Antichi Poderi Jerzu, parlarne significa raccontare una delle realtà simbolo del vino sardo, un’azienda che ha trasformato il Cannonau in un ambasciatore della cultura, dell’identità tradizionale, della storia e della resilienza dell’Ogliastra.
Qui, tra le aspre montagne della Sardegna – ma con vista mare – e una natura ancora incontaminata, la sostenibilità non è uno slogan, ma una filosofia che guida ogni scelta produttiva, sociale e culturale.
Il valore della sostenibilità in Ogliastra
Per Antichi Poderi Jerzu il concetto di sostenibilità è molto più ampio della semplice coltivazione a basso impatto. In un territorio difficile come l’Ogliastra, una delle province meno popolate d’Italia, la sostenibilità assume un significato profondo: è un patto tra uomo e ambiente, un modo di preservare un patrimonio unico e garantire un futuro alle comunità che lo abitano.
Sostenibilità non significa solo attuare una coltivazione che garantisce il più basso impatto possibile sull’ambiente, che preservi le risorse naturali (acqua, terra e biodiversità), che eviti di usare pesticidi e che sfugga allo sfruttamento intensivo.
In una terra difficile come quella dell’Ogliastra la sostenibilità prende accezioni diverse.
Oltre il significato più stretto, abbraccia una filosofia di integrazione tra l’essere umano e la natura, volta all’esaltazione del patrimonio ambientale, al sostegno del tessuto economico e della socialità.
I tre volti della sostenibilità ambientale di Antichi Poderi Jerzu
Sostenibilità ambientale: un terroir unico per il Cannonau
L’Ogliastra, con i suoi soli 31 abitanti per km², rappresenta uno dei territori più selvaggi e autentici del Mediterraneo. Qui la natura domina, e proprio questa ricchezza ambientale permette al Cannonau di esprimere caratteristiche irripetibili.
Per tutelare questo equilibrio nasce CSVitiS, un Gruppo Operativo che riunisce Antichi Poderi Jerzu e vari partner scientifici. L’obiettivo è creare un modello di viticoltura sostenibile capace di coniugare qualità, sicurezza e redditività.
Studiare terreni, venti, flora e fauna permette di proteggere il territorio e allo stesso tempo produrre vini sempre più identitari.
Il grande progetto di zonazione, realizzato con LAORE e CRA-VIT, ha analizzato oltre 500 ettari, suddividendoli in 9 macroaree omogenee. Da questo studio nascono tre etichette simbolo del legame tra vitigno e terroir: Marghia, Chuerra e Josto Miglior.
Sostenibilità economica: un presidio contro lo spopolamento
Jerzu conta 3000 abitanti e ben 430 soci conferitori della cantina. Questo significa che quasi ogni famiglia del paese partecipa all’attività di Antichi Poderi Jerzu.
Il Direttore Commerciale Franco Usai definisce l’azienda «un avamposto di resistenza economica, una calamita di attrazione territoriale e un argine contro lo spopolamento».
Il lavoro dei viticoltori non solo garantisce reddito, ma permette alla popolazione di restare nel territorio, curarlo e tramandarlo.
Sostenibilità sociale: il vino come identità e comunità
Il vino, in Ogliastra, non è solo un prodotto agricolo: è cultura, identità, senso di appartenenza. Antichi Poderi Jerzu valorizza questo ruolo trasformando il Cannonau in un vero rappresentante del genius loci.
La cantina si impegna nel raccontare valori, memoria e tradizioni della comunità, promuovendo un modello in cui il vino diventa strumento di coesione sociale e ambasciatore del territorio nel mondo.
Cannonau: la storia millenaria del vino simbolo di Jerzu
Il Cannonau è uno dei vitigni più antichi del Mediterraneo. Tracce della sua coltivazione in Sardegna risalgono all’età del Bronzo, oltre 3000 anni fa, come confermano vari ritrovamenti archeologici.
Oggi è coltivato in tutta la regione, ma la sua culla indiscussa è l’Ogliastra, dove nasce la sottozona Cannonau di Jerzu, che da sola produce oltre il 30% del Cannonau sardo.
La viticoltura a Jerzu è documentata sin dal 1130, quando un atto notarile descrive vigne e terre donate alla Chiesa di Santa Maria. Nei secoli, fare vino diventa una tradizione tramandata oralmente, arricchita dai cantadores e dalle famiglie contadine.
Una testimonianza del 1839, nel Dizionario Angius-Casalis, definisce i vini di Jerzu – in particolare Cannonau e Vernaccia – prodotti di alta qualità molto apprezzati nei commerci con i Genovesi.
La nascita di Antichi Poderi Jerzu: unione e visione
Il 1950 segna la svolta: su impulso del medico e visionario Josto Miglior, nasce la Cantina Sociale di Jerzu, con l’obiettivo di proteggere i viticoltori dalle crisi di mercato e creare un modello cooperativo più solido.
La storia racconta un aneddoto emblematico: un contadino, esasperato dall’incertezza dei prezzi imposti dai commercianti, rovesciò intere botti di vino per strada pur di non svendere il proprio lavoro.
Fu il segnale che serviva per iniziare ad unire le forze.
Il primo conferimento delle uve arriva nel 1959. Da allora, l’adesione cresce rapidamente fino a raggiungere gli attuali 430 soci e 500 ettari coltivati, per una produzione che può arrivare a 35.000 quintali di uva.
Il motto sardo “S’unione faghet sa forza” – l’unione fa la forza – sintetizza perfettamente lo spirito della cantina.
Il Cannonau di Antichi Poderi Jerzu: identità, eleganza e longevità
Il Cannonau rappresenta oggi il cuore dell’azienda: un vino capace di esprimere potenza, calore mediterraneo, profumi di macchia sarda e una sorprendente longevità. Le sue caratteristiche derivano da:
terreni calcarei e scistosi tipici dell’Ogliastra
altitudini variabili che creano microclimi ideali
piccoli vigneti storici, spesso ad alberello
una viticoltura che rispetta ambiente e tradizioni
Le etichette della cantina sono considerate tra le più rappresentative del Cannonau moderno: vini intensi, equilibrati, profondamente legati alla terra.
Antichi Poderi Jerzu non è, quindi, solo una cantina: è un modello di sostenibilità integrata, un presidio culturale e un simbolo della forza delle comunità agricole sarde.
Il Cannonau di Jerzu, con la sua storia millenaria e la sua identità potente, continua a essere il grande protagonista di un territorio che ha fatto dell’unione, della genuinità e della tradizione la sua ricchezza.



