ragout di verdure essiccate e pesto di erbe fresche propongono un gioco tra concentrazione aromatica e freschezza.

Più decisamente autunnali sono i ravioli croccanti con funghi porcini e beurre blanc all’ortica. Qui la ricchezza dei funghi incontra la morbidezza della salsa francese al burro, arricchita da una nota vegetale.

Astice blu, triglia e fagiano: quando mare e terra si incontrano

Il nuovo menu di Alain Ducasse Roma dedica ampio spazio anche ai secondi piatti, alternando ingredienti mediterranei e preparazioni di ispirazione francese.

L’astice blu viene servito con cime di rapa e farro dell’Alta Tuscia, in un abbinamento che accosta la delicatezza del crostaceo alla personalità leggermente amarognola delle verdure e alla consistenza del cereale.

La triglia di scoglio è accompagnata da peperone crusco e jus ai ricci di mare. Un insieme che richiama il Mediterraneo attraverso sapidità, note dolci e intensità aromatica.

Sul fronte delle carni, il filetto di manzo viene proposto con rapa rossa, midollo affumicato e amaranto. Il piatto lavora sulla profondità dei sapori e sul contrasto tra la dolcezza della radice e le componenti più intense della carne.

La suprema di fagiano con patate farcite, finferli e jus d’arrosto rappresenta invece una delle preparazioni più legate all’immaginario gastronomico autunnale. Selvaggina, funghi e fondo di cottura concentrato richiamano la tradizione delle grandi cucine europee.

I dessert di Alain Ducasse Roma: dal cioccolato al babà al rum

Cioccolato-della-manifattura-Alain-Ducasse-a-Par-igi-grano-saraceno-tostato-e-crema-al-caffe Alain Ducasse Roma: il nuovo menu autunnale 2026

Il percorso gastronomico prosegue con una selezione di dolci che alterna grandi classici della pasticceria e abbinamenti meno convenzionali.

Il cioccolato della Manufacture Alain Ducasse di Parigi viene accostato al grano saraceno tostato e alla crema al caffè, per una composizione costruita intorno alle note aromatiche del cacao e della tostatura.

Il babà al rum, servito con una leggera crema Chantilly montata, rende omaggio a una preparazione storica della pasticceria, molto amata anche nella tradizione italiana.

Più particolare è il soufflé al cascara di caffè con gelato al mascarpone. La cascara, ottenuta dalla parte esterna essiccata del frutto del caffè, introduce sfumature aromatiche differenti rispetto a quelle della bevanda tradizionale.

Per chi preferisce concludere con sensazioni più fresche, la proposta comprende anche yuzu confit, olive Taggiasche e granita agli agrumi.

Un accostamento insolito che mette insieme acidità, dolcezza e una componente sapida, allontanandosi dall’idea più tradizionale del dessert.

Chi è Iacopo Iualè, lo chef alla guida della cucina di Alain Ducasse Roma

Dietro la realizzazione dei piatti c’è il lavoro di Iacopo Iualè, executive chef di origini toscane, formatosi all’interno dell’universo gastronomico di Alain Ducasse.

Il suo percorso professionale comprende esperienze in alcune delle cucine più prestigiose legate al celebre chef francese, tra cui Le Louis XV – Alain Ducasse e Le Meurice Alain Ducasse.

Una formazione che ha contribuito a definirne l’approccio alla materia prima, alle cotture e alla costruzione dei piatti.

A Roma, Iualè interpreta una cucina nella quale l’impronta francese incontra prodotti e riferimenti della gastronomia italiana, senza rinunciare alla personalità mediterranea della proposta.

Il risultato è una carta che attraversa territori e tradizioni differenti, mantenendo come filo conduttore l’attenzione alla stagionalità.

ROMEO Roma: l’architettura di Zaha Hadid incontra l’alta cucina

L’esperienza gastronomica si inserisce negli spazi del ROMEO Roma, struttura alberghiera caratterizzata dall’intervento architettonico firmato da Zaha Hadid, prima donna a ricevere il prestigioso Premio Pritzker.

Il progetto dell’hotel offre una cornice contemporanea alla proposta culinaria, creando un dialogo tra design, ospitalità e gastronomia.

Il Ristorante Alain Ducasse Roma si presenta così come un indirizzo dedicato a chi cerca un’esperienza di alta cucina nella Capitale, con una proposta che combina riferimenti francesi, ingredienti italiani e attenzione alla qualità delle materie prime.

Alain Ducasse Roma aderisce a Ristoranti Contro la Fame 2026

L’autunno del ristorante non sarà dedicato soltanto alla gastronomia.

Dal 16 ottobre al 31 dicembre 2026, il Ristorante Alain Ducasse Roma parteciperà alla dodicesima edizione di Ristoranti Contro la Fame, la campagna solidale promossa da Azione Contro la Fame che coinvolge il settore della ristorazione nella raccolta di risorse destinate a contrastare l’insicurezza alimentare.

Il ristorante contribuirà attraverso una donazione diretta, affiancando alle proprie attività gastronomiche un impegno sociale.

L’iniziativa, che nel corso delle precedenti edizioni ha coinvolto migliaia di ristoranti italiani e raccolto complessivamente oltre un milione di euro, sostiene nel 2026 anche il progetto “Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia”.

Attivo a Milano, Napoli e Bari, il programma mira ad accompagnare persone in condizioni di difficoltà verso una maggiore autonomia alimentare.

La campagna prevede inoltre il sostegno ad attività umanitarie in Venezuela.

Per il ristorante romano, l’adesione rappresenta un modo per collegare l’esperienza dell’alta cucina a una dimensione di responsabilità sociale, ricordando che il cibo può diventare anche uno strumento di solidarietà.

Alain Ducasse Roma, un autunno tra creatività e tradizione

Il nuovo menu autunnale racconta una cucina che non rinuncia ai propri riferimenti internazionali, ma sceglie di confrontarsi con i prodotti e le tradizioni del territorio italiano.

Dai porcini al tartufo, dai crostacei alle verdure di stagione, fino allo spaghettone cacio e pepe, ogni proposta nasce dall’incontro tra ingredienti riconoscibili e tecniche di alta gastronomia.

Con i percorsi Aroma e Drusilla Autunno, Alain Ducasse e Iacopo Iualè propongono due differenti modalità di esplorare questa identità culinaria.

Una stagione che, tra richiami alla cucina romana e influenze francesi, conferma la volontà del ristorante di interpretare l’autunno attraverso il gusto, la tecnica e il rispetto della materia prima.