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Barawards: i vincitori dell’edizione 2020

L’edizione 2020 di Barawardsil premio alle eccellenze dell’ospitalità made in Italy, come bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, hotel – ha premiato  Roma con tre primi posti: Drink Kong è il cocktail bar dell’anno; Faro Caffè Specialty la miglior caffetteria; Casa Manfredi la miglior pasticceria.  

Camparino in Galleria (Milano), Ora d’Aria (Firenze) e Palazzo del Duca (Matera) le rivelazioni dell’anno.

Il premio è promosso da Bargiornale, rivista del gruppo Tecniche Nuove che da oltre 40 anni è la voce più autorevole per il mondo dei professionisti del fuori casa, in collaborazione con Dolcegiornale, Pianeta Hotel e Ristoranti.
Una supergiuria di 100 esperti del mondo dell’ospitalità si sono incontrati on line, come il periodo richiede, e hanno votato, eleggendo (con circa 80mila preferenze espresse)  i 20 vincitori di un’edizione del Barawards caratterizzata da un numero record di candidature (oltre 800 tra locali e professionisti), a testimonianza della tenacia, del coraggio e della resilienza degli imprenditori dell’ospitalità, che con le loro testimonianze hanno raccontato storie di creatività, innovazione e resistenza.  

I campioni del mondo cocktail

Il Premio Roner per il Cocktail bar dell’anno va al Drink Kong di Roma, il bar in stile anni ’80 che Patrick Pistolesi e il suo team hanno saputo proiettare in pochissimo tempo nell’Olimpo dei World’s 50 best bars mescolando sapientemente stili, atmosfere e tecniche di.
Tutt’altra atmosfera nel locale di Yuri Gelmini, Premio Nonino per il Bartender dell’anno. Il suo Surfer’s Garden, a Milano, è un invito alla naturalità. Parlano di natura le due anime del locale: quella addomesticata e curata del giardino che lo ospita, quella più selvaggia dei luoghi dove si va a fare surf. E parlano di natura anche i suoi drink, che si rifanno al mondo delle piante.
Il Bar Team dell’anno, Premio Keglevich, va a una banda d’eccezione: quella del Rita’s Tiki Room di Milano, sapientemente diretta da Andrea Arcaini sotto lo sguardo attento di Edo Nono, creatore del Rita (di cui il Tiki Room è una costola), personaggio carismatico e punto di riferimento di lungo corso per gli amanti del buon bere milanese e per i colleghi bartender.
Doppia soddisfazione per il Camparino in Galleria, storico ritrovo dei milanesi in piazza del Duomo che, sotto l’egida di Campari Group (che lo ha rilevato, ristrutturato e rilanciato) è tornato a fasti importanti. Il locale, affidato a Tommaso Cecca, è il Bar rivelazione dell’anno. E uno dei suoi uomini di punta, Mattia Capezzuoli, è il Bartender under 30 dell’anno.
Il Bartender italiano all’estero dell’anno non poteva che essere Giorgio Bargiani, head mixologist del Connaught Bar di Londra, che sotto la guida di Ago Perrone, altro italiano già vincitore in passato dei Barawards, ha portato questo raffinato bar d’albergo a vincere tutti i più prestigiosi riconoscimenti internazionali (Quest’anno è al primo posto nei World’s 50 best bars).
Protagonista di un altro grande tempio dell’ospitalità di lusso è Luca Angeli, responsabile dell’offerta bar del Four Seasons Milano, che si è aggiudicato il Premio Campari Group Bar Manager dell’anno: puntando su km 0, tanta ricerca e selezione di piccoli produttori ha innalzato l’offerta del bar dell’albergo, che dopo l’esperienza estiva con Nest ed Etro Garden sta per essere completamente ripensata.
Infine, Diego Ferrari è il Brand ambassador dell’anno, categoria spirits. Nell’ultimo anno il poliedrico bartender milanese ha diffuso la conoscenza tra gli addetti ai lavori del Rum Matusalem a colpi di dirette Instagram, webinar e incontri di formazione.

I pionieri della caffetteria 

Ancora una giovane sul gradino più alto del podio del premio Kimbo Barista dell’anno. L’anno scorso Andrea Cremone, under 30, quest’anno Serena Falcitano di Ditta Artigianale di Firenze. A testimonianza del grande contributo delle giovani generazioni nel portare avanti la rivoluzione del caffè (in gergo, gli addetti ai lavori la chiamano la “Third wave coffee”) anche in Italia. E a testimonianza del ruolo primario del locale fiorentino di Francesco Sanapo: Ditta Artigianale è una fucina di talenti.
Prima di Serena, era stato il collega Francesco Masciullo a conquistare il titolo di barista dell’anno (nel 2017).
Il premio Bloom Coffee School per il Bar caffetteria dell’anno va a Faro Caffè Specialty, piccola bottega di qualità a Roma capace di abbinare la cultura del caffè a quella del cibo. Una creatura di Dario Fociani (al secondo posto come Barista dell’anno), che sta per ampliare l’attività con la torrefazione.
Il premio per il Brand Ambassador dell’anno coffee & more è, andato, meritatamente, a Eddy Righi di Caffè Pascucci Torrefazione, grande esperto di assaggio, instancabile divulgatore e attento ricercatore di nuovi prodotti per la caffetteria. 

I maestri del dolce

Terza medaglia d’oro per Roma, che dopo il cocktail bar e la caffetteria dell’anno si aggiudica anche il Premio Van Houten per la miglior pasticceria/gelateria dell’anno: a vincerlo è Casa Manfredi, creatura di Daniele Antonelli e Giorgia Proia, marito e moglie che accolgono i clienti come a casa “dalla colazione al tramonto”. Loro l’invenzione delle torte componibili multistrato da ordinare on line.
Il premio Pasticcere/gelatiere dell’anno se lo aggiudica un grande maestro del gelato: Paolo Brunelli, che nel 2020 non ha lasciato, ma ha raddoppiato (anzi, triplicato), inaugurando a Marzocca il suo terzo punto vendita: Combo. Continuando a produrre “invenzioni”, come il gelato in barattolo. 

Cucine creative

Prendere un piatto povero della tradizione e crearne un format di successo è stata la grande intuizione dello chef Diego Rossi, ideatore di Trippa, ristorante milanese ispirato alle storiche trattorie di una volta che in pochi anni si è piazzato ai vertici delle classifiche di gradimento di clienti e, nel nostro caso, addetti ai lavori. È Diego Rossi infatti il vincitore del premio Rum Diplomático Cuoco dell’anno.
A fregiarsi del Premio Ristorante rivelazione dell’anno è Ora d’Aria di Firenze, creatura dello chef Marco Stabile che nel travagliato 2020 ha saputo reinventarsi con ben quattro linee tra asporto e delivery: OradariaLAB (asporto), Oradaria a casa (delivery), Minuto d’aria (prodotti eccellenti o piccole preparazioni di OradariaLAB da gustare in ogni ora del giorno)  e Regala un’ora d’aria (il delivery ordinato non per sé ma per amici o parenti).
Il premio per il Ristorante d’albergo dell’anno va a un altro stellato: il Don Geppi Restaurant del Majestic Palace Hotel di Sant’Agnello, l’hotel della costiera amalfitana che con il grande lavoro di Lucio d’Orsi è diventato un punto di riferimento per chi vuole mangiare e bere bene (il suo bar, il Dry Martini Sorrento, è sul podio nella categoria cocktail bar).
Il premio per il bar l’albergo dell’anno va invece al Bulk Mixology Food Bar dell’Hotel Viu Milan, che lo chef Giancarlo Morelli ha voluto all’altezza della sua cucina.

Ospitalità d’eccellenza

Una delle novità di Barawards 2020 è l’ampliamento dei premi riservati all’hotellerie, altro fondamentale tassello dell’ospitalità made in Italy.
Il Premio Hotel dell’anno è andato a un gioiello dell’ospitalità: il Four Seasons Firenze, sontuosa dimora fiorentina, che nel 2020 ha tra i primi raccolto la sfida di riaprire, puntando a rendere l’albergo – ancor più di prima – un punto di riferimento anche per la clientela locale, in attesa del ritorno dei turisti internazionali.
Il Premio Hotel rivelazione dell’anno va al Palazzo del Duca di Matera, altro grandioso esempio di trasformazione di una antica dimora nobiliare in un “tempio” dell’ospitalità grazie a un sapiente lavoro di ristrutturazione capace di esaltare gli spazi originari impreziosendoli con l’uso di materiali e tecniche tradizionali e con il meglio dell’artigianato locale.
Tutto al femminile il podio del Premio Hotel manager dell’anno: se lo aggiudica Sara Abdel Masih, direttrice dell’Hotel dei Cavalieri e dell’Hotel Square di Milano, davanti a Veronica Revel Chion del Royal Hotel di Courmayeur (Ao) ed Elisabetta Dotto dell’Hotel Ambra di Cortina d’Ampezzo (Bl).

 La forza di innovare: Premio innovazione dell’anno

Ai Barawards 2018 è stato assegnato anche un premio ai prodotti più innovativi lanciati sul mercato del fuori casa nell’ultimo anno.

Si sono aggiudicati i premi i seguenti prodotti:

Bevande: Alpex, Fonte Plose (gamma di toniche)
Alcolici: Vermouth del Cavaliere, Lucano 1894
Superalcolici: Aqva di Gin, Bespoke distillery Spirit Club (collezione di fragranze alcoliche)
Food: Patatas Nana Fiammiferi, Patatas Nana (patatine a forma di fiammifero, gluten free)
Attrezzature&Tecnologie: Zero Espresso Coffee Machine, Dalla Corte (macchina per caffè)
Accessori&Strumenti di servizio: Bianca, Costadoro (campana contenitrice di caffè in grani)
A questi si aggiunge la Menzione speciale green, per il prodotto a maggior contenuto di sostenibilità, novità dell’edizione 2020: ad aggiudicarsela è stata Tequila La Dama di Compagnia dei Caraibi.

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