Ballor festeggia 170 anni di storia con tre creazioni che intrecciano memoria piemontese e ricerca contemporanea. Dalla ricetta storica del vermouth al gin dalle botaniche mediterranee, fino all’amaro con 100 ingredienti botanici, il marchio torinese rinasce grazie all’esperienza della famiglia Bonollo.

A Milano, dal 13 al 18 ottobre, una speciale esposizione celebra questo anniversario da Rumore.

Ballor taglia il traguardo dei 170 anni e riporta l’attenzione su una stagione importante della liquoristica italiana. Nato a Torino nel 1856, il marchio è legato alla tradizione piemontese dei vermouth e dei distillati, un patrimonio che oggi ritrova nuova espressione grazie alla famiglia Bonollo, storica protagonista dell’arte distillatoria italiana.

L’anniversario diventa l’occasione per raccontare una storia che attraversa epoche e stili, mantenendo al centro la ricerca aromatica e la cura delle ricette. Tre sono le etichette che rappresentano questa rinascita: Ballor Vermouth, Ballor Gin e Ballor 100, interpretazioni differenti di un sapere antico, riletto attraverso il lavoro dei master blender di Casa Bonollo.

Per celebrare la ricorrenza, dal 13 al 18 ottobre 2026, il locale milanese Rumore ospita un’esposizione speciale dedicata al marchio e alla sua eredità. Un appuntamento che porta nel panorama contemporaneo della mixology un nome storico, capace di coniugare identità italiana e sensibilità attuale.

Ballor, dal 1856 la storia della liquoristica piemontese

La storia di Ballor comincia a Torino, nel 1856, in un periodo in cui la produzione liquoristica piemontese conosce una stagione di particolare fermento. Il marchio si afferma grazie a preparazioni apprezzate per la qualità e l’eleganza, costruendo nel tempo un’identità riconoscibile.

A raccoglierne il testimone è Bonollo 1908, realtà con sede a Padova e un’esperienza maturata in oltre un secolo di attività e quattro generazioni dedicate alla distillazione. La famiglia è conosciuta anche per la Grappa OF Amarone Barrique e per il proprio percorso di ricerca, sviluppato attraverso il Sistema Unico Bonollo.

Il recupero di Ballor si inserisce in questa visione: valorizzare un marchio storico senza limitarne il racconto alla nostalgia, mettendo a disposizione competenze produttive e sensibilità contemporanee per riportarne le ricette all’attenzione degli appassionati.

L’obiettivo è conservare il legame con le origini, rispettando la personalità delle preparazioni storiche e lavorando al tempo stesso sulla qualità aromatica e sull’esperienza di degustazione.

Ballor Vermouth, 30 botaniche per riscoprire il gusto dell’Ottocento

Il primo protagonista del trittico è Ballor Vermouth, conosciuto come “Il Vermouth di Paul”, ispirato alla tradizione storica del marchio e alla figura di Paul Ballor. Secondo la storia aziendale, il prodotto è associato a importanti riconoscimenti ottenuti in passato, tra cui 13 medaglie d’oro, 12 diplomi d’onore e il titolo di “Sovrintendente del Re d’Italia”, conferito da Casa Savoia.

La ricetta attuale nasce dal recupero della formulazione originale e dalla volontà di conservarne l’impronta tradizionale. Il risultato è un vermouth costruito intorno a un insieme di 30 botaniche, lavorate attraverso un processo d’infusione in due fasi per valorizzare le componenti aromatiche e amaricanti.

Al naso e al palato si alternano suggestioni speziate, con chiodi di garofano e cannella, e richiami fruttati di dattero e arancia candita. A completare il profilo arrivano le sfumature marsalate del vino, che contribuiscono alla complessità della composizione.

Con una gradazione alcolica del 18% vol., Ballor Vermouth si presta alla degustazione liscio, secondo una consuetudine legata alla cultura piemontese dell’Ottocento, ma può essere impiegato anche nella preparazione di aperitivi dalla personalità classica.

Ballor Gin, il carattere mediterraneo incontra le botaniche italiane

Con Ballor Gin, “Il Gin di Emilie”, il marchio cambia registro e si sposta verso un profilo aromatico fresco, agrumato e balsamico. L’ispirazione narrativa è quella dei viaggi di Emilie, botanista ottocentesca evocata dal progetto, mentre la costruzione sensoriale punta sull’incontro tra ginepro italiano e ingredienti della tradizione mediterranea.

Il ginepro viene distillato in alambicco e affiancato da preparazioni aromatiche che comprendono pompelmo rosa, arancia dolce di Sicilia e bergamotto di Calabria. La componente agrumata si intreccia con le note balsamiche della menta piemontese e del cardamomo, mentre timo e basilico aggiungono sfumature erbacee.

Ne emerge un profilo pensato per chi cerca un gin dal carattere definito, nel quale freschezza e intensità convivono senza rinunciare all’equilibrio. La gradazione alcolica è del 40% vol.

Questa etichetta interpreta la versatilità del distillato contemporaneo, mantenendo un riferimento alle botaniche e alle tradizioni aromatiche italiane.

Ballor 100, l’amaro con 100 botaniche dai cinque continenti

Il terzo capitolo della collezione è Ballor 100, “L’Esotico Italiano – L’Amaro di Henry”, una creazione che punta sulla varietà botanica e sulla complessità delle note aromatiche.

Come suggerisce il nome, la formula comprende 100 botaniche provenienti dai cinque continenti, selezionate e lavorate attraverso una macerazione differenziata che richiama la tradizione erboristica italiana.

Tra gli ingredienti figurano rabarbaro, genziana, assenzio, china e angostura, che contribuiscono alla componente amaricante, insieme a elementi balsamici come la menta. Il risultato è concepito come un percorso sensoriale articolato, in cui le diverse famiglie aromatiche concorrono a definire il carattere dell’amaro.

Ballor 100 completa così il racconto delle tre etichette: accanto alla tradizione del vermouth e alla freschezza del gin, propone una lettura più complessa del mondo degli amari, mettendo al centro la ricchezza delle botaniche.

Ballor a Milano, sei giorni per celebrare 170 anni di storia

L’anniversario trova spazio anche a Milano, dove Rumore ospita dal 13 al 18 ottobre 2026 un’esposizione dedicata ai 170 anni di Ballor. L’iniziativa offre l’occasione di ripercorrere la storia del marchio e conoscere le tre creazioni che ne rappresentano il rilancio.

Il progetto riunisce due dimensioni complementari: da una parte la memoria di una casa liquoristica nata nella Torino dell’Ottocento, dall’altra il lavoro di ricerca e interpretazione della famiglia Bonollo, che ha scelto di investire nella valorizzazione di un nome storico.

In un panorama in cui vermouth, gin e amari sono protagonisti della cultura dell’aperitivo e della mixology, Ballor riafferma così la propria identità attraverso tre prodotti distinti, uniti dalla stessa idea di fondo: custodire la tradizione senza rinunciare alla capacità di rinnovarsi.

Centosettant’anni dopo la fondazione, il marchio torna a raccontare il saper fare liquoristico italiano con uno sguardo rivolto al presente, facendo dialogare ricette storiche, botaniche e nuove sensibilità del gusto.
A.R.