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I vini di Santa Margherita al Vinitaly

Santa Margherita è una tra le più affermate realtà del mercato a livello internazionale, per aver saputo proporre vini innovativi per stile e qualità e aver compiuto scelte che hanno segnato una nuova rotta per l’intero comparto del vino italiano.

Ne è esempio il Prosecco, che Santa Margherita iniziò a spumantizzare nel lontano 1952, e dunque festeggia quest’anno il 60° anniversario di produzione, attingendo dalla zona storica di produzione del Valdobbiadene. Un’area insignita solo tre anni fa della denominazione più prestigiosa, la D.O.C.G., dove proprio all’inizio del 2010 Santa Margherita ha messo le sue radici acquistando una tenuta di 12 ettari nel Comune di Refrontolo.

Con un fatturato di oltre 91,3 milioni di euro di cui più del 60% realizzato all’estero, Santa Margherita Gruppo Vinicolo si esprime oggi con un mosaico enologico che coinvolge alcuni dei principali distretti vitivinicoli italiani: la Franciacorta con Ca’ del Bosco, l’Alto Adige con Kettmeir, il Veneto Orientale e il Prosecco con Santa Margherita e Torresella, il Chianti Classico con Lamole di Lamole e Vistarenni, la Maremma con Tenuta Sassoregale e la Sicilia con Terrelìade.

In particolare tra i vini che il gruppo vinicolo presenterà al prossimo Vinitaly 2013, ci saranno due prodotti in particolare: il Prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene D.O.C.G. di Santa Margherita e l’anteprima del Pinot Nero Maso Reiner 2010 Alto Adige D. O. C. di Kettmeir.

Il prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene Docg è prodotto con il metodo Martinotti-Charmat ovvero mediante la spumantizzazione in recipienti ermetici denominati autoclavi. Il risultato derivante da questo metodo è uno Spumante nel quale vengono esaltate le caratteristiche di fruttato, freschezza e aromaticità del vitigno.

Il vino base è posto in autoclave per la presa di spuma dove fermenta per 18-20 giorni, con l’ausilio di lieviti selezionati, ad una temperatura controllata compresa tra i 14° ed i 16° C. Raggiunta la sovrapressione desiderata (circa 6 bar) la massa viene raffreddata a -4° C per bloccare la fermentazione e favorire la stabilizzazione. In seguito viene mantenuta ad una temperatura controllata di 8°-10° C per almeno un mese, in modo da favorire l’affinamento naturale a contatto con i lieviti. Al termine si procede alla filtrazione e all’imbottigliamento isobarico.

Dapprima si presenta con un colore giallo paglierino scarico, bollicine fini. Nella degustazione olfattiva è di buona intensità, lievemente aromatico, con sentori di mela renetta. Al gusto è morbido, sostenuto da buona acidità e sapidità, con una buona bevibilità.

Eccellente come aperitivo, accompagna stuzzichini e antipasti soprattut­to se particolarmente sapidi o piccanti.

Il Pinot Nero, vitigno che in Alto Adige dà risultati di pregio per terreni idonei, è vinificato in rosso con macerazione delle bucce e un aumento progres­sivo della temperatura di fermentazione sino ad arrivare a 25-27°C.

La metodologia di vinificazione con tempe­rature basse all’inizio del processo permette l’estrazione delle sostanze coloranti tipiche del Pinot Nero e la stabilizzazione delle stesse con i tanni­ni propri dell’uva. A fine fermentazione il vino è travasato in fusti di legno da 30 hl dove avviene l’affinamento per 12-15 mesi.

Nel calice si presenta con un colore rosso rubino, bella trasparenza tipica del vitigno, profumi caratteristici che spaziano da sen­tori di frutti di sottobosco, di ciliegia, sottili  note di vaniglia, di tabacco.

Al palato è asciutto, morbido, con retrogusto persistente e finale lievemente speziato.

Gli abbinamenti consigliati sono con la selvaggina di piuma, brasati e arrosti di carne rossa, zuppe sapo­rite di legumi, formaggi di media stagionatura e salumi altoatesini affumicati.

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