Nel cuore del Monferrato prende vita un’esperienza gastronomica intima e spettacolare: lo Chef’s Table di Adagio. Un solo tavolo, pochi ospiti, dodici portate d’autore preparate dal vivo dallo chef Mario Maniscalco per un viaggio esclusivo tra Sicilia e Piemonte.
Un viaggio sensoriale tra cucina dal vivo e territorio
Nel cuore vibrante del Monferrato, tra colline silenziose e vigneti ordinati, nasce un’esperienza gastronomica esclusiva che unisce il fascino della cucina dal vivo al lusso dell’alta ristorazione. Si chiama Chef’s Table di Adagio ed è la nuova proposta immersiva firmata dallo chef Mario Maniscalco, talento siciliano trapiantato in Piemonte, classe 1993. Dodici portate, sei ospiti, un solo tavolo: l’inizio di un viaggio sensoriale che attraversa le radici più profonde del gusto.
Una location d’incanto: Adagio al Relais Almaranto
Ad ospitare questa esperienza è il ristorante Adagio, raffinata insegna fine dining da 30 coperti situata all’interno del Relais Almaranto, a Calamandrana, in provincia di Asti. Qui, tra le mura di un antico fienile del Settecento sapientemente ristrutturato, lo chef Maniscalco porta in scena una cucina che racconta due mondi: la solarità siciliana e la compostezza piemontese, fusi in un equilibrio di tecnica, memoria e innovazione.
Il nuovo Chef’s Table si svolge in una sala riservata, dove l’intera postazione di cucina si trasferisce letteralmente accanto al tavolo degli ospiti. Non è più il cliente ad avvicinarsi ai fornelli, ma è lo spettacolo della cucina a raggiungerlo direttamente, in un dietro le quinte che diventa palcoscenico.
Dodici creazioni in stile “one bite”: il gusto prende vita sotto gli occhi

L’esperienza si articola in dodici portate servite in tempo reale, piccoli capolavori in formato “one bite” che prendono forma davanti agli occhi del commensale. Gli ingredienti arrivano nudi e crudi e si trasformano in piatti d’autore grazie a cotture espresse, sferificazioni, tecniche molecolari e impiattamenti spettacolari.
Il menu è un tributo personale alle origini dello chef, un ponte gastronomico tra Sicilia e Piemonte. Si passa da un’arancina ripiena di guancia al Moscato di Canelli con beurre blanc alla vaniglia, a una sorprendente zuppa di agnello con scampo e limone candito, fino a una rivisitazione del classico capunet con cavolo verza e arancia.
Tra le altre creazioni spiccano poi il raviolo aperto con gambero rosso e bisque, uno smoothie salato di caponata dalla freschezza inaspettata, una focaccia Alessandrina caramellata e una sferificazione di frutta che chiude con eleganza il percorso.
Nessun wine pairing fisso: la scelta è fatta al momento
In perfetta armonia con la filosofia tailor-made dello Chef’s Table, anche il wine pairing è pensato per adattarsi in tempo reale all’andamento della degustazione. Nessuna sequenza predefinita: gli abbinamenti vengono selezionati sul momento, in base ai sapori proposti e alle preferenze degli ospiti.
La selezione comprende quattro vini e una bollicina in apertura, scelti tra piccole eccellenze italiane, con particolare attenzione a etichette piemontesi e siciliane. Una scelta che esalta il legame profondo con il territorio e ne valorizza le infinite sfumature.
Un’esperienza esclusiva per pochi

Il Chef’s Table di Adagio è pensato per accogliere da un minimo di uno a un massimo di sei ospiti, garantendo un’atmosfera raccolta e un contatto diretto con lo chef. Il costo è di 500 euro per uno o due partecipanti, mentre dalla terza persona in poi è previsto un supplemento di 225 euro per ciascun ospite.
Un’occasione rara per vivere l’alta cucina da una prospettiva privilegiata, dove ogni piatto racconta una storia, ogni gesto è un rituale e ogni assaggio diventa memoria.


