Çobo Winery è tra le realtà che raccontano la rinascita del vino albanese attraverso vitigni autoctoni, ricerca enologica e tradizione familiare.
Nel territorio di Berat, la città delle mille finestre, tre generazioni della famiglia Çobo valorizzano le caratteristiche di un terroir particolare con due rossi dalla personalità distinta: il Vlosh, espressione autentica di un vitigno locale, e il Kashmer, un blend che unisce uve albanesi e varietà internazionali.
Tra le montagne dell’entroterra e le influenze del mare Adriatico, la viticoltura albanese sta riscoprendo il valore delle proprie radici. Un percorso nel quale il recupero delle varietà tradizionali incontra nuove sensibilità produttive, dando vita a vini capaci di raccontare il territorio con un linguaggio contemporaneo.
È in questo scenario che si inserisce il lavoro di Çobo Winery, cantina familiare che ha scelto di investire nell’identità enologica di Berat, puntando sulla valorizzazione dei vitigni locali e su un rapporto diretto con l’ambiente. Una storia che attraversa tre generazioni e che trova nei suoi vini rossi una sintesi tra memoria, sperimentazione e prospettive future.
Çobo Winery e Berat: il territorio che dà carattere al vino albanese
Berat, celebre per le sue case tradizionali affacciate sulle colline e per le finestre che le hanno regalato il soprannome di città delle mille finestre, custodisce anche un patrimonio vitivinicolo di grande interesse.
Qui la famiglia Çobo porta avanti un progetto che mette al centro le varietà autoctone, la conoscenza dei terreni e le condizioni climatiche che caratterizzano le diverse aree di coltivazione. L’influenza adriatica, l’altitudine e la presenza del massiccio del Monte Tomori contribuiscono a definire un ambiente nel quale tradizione e scelte agronomiche assumono un ruolo determinante.
L’obiettivo non è soltanto produrre vino, ma preservare un’identità territoriale che per lungo tempo è rimasta poco conosciuta al di fuori dei confini nazionali. Attraverso etichette come Vlosh e Kashmer, Çobo Winery propone due interpretazioni differenti del vino rosso albanese, accomunate dalla volontà di valorizzare le caratteristiche delle uve e la storia della famiglia.
Vlosh: il vitigno autoctono simbolo della tradizione di Berat
Tra i vini più rappresentativi di Çobo Winery spicca il Vlosh, ottenuto esclusivamente dall’omonimo vitigno a bacca rossa. È un’etichetta che racconta il legame con il territorio e con una varietà locale che la cantina contribuisce a mantenere viva.
In passato il vino era conosciuto soprattutto come E Kuqja e Beratit, espressione albanese traducibile come “La Rossa di Berat”. Il riferimento richiama Onufri, artista e pittore di icone del XVI secolo, celebre per una particolare tonalità di rosso. Anche l’etichetta del vino conserva questo legame culturale, riprendendo una delle opere più note dell’artista.
Oggi il nome Vlosh mette maggiormente in evidenza l’origine varietale del prodotto, senza cancellare il riferimento alla storia artistica della città.
I vigneti di Malas e l’influenza dell’Adriatico
Le uve provengono dai vigneti collinari di Malas, situati tra 60 e 240 metri sul livello del mare, su terreni prevalentemente calcarei. La distanza di circa 28 chilometri dall’Adriatico consente alle correnti marine di esercitare la propria influenza, mentre la ventilazione della collina contribuisce alle condizioni di coltivazione.
Secondo Muharrem Çobo, proprietario della cantina, la circolazione dell’aria rappresenta un elemento importante anche nella gestione del vigneto, consentendo di limitare gli interventi fitosanitari a circa quattro o cinque trattamenti all’anno, in base alle condizioni stagionali.
La vinificazione prevede una fermentazione di circa due settimane a temperatura controllata, seguita da un affinamento che alterna acciaio, grandi botti di legno e barrique.
Nel calice, il Vlosh si distingue per una struttura importante e un profilo aromatico che richiama mora selvatica, ciliegia e note di vegetazione spontanea. Un rosso che punta a esprimere la personalità del vitigno e le caratteristiche dei terreni di Berat, restituendo una lettura riconoscibile della tradizione locale.
Kashmer: il rosso di Çobo Winery che unisce Albania e Bordeaux
Se il Vlosh rappresenta l’espressione più diretta di un vitigno autoctono, il Kashmer racconta un’altra sfaccettatura della filosofia produttiva della famiglia Çobo.
Il progetto prende forma con il primo impianto del settembre 2000 e si basa sull’incontro tra Shesh i Zi, varietà rossa tradizionale albanese presente in azienda fin dai primi anni Novanta, e due vitigni internazionali: Cabernet Sauvignon e Merlot.
L’idea non nasce da un progetto rigido, ma dalla sperimentazione in cantina. Come racconta Muharrem Çobo, l’assemblaggio è stato inizialmente un tentativo di combinare uve diverse, il cui risultato ha convinto la famiglia fino a diventare una delle etichette storiche dell’azienda.
Shesh i Zi, Cabernet Sauvignon e Merlot: un equilibrio di aromi
I vigneti destinati al Kashmer si trovano a Malinat, tra 350 e 400 metri di altitudine. Anche qui il paesaggio è influenzato dalla presenza del Monte Tomori, che raggiunge i 2.416 metri, e dalle correnti provenienti dall’Adriatico.
Il contributo dello Shesh i Zi si esprime attraverso note speziate e richiami alla visciola. Cabernet Sauvignon e Merlot completano il profilo, apportando struttura, morbidezza e complessità.
L’affinamento combina grandi botti, barrique e permanenza in bottiglia, accompagnando l’integrazione delle diverse componenti del vino.
Il risultato è un rosso che mette in dialogo il patrimonio viticolo albanese con un approccio enologico internazionale. Il Kashmer non rinuncia alla propria origine locale, ma la interpreta attraverso un assemblaggio capace di ampliare il profilo aromatico e la struttura del prodotto.
Tre generazioni della famiglia Çobo per il futuro del vino albanese
La storia di Çobo Winery non si esaurisce nelle caratteristiche dei suoi vini. Al centro del progetto c’è una famiglia che, attraverso tre generazioni, ha scelto di investire nella valorizzazione del patrimonio enologico albanese.
Il passaggio delle conoscenze, il confronto tra esperienza e nuove idee e la volontà di sperimentare rappresentano elementi fondamentali di questa continuità. Custodire i vitigni autoctoni significa infatti mantenere vivo un patrimonio culturale, ma anche creare nuove opportunità per una viticoltura che punta a farsi conoscere sui mercati internazionali.
Il Vlosh e il Kashmer incarnano due direzioni complementari: da una parte, la riscoperta e la valorizzazione di una varietà tradizionale; dall’altra, la capacità di costruire un vino che unisce radici locali e influenze internazionali.
È questa combinazione a definire il percorso della cantina di Berat, dove il rispetto per la storia non esclude la ricerca di nuove espressioni.
Vini rossi albanesi: una tradizione da riscoprire
Il lavoro di Çobo Winery si inserisce in un più ampio interesse per i vini dei Balcani e per le varietà autoctone che caratterizzano territori ancora poco esplorati da molti appassionati italiani.
Il Vlosh offre l’occasione di conoscere un vitigno legato alla tradizione di Berat, mentre il Kashmer dimostra come le uve locali possano dialogare con varietà internazionali senza perdere il riferimento al territorio d’origine.
Entrambe le etichette raccontano una viticoltura che guarda avanti partendo dalla propria identità. Tra suoli calcarei, colline ventilate e influenze adriatiche, la famiglia Çobo continua così a costruire il proprio percorso, valorizzando la cultura del vino albanese attraverso ricerca, esperienza e continuità generazionale.
Per chi desidera ampliare i propri orizzonti enologici, Berat rappresenta una destinazione da tenere d’occhio: una terra in cui il vino diventa un racconto di paesaggio, storia e nuove ambizioni produttive.


