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La solidarietà batte nel cuore di sfogliatella di Antonio Ferrieri

Un nuovo “robot” per il pronto Soccorso dell’ospedale Santobono

“So doje sore: a riccia e a frolla. Miez’ a strada, fann’ a folla. Chella riccia è chiù sciamante: veste d’oro, ed è croccante, caura, doce e profumata. L’ata, ‘a frolla, è na pupata. E’ chiù tonna, e chiù modesta, ma si a guarde, è già na festa! Quann’e ncontre ncopp’o corso te vulesse magnà a muorze. E’ sti ssore accussì belle sai chi so’? So’ ‘e sfugliatelle!”

E sì, proprio così è davvero arduo attraversare la piazza Garibaldi di Napoli in Corso Novara 1/E senza essere rapiti dal profumo soave di questi tipici dolci partenopei sfornati a migliaia – oltre 4000 al giorno – dalla pasticceria inaugurata nel 1987 “Cuori di Sfogliatella “ di Antonio Ferrieri. L’iniziativa di solidarietà, presentata oggi, è volta a sostenere l’acquisto di un robot in grado di rilevare tutti i parametri vitali in pochi attimi ed eventuali anomalie e crisi dei piccoli pazienti che arrivano al Pronto soccorso dell’Ospedale oncologico Santobono Pausillipon di Napoli. E’ questo l’intento che si pone l’iniziativa promossa dall’imprenditore napoletano Antonio Ferrieri. Si tratta di un progetto al quale hanno aderito quattro importanti chef della Campania: Lino Scarallo, stella Michelin di Palazzo Petrucci; Paolo Barrale, stella Michelin di Marennà; Vincenzo Guarino, chef che ha portato l’Accanto di Vico Equense ad ottenere l’ambita stella e che ora si è trasferito in Toscana, al Pievano di Siena, per una ulteriore crescita ed Alfonso Crisci,di Taverna Vesuviana, ambasciatore della cucina italiana nel mondo.Gaetano Iacovelli presenta i cuori di sfogliatella-2

Ciascuno di questi quattro chef ha realizzato per Cuori di Sfogliatella un cuore di gourmet, per la linea salata. Il ricavato della vendita di questi quattro cuori stellati servirà a finanziare il progetto «Monitor per le funzioni vitali» del Santobono, fino alla totale copertura dei costi per l’acquisto del nuovo robottino. Le sfogliatelle gourmet ideate da i quattro noti chef sono nell’ordine: La Riccia ripassata, con un cuore cremoso di scarola, di Scarallo; La Genovese, con cipolla ramata, spezie e cacao di Barrale; La Ragù, al ragù napoletano con stracciata di bufala affumicata di Guarino e La Vesuviana, un armonico composto di baccalà (squisito) pomodori canditi, polvere di nocciola e germogli di rapa rossa. Le ricette sono state poi concretizzate dalle sapienti mani di Gaetano Iacovelli, che con i suoi 20 collaboratori hanno preparato le guantiere a cui i famelici fortunati ospiti si sono “avvicinati”. “Il costo della sfogliatella resta invariato a due euro – ci dice l’imprenditore Antonio Ferrieri – poiché la campagna di solidarietà sarà interamente sostenuta dalla nostra azienda,così come facemmo nello scorso Natale”.Pertanto il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficienza fino alla integrale copertura dei costi per l’acquisto del robottino, che si unirà ad altri già presenti nel nosocomio napoletano. Emanuela CapuanoLa Dott.ssa Emanuela Capuano, che si occupa di coordinare i fondi raccolti dall’Associazione Santo Bono presieduta dal Dott. Antonio Tramontano, ci chiarisce che il costo del robot e di tremila euro e che l’iniziativa dal titolo “Sfogliatelle con le stelle” sarà evidenziata con una targa applicata sullo strumento diagnostico. “Facciamo molte inaugurazioni – continua la Dr. Tramontano – poiché i benefattori voglio vedere la realizzazione dei progetti a cui hanno partecipato”. In 25 anni possiamo dire che la sperimentazione può dirsi conclusa, la qualità è alla base del prodotto dell’antica pasticceria che ha consentito che la classica sfogliatella napoletana evolvesse sulla scia della tradizione. Antonio Ferreri è stato il primo e il solo a realizzare artigianalmente 25 diversi cuor di sfogliatelle tra dolce e salato. La prima nata è stata quella salsiccia e friarielli poi sono seguite: zucchine e provola, fiori di zucca e provola, ricotta e salame, spinaci e ricotta, uova con provola e melanzane, scarola e provola, peroni e provola.

Harry di Prisco

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