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Enrico Vinelli : “ La mia Hostaria Ducale tra turismo e rivisitazione”

Nel cuore di Genova batte l’anima e la passione di Enrico Vinelli ristoratore dell’ Hostaria Ducale.

Nella storica città ligure, tradizionalmente legata a grandi viaggiatori e avventurieri, l’Hostaria si pone l’obiettivo di rivisitare piatti della tradizione genovese in chiave moderna, offrendo un menù dal respiro internazionale con un sguardo ai tanti turisti che amano visitare la celebre “Superba”. Una antica repubblica marinara che oggi grazie ad una nuova filosofia gastronomica dell’Hostaria punta su interessanti percorsi gourmet, dando spazio ai giovani chef, estro e innovazione. 

Nel vostro locale e ristorante, c’è un accurata ed elegante selezioni di vini. Che legame c’è tra la Liguria e il mondo enologico?

La Liguria non è regione di grandi vini, ma abbiamo cercato cantine interessanti e poco conosciute, che hanno piccole produzioni, per far conoscere ai nostri clienti vini mai assaggiati. Anche per i vini non liguri abbiamo elaborato una carta interessante, non basata sulle classiche etichette conosciute.

Genova, città portuale e di mare. Ma anche di naviganti e avventurieri. Cosa rappresenta per lei, vivere da ristoratore una sfida come quella del mondo gastronomico?

Genova è diventata una delle città italiane più frequentate dal turismo e la nostra posizione centrale ci aiuta molto. Cerchiamo di proporre un cibo gourmet che possa catturare l’interesse di clienti internazionali che cercano questo tipo di cucina.

 Il suo locale si lega da sempre al nome di “Hostaria”. Cosa significa essere un oste nel 2021?

Da quando è arrivato il covid, la ristorazione ha subito grandi scossoni perché siamo sempre stati tra gli esercizi commerciali più danneggiati.A fronte di una vita complicata e faticosa, i riconoscimenti arrivano dalle persone che vengono a mangiare, perché far quadrare i conti è davvero complicato. 

Il territorio è un legame anche con la madre terra e i suoi prodotti. Quali sono le eccellenze “liguri” tipiche su cui  punta principalmente il menù dell’Hostaria ducale?

Il genovese è tipicamente legato a determinati schemi e difficilmente esce da alcuni piatti che si tramandano da generazioni. La nostra sfida consiste nel convincere i nostri concittadini che esiste un meraviglioso mondo gourmet che non contempla solo le trofie al pesto e il fritto misto.Sono felice di constatare che, grazie anche ad alcuni colleghi che seguono questa linea, piano piano la popolazione inizia ad apprezzare. Noi proponiamo rivisitazioni di alcuni piatti iconici liguri come la Sardenaira o il cappon magro e lavoriamo sempre il pescato locale. 

Si procede verso il 2022. Quali sono i progetti e le idee per l’anno venturo del vostro locale?

Stiamo cambiando chef e abbiamo da poco rifatto quasi da zero la brigata. Abbiamo puntato su giovani già affermati che avevano voglia di andare nella direzione gourmet. L’intenzione è di continuare su questa strada per consolidare la nostra idea di cucina ed entrare ancora di più nel cuore dei nostri clienti.                   

 Sergio Cimmino

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