2016, una grande vendemmia da Villa Franciacorta

Quella di Villa Franciacorta è stata una vendemmia memorabile, che darà vita a grandi prodotti. Il 2016 – un anno certamente non facile sotto l’aspetto climatico- ha avuto fasi  alterne che, pur compromettendo parzialmente la resa quantitativa, hanno invece consentito di raggiungere risultati sorprendenti sotto l’aspetto qualitativo.

Meno vino, dunque, ma di qualità eccelsa, come confermano Roberta Bianchi e Paolo Pizziol, patron di Villa Franciacorta.

L’andamento climatico particolarmente favorevole della scorsa primavera, senza grosse insidie dal punto di vista fitosanitario, aveva consentito una ripresa vegetativa in media con le annate precedenti e lasciava prevedere una buona evoluzione.

Ai primi di giugno, però, un brusco e perdurante cambiamento climatico aveva  portato ad un clima decisamente più fresco e umido, con piogge frequenti, creando le condizioni ideali per lo sviluppo in vigna di patogeni fungini, in primis la peronospora: una vera e propria  minaccia per l’integrità dei grappoli, oltre tutto in una fase molto delicata, tra la fioritura e l’allegagione.

Tutto ciò aveva comportato un rallentamento delle fasi fenologiche e di conseguenza posticipato di quasi 10 giorni l’inizio della maturazione.

La professionalità e la competenza degli agronomi di Villa, associate alla conoscenza del territorio e alla  precisione nei trattamenti,  hanno consentito di contenere le perdite, a causa di questa temibile crittogama, sotto il 5%. Villa Franciacorta è così arrivata a fine luglio fiera  del lavoro svolto fino a quel momento, con un potenziale produttivo di grande interesse e di indubbia qualità.

E con una riduzione quantitativa tutto sommato limitata. Nonostante il primo agosto, infatti, si sia registrato un evento atmosferico (prevedibile per il periodo), una discreta grandinata, i vigneti hanno registrato  fortunatamente solo una minima perdita quantitativa senza alcuna compromissione dello stato sanitario.

“Chi fa il vignaiolo da anni  è consapevole del fatto che periodicamente bisogna fare i conti anche con queste avversità, quasi inevitabili”, sottolinea Ermes Vianelli, responsabile di produzione di Villa Franciacorta. La vendemmia è iniziata il 25 agosto, con un perfetto stato sanitario: sui 31,3 ha a DOCG in produzione, sono stati raccolti quasi 2.700 quintali di uve che daranno origine a circa 1.750 ettolitri di eccellenti “basi Franciacorta”.

L’esperienza, la profonda conoscenza dei vigneti di proprietà, gestiti peraltro secondo il modello biologico, hanno fatto la differenza. L’azienda non si è accontentata di applicare un protocollo, ma di volta in volta sono state decisive le singole decisioni, che grazie all’esperienza di decenni di vendemmie hanno saputo determinare cosa fosse meglio per ogni vigneto, per ogni singola parcella.

La tempestività dei trattamenti, la meticolosa cura delle piante, il tenere la guardia sempre alta, hanno permesso di portare in casa frutti sani se pur in minori quantità. Si è dunque assistito a un ridimensionamento delle stime quantitative precedenti, ma sia lo stato sanitario che i parametri analitici sono perfetti per ottenere millesimi da ricordare.

Gradazioni ideali, ottime acidità, profumi intensi e fragranti, e come sempre, caratteristica di questo terroir, la eccellente sapidità. Ancora una volta, per i “Villa lovers” si prepara una grande annata, che verrà ricordata come memorabile.

Villa Franciacorta : www.villafranciacorta.it

“Meno quantità, migliore qualità, nonostante l’andamento climatico altalenante”

 

By | 2020-10-26T08:46:24+01:00 Ottobre 2016|I luoghi del bere|