Naturasì rilancia il dibattito sul valore reale degli alimenti biologici con una campagna che riconosce agli agricoltori il ruolo di custodi del Pianeta.
Gli agricoltori biologici e biodinamici sono custodi del Pianeta, un valore che deve essere riconosciuto anche economicamente perché, oltre al cibo, producono benefici ambientali fondamentali per la collettività.
Con la campagna “Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra”, Naturasì accende i riflettori sul prezzo degli alimenti, mettendo al centro il contributo concreto garantito agli agricoltori per i servizi ecosistemici che assicurano ogni giorno.
Infatti, chi coltiva secondo i principi del biologico e del biodinamico non produce soltanto alimenti, ma anche aria e acqua pulite, suolo fertile, tutela della biodiversità e contrasto alla crisi climatica, offrendo servizi essenziali alla salute delle persone e dell’ambiente.
Il modello Naturasì e i servizi ecosistemici
Da anni si parla nelle istituzioni nazionali e internazionali di servizi ecosistemici e della necessità di attribuire loro un valore economico, tuttavia Naturasì ha scelto di applicare concretamente questo principio, rendendo trasparente il compenso riconosciuto agli agricoltori.
Si è iniziato da prodotti base come l’insalata: a fronte di un costo di produzione di 1,33 euro al chilogrammo, comprensivo di lavoro agricolo, costi colturali, imballaggio e controlli qualità, l’insegna riconosce al produttore 2 euro al chilo, pari a 0,67 euro in più.
Questo differenziale rappresenta il contributo destinato a remunerare i servizi ecosistemici, ovvero benefici collettivi quali la fertilità del suolo, la qualità dell’aria e dell’acqua e la tutela della biodiversità.
Allo stesso modo, la campagna coinvolgerà 350 negozi Naturasì in tutta Italia e si concentra anche sui finocchi, per i quali, a fronte di un costo di produzione di 1,25 euro al chilo, vengono corrisposti 1,80 euro, con un sostegno aggiuntivo di 55 centesimi destinato ai servizi ecosistemici.
La campagna 2026 presentata a Roma
Per diffondere il messaggio e sensibilizzare l’opinione pubblica, Naturasì, a seguito della campagna 2025 sul prezzo trasparente del cibo, quest’anno lancia la campagna 2026 compiendo un passo ulteriore.
Distingue, così, in modo esplicito il prezzo del prodotto da quello riconosciuto per i servizi ecosistemici garantiti dall’agricoltore.
Il valore economico dei servizi ecosistemici
Secondo uno studio avviato nel 1997 da Robert Costanza e aggiornato nel 2014, il valore dei servizi ecosistemici supererebbe di circa il doppio il PIL mondiale, con stime recenti che lo collocano intorno ai 150 mila miliardi di dollari.
Per quanto riguarda l’Italia, una ricerca pubblicata su Ecological Indicators ha stimato che ogni anno gli ecosistemi nazionali generino benefici pari a 71,3 miliardi di euro, evidenziando tuttavia perdite significative nella capacità di protezione dagli eventi dannosi e nell’assimilazione degli inquinanti in diverse province.
Inoltre, secondo quanto riportato da Ispra, la perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici rappresenta un fattore di rischio per la diffusione di malattie batteriche, virali e parassitarie che possono colpire l’uomo, il bestiame, le colture e la fauna selvatica.
Pertanto, diventa urgente promuovere una maggiore consapevolezza sociale e un cambiamento nelle modalità di acquisto, a partire proprio dai beni alimentari di uso quotidiano.
Consapevolezza e futuro del cibo biologico
Come sottolineato dal presidente Fabio Brescacin, conoscere questi valori consente di comprendere che acquistare un prodotto biologico o biodinamico significa investire non solo nella qualità dell’alimento, ma anche nella salute personale e ambientale.
Al contrario, pagare un prezzo troppo basso comporta inevitabilmente costi nascosti che ricadono su qualcuno o su qualcosa, con effetti che possono incidere negativamente sugli equilibri naturali e sociali.
L’obiettivo della campagna è dunque sensibilizzare i cittadini sul reale valore del cibo biologico, anche attraverso l’approccio scientifico del True cost of food, sempre più riconosciuto a livello internazionale.
Il tema si inserisce inoltre in un contesto globale in cui strumenti come i Sistemi di Pagamento per i Servizi Ecosistemici, i mercati del carbonio e quelli della biodiversità stanno acquisendo crescente rilevanza economica e strategica.
Naturasì è la principale insegna italiana di negozi specializzati in prodotti biologici e naturali, con 350 punti vendita sul territorio nazionale, e da 40 anni promuove un’agricoltura rispettosa dell’ambiente capace di garantire cibo sano e di qualità.
Ugo Dell’Arciprete


