Tra rito e innovazione, ecco come le eccellenze emiliane si preparano a conquistare le tavole contemporanee tutto l’anno.
La tradizione non è un concetto statico, ma un valore in continua evoluzione. Questo è il messaggio centrale emerso durante l’ultima giornata di formazione organizzata dal Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP, tenutasi nella prestigiosa cornice di Villa La Personala a San Giacomo Roncole Mirandola. L’incontro, realizzato con il prezioso contributo del MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), ha tracciato una linea netta sul futuro di questi due giganti della gastronomia italiana, che vantano oltre cinque secoli di storia.
Sotto il titolo emblematico “Il gusto che resta in un futuro che cambia”, esperti del settore e rappresentanti del Consorzio hanno analizzato come queste eccellenze a indicazione geografica protetta debbano oggi imboccare due percorsi di sviluppo distinti per rispondere alle nuove esigenze del mercato globale e dei consumatori contemporanei.
Analisi Eumetra: due identità per due diversi target
Il cuore del dibattito è stato alimentato dalla ricerca “Shopper precotti: analisi integrata quali-quantitativa sui consumatori”, curata dalla società Eumetra. I dati raccolti hanno evidenziato una netta separazione nella percezione dei due prodotti da parte del pubblico.
Lo Zampone Modena IGP conferma la sua natura di “prodotto istituzionale”, profondamente legato alla ritualità e alla simbologia delle festività natalizie. È il protagonista indiscusso della tavola del 31 dicembre, apprezzato soprattutto da un target di consumatori più maturo che ne ricerca la rassicurante tradizione.
Al contrario, il Cotechino Modena IGP sta vivendo una vera e propria metamorfosi identitaria. Secondo le analisi, viene percepito come un prodotto più leggero, meno grasso e decisamente più flessibile. Questa duttilità lo rende adatto non solo ai grandi pranzi in famiglia, ma anche a contesti più informali, trasformandolo da “piatto delle feste” a “scelta d’occasione” per tutto il periodo invernale.
La sfida del Consorzio: il Cotechino oltre lo zampone
Il piano d’azione del Consorzio per i prossimi anni è chiaro: posizionare il Cotechino Modena IGP come un secondo piatto a base di carne moderno e nutriente. Essendo naturalmente ricco di proteine e di facile preparazione, il prodotto si candida a diventare un ingrediente fisso nei menù domestici e della ristorazione durante tutti i mesi freddi.
Non si parla solo di accompagnamento con lenticchie: la sfida è l’inserimento del Cotechino in contesti inediti, come il mondo dell’aperitivo, dove può essere proposto in versione finger food. Questa strategia mira a slegare il prodotto dal calendario stretto del Natale per abbracciare un consumo più quotidiano e trasversale, capace di attrarre anche le generazioni più giovani.
Il successo della campagna radiofonica e l’awareness
L’efficacia di questa nuova narrazione è stata confermata dai risultati della campagna radiofonica andata in onda lo scorso dicembre. Un’indagine post-test condotta da Teleperformance ha rivelato dati estremamente positivi: il 37% del campione intervistato ha riconosciuto gli spot, dimostrando un’alta memorabilità del messaggio.
Ancora più significativo è il dato relativo alla “call to action”: il 39% di chi ha ascoltato lo spot ha attivamente cercato informazioni sul sito ufficiale del Consorzio. Il gradimento è rimasto elevato per entrambi i prodotti, con una preferenza del 44,4% per lo Zampone e del 42,3% per il Cotechino, a dimostrazione che il pubblico è pronto a recepire linguaggi diversi per prodotti diversi.
Alta cucina e versatilità: lo show-cooking stellato
A confermare che il nuovo posizionamento non è solo un’ambizione teorica ma una realtà gastronomica, l’evento si è concluso con le creazioni di due nomi illustri della cucina italiana: Igles Corelli e Luca Marchini.
Igles Corelli (5 stelle Michelin in carriera), paladino della cucina circolare, ha presentato un “Cotechino Modena IGP al sesamo nero, con insalata di frutta, verdura e Aceto Balsamico Tradizionale DOP”.
Luca Marchini (Ristorante L’Erba del Re), ha invece puntato sulla reinterpretazione della tradizione con le sue “Polpette di Cotechino Modena su salsa di datterini e Parmigiano Reggiano”.
Queste proposte hanno dimostrato come l’eccellenza IGP possa trasformarsi in un ingrediente tecnico di alto livello, capace di dialogare con acidità, croccantezza e freschezza, lontano dagli schemi classici.
Il commento del Presidente Paolo Ferrari
In chiusura della giornata, il Presidente del Consorzio, Paolo Ferrari, ha sottolineato l’importanza di questo cambio di passo:
“Questo evento ci consente di mettere a fuoco le sfide in un contesto economico e sociale in continua evoluzione. Il ruolo del Consorzio non è solo quello di proteggere l’autenticità e il rispetto del disciplinare, ma anche quello di accompagnare aziende e consumatori verso nuove modalità di consumo, promuovendo innovazione e sostenibilità.”
L’obiettivo per il 2026 e oltre è dunque chiaro: preservare il mito dello Zampone innovandone il racconto e liberare il potenziale culinario del Cotechino per renderlo protagonista della tavola contemporanea.


