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Maremma, l’altra Toscana del vino

Maremma, l’altra Toscana del vino

Maremma, l’altra Toscana del Vino è il titolo di una degustazione condotta dalla nota sommelier Adua Villa, personaggio televisivo e dell’editoria, e dal Direttore del Consorzio Luca Pollini dove sono stati assaggiati otto vini del territorio, scelti da entrambi i relatori, ottenuti da vitigni autoctoni e internazionali dal Vermentino al Sangiovese, presentato in versione Rosato, dal Ciliegiolo all’Alicante e dal Cabernet Sauvignon al Merlot.

Il Consorzio si è raccontato in un palcoscenico internazionale come quello di Milano per condurre alla scoperta di tutto il gusto della Maremma Toscana. Edoardo Donato, Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, afferma “Questo evento è un’opportunità per andare a intercettare la vasta platea di esperti, addetti ai lavori e appassionati che anima una Milano capitale economica, della moda, del design e del settore enogastronomico”. Un Consorzio di Tutela Vini nato nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Oggi conta 272 aziende associate, di cui 194 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 79 aziende “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno. Il Consorzio opera nell’intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l’Argentario fino all’isola del Giglio. La DOC dispone di una zona di produzione di circa 8.700 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.750 sono stati utilizzati per produrre i vini della Denominazione durante la vendemmia 2016. Nessun altro territorio in Toscana può offrire una scelta così variegata come questa terra, con vitigni autoctoni – come Ciliegiolo, Alicante, Sangiovese, Vermentino, Trebbiano, Ansonica, Malvasia, Grechetto, Pugnitello, Aleatico – e varietà internazionali – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot –, da cui nascono vini unici, apprezzati in tutto il mondo. Una parte di aziende si trova sulla Costa, dove il clima è molto ventilato, altre sono più interne e collinari.


Tutti i vini recensiti di seguito sono Maremma Toscana DOC in diverse tipologie.


Il primo vino è stato il “Vermentino 2016 Bazzico” di Podere Ristella aveva un colore giallo paglierino, un bouquet decisamente profumato di frutta e fiori gialli, un assaggio fresco e vivace, di buona sapidità e lunga persistenza.

Seguiva il “Vermentino Litorale 2016” di Val di Rose Tenuta della Famiglia Cecchi ottenuto da Vermentino 95% con altre varietà a bacca bianca 5 %. Il colore giallo paglierino con lievi riflessi dorati aveva un profumo fruttato molto intenso che ricordava la frutta estiva matura. Al palato si evidenziava una nota aromatica importante unita a una piacevole persistenza in un contesto di generale equilibrio.
Il terzo vino un rosato “San Michele n. 3 rosato” di Poggio L’Apparita è ottenuto da uve Sangiovese, raccolto in due momenti diversi tra settembre e ottobre. L’esordio è stato con una bella tonalità di rosa salmone chiaro. I profumi spaziavano da piccoli frutti rossi come le fragoline, leggera nota di agrumi ed erbacee. L’assaggio piacevole era fresco, leggermente minerale, equilibrato con una buona persistenza.
Il primo rosso “Ciliegiolo 2015” di Sassotondo è ottenuto da vigneti a Sovana e Pitigliano.
Dopo un colore rosso rubino, di bella vivacità, aveva un olfatto intenso e persistente di mora di gelso e ciliegia, prugna, un lieve tocco floreale con a chiudere la spezia del pepe bianco. Al gusto era secco, caldo tendente al morbido grazie ai tannini non invadenti e ad una struttura sostenuta e avvolgente.
Dello stesso millesimo seguiva Rocca di Montemassi 2015 della Tenuta Rocca di Montemassi composto da 35% Syrah, 35% Petit Verdot, 30% Cabernet Sauvignon. La vinificazione avviene separatamente per singola varietà in acciaio a temperatura controllata con una macerazione di circa 30 giorni. A questa segue la fermentazione malolattica. L’affinamento dura 14 mesi in tonneaux da 350 litri di legno di rovere francese di primo e secondo passaggio, seguiti da 10 mesi in bottiglia. Dopo un bel rosso rubino aveva profumi intensi, evoluti con note di frutta nera, sottobosco e sentori di tabacco. Il sorso era concentrato e seducente, già un buon equilibrio con un retrogusto di sentori speziati, un finale lungo e persistente.
Il vino successivo “Cabernet Sauvignon 2013 Il Cucchetto” di Fattoria il Casalone prevede anche un 15% di Petit Verdot. La vinificazione dopo la malolattica prevede l’affinamento per più di 18 mesi in barriques nuove prima dell’assemblaggio e sosta in bottiglia almeno 4 mesi. Dopo qualche riflesso violaceo nel calice esordiva con un naso dove le spezie dialogavano con piccoli frutti rossi maturi. Grande piacevolezza all’assaggio tra morbidezza, pienezza, equilibrio e persistenza.
L’assaggio successivo ottenuto da 100% Alicante era “Querciolaia 2013” di Fattoria Mantellassi. Dopo circa sedici mesi in barriques di rovere francese e alcuni mesi in bottiglia, aveva nel calice una bella tonalità rubino, profumi frutta di prugna e ciliegia, poi le erbe della macchia mediterranea e a chiudere spezie. La beva era equilibrata tra morbidezza e freschezza, con una persistenza dal retrogusto fruttato.
Chiudeva la degustazione il “Merlot 2012 Abundantia” di Rigoloccio. Dopo un affinamento di 20 mesi in barrique francesi nuove, di 6 mesi di bottiglia esordiva con un colore rosso rubino, spaziava dalla frutta di marasca, prugne, seguito poi dalla viola e dalle 
spezie dolci. L’assaggio era morbido, sostenuto da tannini serrati e 
giusta acidità, equilibrato, dal lungo finale.

di Giovanna Moldenhauer

 

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