La pizza di Sant’Antuono

 

Festeggiata con mestizia la prima ricorrenza del riconoscimento Unesco

Oggi le pizzerie in città sono chiuse per la festa di Sant’Antuono“, questa la notizia che avremmo potuto leggere sui giornali dell’inizio del ‘900 quando il festeggiamenti per il santo patrono erano davvero sentiti, le pizzerie chiudevano il pomeriggio per consentire di vivere in famiglia questa giornata. Le famiglie dei pizzaioli napoletani infatti erano solite chiudere le loro pizzerie il 17 gennaio per celebrare  Sant’Antuono, il santo del fuoco, protettore dei fornai, attorno ad un grande fuoco propiziatorio. A quei tempi tutti avevano vicino al forno a legna un’immagine del Santo, che ancora oggi è possibile trovare in alcune pizzerie storiche della città di Napoli, come ancora oggi si festeggia la ricorrenza con grandi falò.

La pizza di Sant’Antuono

Sergio Miccù – Crescenzo Capuozzo

Purtroppo ben altre notizie hanno oggi riportato i quotidiani per lo scoppio di un ordigno davanti alla pizzeria di Luigi Sorbillo, nel cuore di Napoli antica. A distanza di un anno dall’istituzione ufficiale da parte della Giunta Comunale di Napoli, la città ha celebrato l’ingegno, il lavoro e la creatività di uno dei mestieri più simbolici della storia partenopea con la prima “Giornata Cittadina del Pizzaiolo Napoletano”.

lo scorso 17 gennaio, in onore del Santo Protettore del Pizzaiuolo, le pizzerie della città Metropolitana che aderiscono all’iniziativa hanno proposto ai cittadini e ai turisti una pizza speciale dedicata al Santo.

La ricetta richiama nei colori e nei sapori lo spirito della festa di Sant’Antuono che tradizionalmente dava l’avvio al periodo di Carnevale. Si tratta di  una pizza che riporta gli ingredienti della tradizionale lasagna napoletana e quindi al pomodoro, olio, mozzarella e basilico della classica Margherita vengono aggiunti la salsiccia, il salame piccante e la ricotta.

Il provvedimento Comunale, richiesto dalle due Associazioni dei pizzaiuoli napoletani (“Associazione Verace Pizza Napoletana” e “Associazione Pizzaiuoli Napoletani”), si inscrive tra le iniziative cittadine che hanno lo scopo di festeggiare e valorizzare concretamente il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità, avvenuto lo scorso dicembre 2017 da parte della Commissione Unesco.La pizza di Sant’Antuono

Rosario Lopa portavoce consulta nazionale dell’agricoltura, già delegato alla Provincia di Napoli per il settore agroalimentare ha così commentato: “Questa giornata sancisce in maniera forte che la valorizzazione delle metodiche di lavorazione dei nostri pizzaiuoli rappresenta un valore indiscutibile del prodotto, sintesi della dieta mediterranea. Oggi ancor di più bisogna ribadire l’unione e l’aggregazione di tutti i componenti del comparto  pizza per far si che la pizzeria del territorio campano diventi non solo presidio di cultura enogastronomica ma anche di  legalità. Noi come sempre ci mettiamo la faccia a fianco dei nostri pizzaiuoli“.

Gli fa eco Sergio Miccù presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani: ” Oggi dovevamo festeggiare il primo compleanno del riconoscimento della pizza nel patrimonio Unesco e il nostro santo patrono, Sant’Antuono Abate. L’episodio della bomba alla pizzeria di Gino Sorbillo non ha frenato la nostra voglia di festeggiare, per dimostrare a tutti che nessuno ci fermerà mai e continueremo la battaglia contro la piaga del racket. Colpendo Sorbillo hanno voluto colpire la categoria e tutta la città di Napoli poiché la pizza e i pizzaiuoli sono l’emblema stesso della nostra città”. Potremmo dire – come ha detto un pizzaiuolo – che la pizza è  la ruota intorno alla quale gira tutta Napoli, dalla sua millenaria cultura all’enogastronomia, che meglio rappresenta la sintesi della napoletanità.

La pizza di Sant’Antuono

Crescenzo Capuozzo

Dal canto suo, Crescenzo Capuozzo, che si è aggiudicato lo scorso anno il primo posto ai campionati mondiali di pizza classica disputatisi sul lungomare di Napoli: ” Per noi pizzaiuoli questo è il primo anniversario del riconoscimento Unesco che si celebra il giorno del nostro patrono. Mi dispiace di quello che è capitato alla pizzeria di Gino Sorbillo, questa giornata che doveva essere un giorno di festa per tutta la nostra categoria, spero proprio che il prossimo anno ci sarà Gino con noi per festeggiare insieme. Siamo molto contenti che l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani ha scelto il nostro locale, il Piccantino di Quarto, per festeggiare. Gestisco la pizzeria insieme a mio padre Giovanni e a mio fratello Gianluca che invece si occupa della sala.”

Il Vicesindaco Enrico Panini  in occasione della festa di Sant’Antuono, ha rappresentato il sindaco De Magistris presso la Scuola di Formazione dell’Associazione Verace Pizza Napoletana in Via Capodimonte  insieme al Cardinale Sepe e alle Associazioni dei pizzaiuoli (Verace Pizza Napoletana, Pizzaiuoli Napoletani e altre) per celebrare la prima Giornata Cittadina del Pizzaiuolo Napoletano. L’evento rappresenta un’ulteriore opportunità per esprimere in modo corale solidarietà ai pizzaiuoli Gino Sorbillo e a Mario Granieri per gli atti vili e criminali subiti nei giorni scorsi.

Harry di Prisco

 

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By | 2019-01-19T02:14:37+00:00 Gennaio 2019|Eventi|