A tutta birra !

 Una storica birra bavarese, rigorosamente BIO“Trink, trink, Brüderlein trink, lassen die Sorgen zu Haus” è la canzone scritta e musicata tra le due guerre dal cabarettista tedesco Wilhelm Lindemann che invitava a bere birra e a lasciare i dispiaceri a casa.

Il testo, divenuto popolare, veniva cantato in compagnia, in lunghe tavolate dove i commensali ondeggiavano insieme, al ritmo della musica. Oggi per lo più non si beve birra per dimenticare, ma la tendenza è il gustare un prodotto di alta qualità, riconoscendo e distinguendo le sue caratteristiche per goderne a pieno. 

Il carattere comune dichiarato di tutte le birre bavaresi è l’aspirazione alla purezza, una posizione codificata fino dalla notte dei tempi, quando il duca Guglielmo IV di Baviera emanò nel 1516 il suo Reinheitgebot, cioè l’editto della Purezza, con l’intento di regolamentare la produzione della birra, dapprima nell’ambito della sola città di Monaco e poi, visti gli ottimi risultati, estendendolo a tutta la Baviera.
Notizia curiosa è che se nell’antica Babilonia i sofisticatori di birra venivano annegati nella birra da loro prodotta, in Baviera la punizione si limitava a obbligare i colpevoli a berla, incatenati, in prigione. La legislazione bavarese riguardante il cibo, comunque, risalendo a più di cinquecento anni fa, risulta la più antica nel mondo.
Fino da allora gli ingredienti prescritti per la birra, definita con rispetto e quasi devozione “il nettare degli Dei”, consistono in luppolo,  malto, lievito e acqua. Non è un caso che la birra bavarese sia oggi la più conosciuta e apprezzata al mondo. 

Alla presentazione alla stampa delle attrattive del turismo in Germania, tenuta a Milano nel mitico Goethe Institute, sono state illustrate le nove più rinomate città della Baviera orientale, adagiate nei tipici paesaggi quali la Foresta Bavarese, la Foresta dell’Alto Palatinato, il Giura Bavarese e la regione del golf e delle Terme. Di Ratisbona, Straubing, Deggendorf e Passavia  si è parlato per il loro legame con il Danubbio, su Landshut, Dingolfing e ancora Ratisbona, città patrimonio mondiale dell’umanità, ci si è soffermati anche per il valore economico aggiunto, conferito dagli stabilimenti di produzione BMW installati sul loro suolo e infine le città di Weiden, Amberga e Neumarkt, accomunate dalla vivacità culturale, sono state segnalate per il loro culto della birra prodotta con altissimi standard qualitativi e quantitativi. 

Come accennato da Stephan Moder, nella sua appassionata relazione, in Baviera Occidentale sono attive ben centosessanta fabbriche di birra che producono più di mille tipologie diverse.  C’è da perdersi.
Ottima idea è stata il focalizzarsi su un birrificio della sua regione il Neumarketer Lammsbrau che produce solo ottima birra biologica.
E’ il più antico a utilizzare ingredienti Bio da coltivazioni organiche in Germania, e forse nel mondo. Il relatore ha offerto di degustare quattro differenti etichette, illustrandone con linguaggio immaginifico le qualità. Diverse tra loro ma tutte squisite.
La Urstoff che, a bassa fermentazione con una nota di ruggine, è caratterizzata da un colore dorato quasi mielato, la Edelhell che, con delicate note fruttate, dona un’esperienza di gusto piacevolmente piccante, la Weiβe che si riconosce dall’aroma di banana e di albicocca, con sentore di limone e chiodo di garofano e, per finire, la Dunkel, il cui aspetto castano vellutato  preannuncia il gusto di caramello e di cioccolato amaro.

L’obiettivo del Dottor Franz Ehrnsperger, proprietario della fabbrica, di preservare l’ambiente per le generazioni future ben si sposa con le scelte del nuovo turismo ecosostenibile che ama mangiar sano, magari a chilometro zero, e muoversi a piedi o in bicicletta, previlegiando i contatti umani e la gioia di vivere bene con sé stessi a contatto con la natura.

Germany, Bavaria, Munich – English Garden.

Ecco che, scesi dalla bicicletta, è un imperdibile piacere bere una birra spumeggiante,  meglio se in compagnia, perché no, della persona con cui ci si sente bene, brindando come si usa ora all’insegna di “In die augen schauen”, appunto, guardandosi negli occhi, con sincerità. Mai come oggi ce n’è bisogno. 

di Maria Luisa Bonivento

www.ostbayern-tourismus.de

www.germany.travel/it/ms/viaggi-sostenibili/sostenibilita.html

 

By | 2020-02-21T10:27:38+00:00 Febbraio 2020|Food|