Riserva del Nonno, alla scoperta dello spumante iconico affinato per oltre dieci anni nelle Cattedrali Sotterranee Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Riserva del Nonno rappresenta oggi una delle massime espressioni dell’enologia piemontese, un vino che non si limita a occupare un posto sullo scaffale, ma racconta una storia lunga quasi due secoli. La storica casa spumantiera di Canelli ha recentemente presentato il restyling di questo prodotto iconico, trasformandolo in un vero gioiello di stile che celebra l’audacia e lo spirito controcorrente della famiglia Bosca. Il nuovo concept grafico, denominato “Custodi del Tempo”, sottolinea come, all’interno delle celebri Cattedrali Sotterranee dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2014, il tempo non sia un elemento che scorre inesorabile, ma un valore prezioso da proteggere e valorizzare attraverso un affinamento che supera i 120 mesi.
Il segreto dell’affinamento nelle Cattedrali Sotterranee UNESCO
La particolarità della Riserva del Nonno risiede nel suo luogo di nascita e maturazione. Situate nel cuore di Canelli, le cantine storiche Bosca appartengono al prestigioso sito “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato”. In questo ambiente unico, dove la temperatura e l’umidità rimangono costanti, l’arte dell’attesa incontra un rigore produttivo d’altri tempi. Ogni singola bottiglia viene seguita con una dedizione assoluta che sfocia nell’alta artigianalità: il “remuage”, ovvero la rotazione delle bottiglie per convogliare i lieviti verso il tappo, viene eseguito rigorosamente a mano dal mastro cantiniere. Questo processo manuale, unito a una tiratura limitatissima di sole 400 casse, rende ogni sorso un’esperienza irripetibile per i collezionisti e gli amanti delle bollicine d’eccellenza.
Storia e caratteristiche tecniche del Metodo Classico Brut
Questo marchio storico affonda le sue radici in un momento di grande prestigio per la famiglia: la nomina di Luigi Bosca a Cavaliere del Lavoro da parte di Re Vittorio Emanuele III nel 1913.
Ancora oggi, la Riserva del Nonno incarna lo spirito del movimento che, a metà dell’Ottocento, portò alla nascita del primo spumante italiano proprio nel territorio di Canelli.
Dal punto di vista tecnico, il vino segue un protocollo rigoroso: dopo la vendemmia delle uve a bacca bianca, si attendono almeno sei mesi per la rifermentazione, seguiti da un riposo sui lieviti che dura oltre dieci anni. Il risultato è un calice dal colore giallo dorato intenso, caratterizzato da sentori maturi e note boisé che si fondono con aromi complessi di frutta secca, fiori di camomilla e lievito. Al palato, la struttura è avvolgente e secca, con un’acidità perfettamente bilanciata e una gradazione alcolica del 12%.
Bosca: una dinastia tra tradizione e innovazione dal 1831
Fondata da Pietro Bosca nel 1831, l’azienda è oggi guidata dalla sesta generazione della famiglia, rappresentata da Pia, Gigi e Polina Bosca. La realtà canellese ha saputo mantenere un equilibrio perfetto tra il rispetto del passato e una spiccata attitudine all’innovazione, che l’ha portata a esportare i propri prodotti in oltre 40 Paesi.
Oltre alla valorizzazione dei vini storici come la Riserva del Nonno, venduta al pubblico a un prezzo di 55,00 euro, la casa spumantiera è attiva nella ricerca di nuove proposte, incluse soluzioni no alcol e low alcol, rispondendo alle moderne esigenze del mercato globale. Con due stabilimenti produttivi e una presenza consolidata nei principali mercati internazionali, Bosca continua a essere un punto di riferimento per chi cerca bollicine capaci di andare controcorrente, unendo l’eleganza del design alla profondità della storia vitivinicola italiana.


