Dal gin dei Rolling Stones alla vodka alle mele: Starhotels Collezione, con gli iconici hotel londinesi The Franklin e The Gore, lancia una linea esclusiva di distillati artigianali ispirati al rock e ai giardini segreti.
Starhotels Collezione consolida il proprio legame con l’eccellenza britannica attraverso il lancio di una collezione inedita di spirits artigianali. Protagonisti di questa operazione sono due tra gli indirizzi più prestigiosi dell’hotellerie londinese, The Franklin e The Gore, che hanno deciso di imbottigliare l’essenza liquida dei propri bar. Non si tratta di una semplice operazione commerciale, ma di un progetto di micro-distillazione che punta a offrire agli ospiti un’esperienza sensoriale strettamente legata all’identità storica e botanica dei due hotel. La nuova linea, prodotta in tirature limitate, comprende gin e vodka studiati per riflettere il carattere distintivo dei quartieri di Knightsbridge e Kensington.
L’essenza botanica di Knightsbridge al The Franklin Bar
Il fascino intramontabile del The Franklin London risiede nella sua capacità di offrire un rifugio di quiete in una delle zone più vibranti della capitale inglese. Situato in un elegante palazzo vittoriano che si affaccia sui rigogliosi Egerton Gardens, l’hotel ospita il celebre The Franklin Bar. Questo spazio, caratterizzato da un raffinato stile Art Decò con specchi anticati e velluti preziosi, è diventato il punto di partenza per la creazione del Forbidden Garden Gin.
Il distillato è un omaggio diretto alla vegetazione che circonda la struttura. Al palato, la bevanda si apre con note agrumate molto vivaci. Poi evolve verso sentori erbacei e una leggera speziatura che richiama i profumi dei giardini segreti londinesi. La collezione dedicata a questo indirizzo si arricchisce anche della Whisper Vodka. Distillata partendo da mele britanniche, questa vodka si distingue per un profilo estremamente levigato e morbido. È pensata infatti per essere apprezzata sia nei grandi classici della mixology che in creazioni contemporanee più audaci.
Lo spirito rock ‘n’ roll del Bar 190 al The Gore
Spostandosi verso la Royal Albert Hall, l’atmosfera cambia radicalmente entrando al The Gore London. Questo hotel è un vero e proprio tempio della storia culturale e musicale britannica. Il suo cuore pulsante è il Bar 190. Il locale è rimasto impresso nella memoria collettiva per aver ospitato, nel 1968, lo scatenato party di lancio dell’album Beggars Banquet dei Rolling Stones. Per celebrare questa eredità “ribelle”, l’hotel ha presentato il Rock Royalty Gin, un distillato dal carattere deciso e giocoso che bilancia intensità agrumata e dolcezza fruttata.
La proposta del The Gore prosegue con un soft pink gin, una variante più delicata e aromatica dove dominano la lavanda e la camomilla, offrendo un finale persistente e floreale. A completare il trittico dedicato allo spirito rock della struttura troviamo la Rock Star Vodka, un prodotto che aggiunge profondità ai cocktail grazie a un profilo leggermente speziato. Questi distillati non sono solo bevande, ma raccontano la stratificazione storica di un hotel che ha fatto dell’accoglienza un’arte intrisa di musica e stile vittoriano.
Sostenibilità e artigianalità: il cuore della produzione
Un elemento centrale di questa nuova iniziativa firmata Starhotels Collezione è l’impegno verso una produzione consapevole. Per la realizzazione dei distillati è stata scelta la distilleria londinese Tiny Tower Liquor, nota per il suo approccio rigorosamente artigianale. La scelta di un partner locale non è casuale. La vicinanza geografica permette di ridurre drasticamente l’impatto ambientale legato ai trasporti, in piena armonia con le politiche di sostenibilità del Gruppo.
Le botaniche utilizzate nella produzione sono selezionate accuratamente sul territorio, garantendo una qualità superiore che solo le piccole tirature possono offrire. Ogni bottiglia da 50cl, in vendita al prezzo di £45 presso le due proprietà, rappresenta quindi un pezzo di artigianato londinese. Questa operazione dimostra come l’alta hotellerie stia evolvendo verso un modello dove il prodotto “fatto in casa” non riguarda più solo la cucina, ma si estende alla bottigliera, creando un legame indissolubile tra il territorio e il bicchiere dell’ospite.


