Ad Asti si cercano Taster del Gusto Italiano

Presentato alla Camera di Commercio il progetto scientifico della Società Italiana di Scienze Sensoriali per indagare le sensibilità e le abitudini alimentari della Penisola.

[dropcap]G[/dropcap]li Italians Taster di Asti sono già 98, ma l’obiettivo è arrivare a 150, un traguardo che la Camera di Commercio di Asti condivide in pieno, appoggiando questo singolare progetto scientifico creato dalla Società Italiana di Scienze Sensoriali e portato ad Asti dal Centro Ricerche per l’Enologia di Asti, che ne è partner nella città del Tanaro.
L’impegno è emerso dall’incontro svoltosi oggi a Palazzo Borello dal titolo appunto “Italian Taste”, che ha visto il Presidente della Camera di Commercio Astigiana Erminio Renato Goria e la Dott.sa Maria Carla Cravero, responsabile del CREA, illustrare nel dettaglio quella che di fatto sarà una grande “mappatura del gusto” della nostra penisola, condotta su solide basi scientifiche.
Italian Taste si propone di sondare la sensibilità e le abitudini alimentari di 3.000 italiani in tutta la penisola. Sono già 22 gli istituti che hanno aderito in Italia e messo a disposizione i loro laboratori di analisi sensoriale. Quello del CREA, all’avanguardia nel campo, accoglie 12 soggetti alla volta. L’indagine è approfondita: richiede due sessioni di circa due ore e mezza in cui si valutano, attraverso questionari e degustazioni, le preferenze su circa 200 prodotti, la sensibilità al gusto del soggetto, la sua percezione dei sapori, le passioni o le fobie alimentari, ma anche fisicamente il numero delle sue papille gustative e, attraverso un’analisi del DNA, quali sono i geni coinvolti nella regolazione del sistema percettivo.

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Tutti possono partecipare, purché di età compresa tra i 20 e i 60 anni, e gli astigiani che hanno risposto all’appello sono stati fino ad oggi 50 uomini e 48 donne, con una età media di 36 anni. Ma si può fare di più, soprattutto considerando che una banca dati così completa può avere un grande interesse per le aziende dell’agroalimentare.

Siamo stati da subito molto interessati al progetto” conferma il Presidente Goria. “Operando su un territorio ricco di aziende del comparto agroalimentare ci sembra giusto dare il massimo impulso, affinché ci sia una buona risposta in tempi rapidi a livello di campionatura dei soggetti, ma anche perché le aziende supportino la ricerca. Per questo diffonderemo l’iniziativa tra i nostri consociati e verso le altre camere italiane, dando massima visibilità anche attraverso i canali media della Douja”.

Per chi vuole diventare tester basta una telefonata o una email di candidatura allo 0141 433814 o eno@crea.gov.it e compilare un primo questionario per essere invitati a partecipare ai test.

By | 2016-09-16T12:23:29+02:00 Settembre 2016|News|