Il trend del bere consapevole conquista l’Italia con drink list analcoliche d’autore tra Roma, Milano e Firenze un
Il mondo della mixology sta vivendo una trasformazione profonda, segnata da una consapevolezza sempre maggiore verso uno stile di vita equilibrato. Non si tratta più di una semplice moda passeggera, ma di un vero e proprio cambiamento culturale guidato inizialmente dalla Gen Z e ora adottato da un pubblico multigenerazionale. In questo scenario si inserisce “Spiritless”, il progetto d’avanguardia firmato Rocco Forte Hotels, che eleva l’aperitivo analcolico a forma d’arte, eliminando il concetto di “rinuncia” per sostituirlo con quelli di ritualità e inclusione sociale.
Una filosofia oltre il trend: il movimento sober-curious
Il fenomeno sober-curious non riguarda solo chi decide di eliminare definitivamente l’alcol, ma coinvolge chiunque desideri esplorare alternative sofisticate senza rinunciare al piacere di un cocktail ben costruito. Rocco Forte Hotels ha intercettato questa esigenza trasformando l’appuntamento dell’aperitivo in un’esperienza estesa a tutte le ore del giorno. Da Palermo a Milano, l’attenzione si sposta sulla qualità degli ingredienti, sulla complessità dei sapori e sull’identità dei territori, offrendo drink che non hanno nulla da invidiare ai grandi classici internazionali.
Roma: l’estetica del gusto tra lo Stravinskij e il Cielo Bar
Nella Capitale, l’offerta si sdoppia tra le atmosfere storiche di Piazza del Popolo e le terrazze panoramiche sopra Trinità dei Monti. Presso l’Hotel de Russie, Mattia Capezzuoli (Director of Mixology dello Stravinskij Bar) ha ideato proposte che omaggiano l’arte e la danza:
Guernica: Un tributo a Picasso con Seedlip Grove 42, ibisco e acqua di cocco.
The Kiss: Eleganza e mirtillo rosso per un sorso passionale.
Le Spectre de la Rose: Leggero e botanico, con Amarico e cordiale di piselli e camomilla.
Abstraction: Audace mix di albicocca, tè verde al gelsomino e pepe di Timut.
Poco distante, all’Hotel de la Ville, Simone di Serio guida il Cielo Bar con una lista che punta sulla freschezza e su richiami cinematografici, come il Ciak Finale (con Amarico giallo e sidro di mele) o il Flashback, che utilizza l’amaretto analcolico Adriatico e il pompelmo rosa.
Firenze e Milano: innovazione e icone urbane
Spostandosi in Toscana, all’Hotel Savoy, il Bar Manager dell’Artemisia Bar Federico Galli propone una rivisitazione dei grandi pilastri della miscelazione. Spicca il Bachelor Negroni, dove il vino rosso 0.0% e il melograno sostituiscono la parte alcolica mantenendo una struttura raffinata. Per chi cerca note floreali, il Lavender Me e lo Spriztero (con sciroppo di rosa e succo di mela Rocco Sparkling) rappresentano l’essenza della leggerezza fiorentina.
A Milano, il debutto di The Carlton vede Luca Ardito celebrare l’identità meneghina. Il cocktail Tower è un omaggio architettonico al Pirellone e alla Torre Velasca, una struttura frizzante con vino spumante 0% e Everleaf Marine. Il movimento dei Paninari anni ’80 rivive invece nel Billy, un mix dinamico di albicocca e habanero.
Sicilia: i profumi del Mediterraneo a Villa Igiea
A Palermo, il viaggio sensoriale si conclude sulla terrazza di Villa Igiea. Nicola Loiacono, Director of Mixology dell’Igiea Terrazza Bar, distilla l’essenza della Sicilia in bicchiere. Il cocktail Sea Trus unisce Seedlip Grove all’albicocca e alla storica Oransoda, mentre Terra Mia esplora la vibrazione degli agrumi dell’isola e della fragola. Anche qui il classico non manca, con un Negroni analcolico che sfrutta le note speziate di Seedlip Spice e Vermouth 0%.
Questa nuova frontiera della mixology dimostra come l’eccellenza dell’ospitalità italiana sappia evolversi, offrendo esperienze sensoriali complesse che mettono al centro il benessere del cliente, senza mai sacrificare il fascino del grande bancone da bar.



