Al Salice Blu torna il piatto leggendario della tradizione lariana tra convivialità, storia e l’arte dello chef Luigi Gandola.
Bellagio non è solo una meta turistica internazionale. È anche la custode di una cucina antica e profondamente legata alla terra. Per valorizzare questo patrimonio, il ristorante Salice Blu lancia una nuova iniziativa: le “Domeniche del toc”.
Dal 1° febbraio al 29 marzo, ogni domenica a pranzo, lo chef Luigi Gandola riporta in tavola la storia di Bellagio. Non è una semplice scelta di menù, ma un omaggio ai piatti che per oltre un secolo hanno unito le famiglie locali nei momenti di festa.
Il toc: un rito collettivo da mangiare con le mani
Il protagonista assoluto è il toc, il piatto simbolo del Lago di Como. Molti lo confondono con una normale polenta, ma la realtà è molto più complessa. Richiede una cottura lenta, tanta pazienza e braccia forti per mescolare. Lo chef unisce alla farina abbondante burro e formaggi locali, fino a ottenere una consistenza setosa e ricca.
La tradizione prevede un rituale preciso. Il paiolo di rame resta al centro della tavola. I commensali non usano le posate: il toc si mangia con le mani, formando piccole palline con le dita. Al Salice Blu questa tradizione è di casa fin dall’apertura nel 1973 e rappresenta ancora oggi un atto di amore verso le radici della famiglia Gandola.
Ingredienti locali e materie prime d’eccellenza
Lo chef Luigi Gandola seleziona con cura ogni ingrediente per garantire il sapore autentico di un tempo. La base del piatto è la farina gialla di mais Scagliolo, macinata a pietra e coltivata a Garlate. Questa varietà si distingue per un profilo aromatico intenso, legato alla storia agricola del territorio.
Il condimento nasce dall’incontro tra il burro d’alpeggio e i formaggi della Latteria Sociale di Bellagio. Il banchetto non finisce qui. Attorno al paiolo ruotano altri sapori tipici: i missoltini del lago, i salumi artigianali e la gallina fredda ripiena. Per chiudere in dolcezza, il ristorante propone la miascia, la tipica torta di pane e frutta, insieme al ragèl, il digestivo caldo preparato direttamente nel paiolo sporco di toc.
La filosofia della lentezza secondo Luigi Gandola
Le “Domeniche del toc” cancellano la formalità dei ristoranti classici. L’obiettivo è recuperare una convivialità sincera. Gli ospiti possono scegliere tra i tavoli classici o i gruppi condivisi da 15–20 persone. In questo modo, il pranzo diventa un’occasione per socializzare e stare insieme, proprio come accadeva nelle case dei nonni.
«Il toc accompagna le feste dei bellagini da oltre centocinquant’anni», spiega lo chef Luigi Gandola. «Oggi lo riproponiamo perché crediamo nel valore della comunità e della lentezza. Non è nostalgia, è un modo per raccontare chi siamo attraverso la tavola».
In un mondo che corre sempre più veloce, il Salice Blu invita a fermarsi per riscoprire il piacere di un sapore che non ha tempo.


Ingredienti locali e materie prime d’eccellenza