I luoghi del gusto

Cascina Faletta 1881 Passato e presente di un angolo del Monferrato

E’ stata una giornata grigia e autunnale, direi quasi invernale, con la temperatura attorno ai 4 gradi. Si sta bene in casa al caldo, dove il tepore è un comodo abito e il grigio si tinge di colore.

Ed è tra le mura domestiche che trovo rilassante stuzzicare la mente, là, nel quartiere dei ricordi, quelli che evocano un mondo di sensazioni e pensieri.
Che risultino spessi come il vino vecchio o leggeri e finissimi come la sabbia del deserto i ricordi sono il nostro essere stati.

La mente non va tenuta al guinzaglio, anzi, stimolata a dovere è compagna di viaggi unici, da un periodo all’altro della propria vita; in un respiro voli da Londra a Parigi, dal cibo del giorno prima agli anni verdi di gioventù, dall’infanzia alle auto.
Le auto, quelle di una volta, cariche di quel fascino dei tempi in cui forse avresti voluto vivere ma che non ti sono stati destinati. Guidare una Bugatti Royale per esempio.
Già, Bugatti, o meglio: Ettore Isidoro Arco Bugatti, nato nel 1881, come Pablo Picasso e Alexander Fleming.

1881 quando Londra contava già 3 milioni e 3 cento mila abitanti mentre Parigi censiva di poco i 2 milioni di cuori palpitanti.

1881 anno legato alla storia della Cascina Faletta che a Casale Monferrato ha trovato una nuova dimensione, tra vini, alta cucina e camere accoglienti per l’ospitalità.

Cascina Faletta, immersa nel verde, ma al contempo posizionata su di una dolce sporgenza collinare a pochi passi dal centro abitato di Casale.
Non ci sono certezze assolute ma quasi sicuramente è stata edificata proprio nel 1881. La sua ristrutturazione è stata voluta e portata a termine dai coniugi Rosso che hanno preservato le tracce del passato rendendole indelebili.
Oggi nella suggestiva realtà monferrina si producono vini di svariate tipologie, si animano i fuochi di una buona cucina e si possono vivere comode stanze e ampi appartamenti per il soggiorno.

Nell’esecuzione dei lavori di rinascita molte sono state le attenzioni che i proprietari hanno dedicato alla storica dimora. Cura per i pavimenti e i soffitti, il mobilio e i complementi d’arredo. Dove si è potuto sono stati mantenuti i tratti originali, dove l’impossibilità ha avuto la meglio si è lavorato ripercorrendo ciò che è stato in modo magistrale. Molti i particolari originali del passato e fedeli le copie di ciò che si è dovuto sostituire.

Il grande lavoro svolto permette oggi di respirarne la storia e gli aneddoti di tutti questi anni di trascorso, a partire dalla prima proprietaria: la Marchesa Virginia, una donna inghirlandata di fascino e mistero a partire dal il suo matrimonio con l’armatore genovese Raffaele Rubattino.

Il circondario della struttura si contraddistingue per essere un susseguirsi di terreni altamente vocati alla viticoltura: non a caso Casale Monferrato a cavallo tra il 1800 e il 1900 era un tutta un pullulare di cantine. Ma Elena e Giovanni Rosso, nel mantenere il più possibile viva la storia, non hanno tralasciato la modernità: la Cascina infatti è dotata di un impianto di domotica, di pannelli solari e di un impianto geotermico.
E poi oltre al passato della struttura c’è il passato degli attuali proprietari. Furono i loro avi infatti a dedicarsi, a partire dagli anni 20, alla cura dei terreni circostanti: viti sì, ma anche frutta e ortaggi.

La produzione enologica di Casciana Faletta attualmente è realizzata utilizzando svariati vitigni e le etichette delle bottiglie hanno tutte un intento ben definito.
La più rappresentativa della cantina è quella che riporta tre fucili incrociati: una storia nella storia.
Per abbracciarla bisogna risalire al periodo della ristrutturazione quando, in una stanza murata, vennero ritrovati tre fucili modello 91 Carcano ancora carichi con munizioni calibro 6,5 e avvolti in una copia del giornale Uomo Qualunque, testata dell’omonimo Movimento fondato da Guglielmo Giannini e datato Primo Gennaio 1947.

Ecco che allora l’etichetta con i tre fucili è stata pensata e abbinata ad un vino importante: il Pinot nero. La copia del vecchio giornale viene riportata invece sulle bottiglie di altri vini: Rosso di Rosso, Primo Bianco e Braja.

Poi ci sono le altre etichette anche loro cariche di episodi del passato.
Quella per lo spumante, dedicata alla Marchesa Virginia, invece per il bianco Myricae, creata in onore dell’omonima e celeberrima raccolta di poesie di Giovanni Pascoli che narra della vita nei campi.
Infine anche per la Pignola, altro vino della Cascina, derivante da un simpatico intercalare accaduto durante le riprese di un noto programma televisivo.

Nelle vigne, circa 15 ettari, troviamo i vitigni: Barbera, Pinot Noir, Syrah, Grignolino, Chardonnay, Pinot Grigio.
I vini, alcuni espressi in purezza e altri come blend per una produzione che si aggira sulle 35 mila bottiglie annue.
Non mancano poi gli spumanti: un metodo classico di Pinot nero e un metodo Martinotti.

E la cucina?  Ora ve ne parlo.
La filosofia del ristorante della Cascina Faletta è un mix di sperimentazione e tradizione.
Materie prime di qualità utilizzate per le classiche ricette piemontesi rivisitate in chiave moderna, con un occhio di riguardo per le forniture: direttamente dai produttori locali.
Ai fornelli un valido chef, Paolo Viviani, classe 1967, vero signore del regno della cucina. Per i suoi piatti ingredienti selezionati con cura al fine di garantire ai commensali un esperienza di livello.
Carni rosse e bianche, ma anche pesce, deliziosi primi, succulenti contorni e dolci.

Ottime proprio le interpretazioni delle classiche espressioni culinarie regionali, che vengono impreziosite dall’estro e dalla fantasia di Paolo.
Il ristorante, dotato di una suggestiva cucina a vista, che consente di vedere lo chef con la sua brigata all’opera, è aperto tutto l’anno: chiude solo dopo l’Epifania per riaprire in prossimità delle Feste Pasquali.
In sala opera il maître Claudio Galbiati e in cantina Lorenzo, figlio di Elena e Giovanni.
Lorenzo si occupa infatti del comparto vino, dalla produzione alla vendita, senza dimenticare il marketing, la comunicazione, oltre ad impostare le linee direttrici della ristorazione insieme al socio Andrea Ribaldone.

Per il soggiorno la Cascina è dotata di nove camere e due appartamenti impreziositi di ogni confort.

L’ambiente rispecchia anche nei dettagli l’intimità e il calore che soltanto una dimora affettuosa sa dare. Non manca una zona relax ai bordi di una splendida piscina di acqua salata da dove si può godere di un piacevolissimo panorama monferrino. All’interno della struttura un salotto con camino e la sala delle colazioni.
Suggestivo è anche l’ampio dehors: quando la stagione lo consente è un luogo ideale per merende e aperitivi.
Possono essere utilizzate le e-bike per le escursioni e nelle vicinanze è presente un impianto da golf su green.

Mentre scrivo la giornata volge al termine, forse è anche per me ora di cenare, ma senza televisione e senza social, molto meglio la compagnia dei ricordi, delle persone e dei luoghi dove stare bene…dal 1881 ad oggi e, anche domani.

Fabrizio Salce

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