Caporivo è il nuovo progetto di Gennaro Esposito a Vico Equense, una iniziativa dedicata alla cucina mediterranea, alla memoria e alla stagionalità

Nella storica sede di Gennaro Esposito a Vico Equense prende forma Caporivo, una realtà autonoma che trasforma il luogo dove è iniziata la storia professionale dello chef in un laboratorio dedicato alla tradizione gastronomica della Costiera Sorrentina, di Napoli e, più in generale, alla cultura mediterranea.

Il progetto nasce dalla memoria e dall’esperienza dello chef e torna all’essenza della cucina attraverso un principio semplice: andare al mercato, scegliere ciò che la stagione offre e cucinarlo secondo la tradizione. Di conseguenza, Caporivo non propone un menù costruito a priori, ma una cucina quotidiana guidata dalla materia prima, dall’istinto e dalla conoscenza del territorio.

Il nome richiama l’omonima torre di avvistamento che appartiene al paesaggio e alla storia della costa di Seiano, stabilendo così un legame preciso con il luogo in cui affondano le radici professionali di Esposito. Inoltre, questo riferimento accompagna un progetto pensato per esplorare una dimensione gastronomica più quotidiana e spontanea, vicina alla memoria dello chef.

Caporivo, il ritorno alle radici

Esposito ha spiegato che Vico Equense rappresenta la sua casa e il luogo in cui è cresciuto, ricordando che proprio qui, oltre trentacinque anni fa, è iniziata la sua storia professionale. Caporivo nasce quindi dal desiderio di tornare a quelle radici e di dedicarsi alla cucina conosciuta da sempre, lasciando che mercato, stagionalità e istinto determinino ogni giorno ciò che arriva sulla tavola.

Lo chef ha inoltre raccontato di voler riprendere alcuni piatti appartenenti alla propria storia, compresi quelli che risalgono a circa trent’anni fa, quando iniziava il percorso della Torre del Saracino. Allo stesso tempo, Esposito considera Caporivo un progetto capace di guardare avanti, perché parte dalle sue radici più profonde per sviluppare una nuova dimensione della propria cucina.

A Caporivo le materie prime vengono scelte quando esprimono al meglio le proprie caratteristiche e diventano il punto di partenza di una cucina profondamente legata alla tradizione mediterranea. Per questo motivo, il progetto offre anche l’occasione di tornare a studiare e riscoprire ricette, ingredienti e gesti della memoria attraverso l’esperienza maturata da Esposito nel corso della sua carriera.

Una cucina costruita giorno per giorno

La filosofia di Caporivo si riflette anche nella possibilità di scegliere tra due modalità di esperienza gastronomica, entrambe legate alla disponibilità delle materie prime. Gli ospiti potranno infatti ordinare à la carte oppure affidarsi a un percorso di degustazione che lo chef costruirà quotidianamente sulla base dei piatti disponibili, seguendo il mercato e ciò che la stagione offre.

Anche gli spazi conserveranno una dimensione raccolta, pensata per mantenere un rapporto diretto con gli ospiti e con l’esperienza della tavola. Durante il periodo invernale il ristorante accoglierà 25-28 coperti, mentre in estate la capacità salirà a circa 30 persone, preservando così un’atmosfera intima e coerente con la filosofia del progetto.

Il primo servizio di Caporivo è previsto per martedì 22 settembre 2026, quando il nuovo progetto entrerà ufficialmente nel panorama gastronomico di Vico Equense. Il ristorante aprirà a pranzo e a cena, con la sola eccezione della domenica sera e del lunedì, oltre al martedì a pranzo, giornate nelle quali resterà chiuso.

Il prezzo indicativo sarà compreso tra 120 e 150 euro, mentre la formula quotidiana consentirà alla proposta di seguire concretamente la disponibilità del mercato. In questo modo, Caporivo metterà in dialogo la memoria gastronomica del territorio con il percorso personale dello chef, attraverso una cucina che individua nella materia prima, nella tradizione e nell’istinto i propri punti di partenza.

La storia professionale di Gennaro Esposito

Nato a Vico Equense, Gennaro Esposito è chef e patron di Torre del Saracino, ristorante due stelle Michelin nel quale da trentacinque anni sviluppa una cucina fondata su identità, territorio, materia prima e ricerca. La sua attività rappresenta quindi una presenza consolidata nel panorama della cucina italiana contemporanea e mantiene un legame particolarmente forte con la Campania.

Esposito è inoltre ideatore di Festa a Vico, uno degli appuntamenti gastronomici più importanti del panorama italiano, ed è da sempre impegnato nella valorizzazione della cultura gastronomica italiana. Parallelamente, il suo lavoro comprende un’importante attività di formazione delle nuove generazioni, che completa un percorso professionale costruito intorno alla ricerca, alla tradizione e alla valorizzazione delle materie prime.

Con Caporivo, dunque, lo chef torna nel luogo in cui tutto è iniziato per riscoprire una cucina legata alla memoria e alla quotidianità. Il nuovo progetto nasce nella sede storica di Vico Equense e propone un’esperienza nella quale il mercato indica la direzione, la tradizione fornisce le basi e l’istinto dello chef completa ogni giorno il percorso gastronomico.

Informazioni e giorni di apertura

Caporivo si trova in Via Torretta 9, a Vico Equense, e per le prenotazioni mette a disposizione il numero telefonico +39 081 8028555 e l’indirizzo email prenotazioni@caporivo.it. Il primo servizio avrà luogo martedì 22 settembre 2026, mentre il prezzo indicativo dell’esperienza gastronomica sarà compreso tra 120 e 150 euro.

Per quanto riguarda il calendario settimanale, Caporivo concentrerà i servizi dal martedì sera alla domenica a pranzo, mantenendo alcune chiusure fisse. Gli ospiti potranno quindi organizzare la visita secondo il seguente programma:

  • Martedì: cena
  • Mercoledì – sabato: pranzo e cena
  • Domenica: pranzo
  • Chiusura: domenica sera, lunedì e martedì a pranzo.

Caporivo si presenta così come un nuovo progetto nella casa di sempre, capace di unire la memoria gastronomica di Gennaro Esposito con una visione contemporanea della cucina quotidiana. La scelta delle materie prime, il rispetto della stagionalità e il patrimonio delle ricette campane diventano gli strumenti attraverso i quali lo chef torna alle proprie origini e costruisce una nuova esperienza a Vico Equense.

Ugo Dell’Arciprete