I luoghi del gusto

Bologna, inaugurato Piano Piano, ristorante bistrò e caffè letterario

Il nuovo locale di Giovanni Favia vuole coniugare convivialità, promozione del territorio ed eccellenze enogastronomiche. In cucina il giovane chef Fabio Castriotti propone una cucina tipicamente bolognese.

A Palazzo Dei Notai, nel centro geografico esatto della città di Bologna, dove un cippo indica la partenza della Via degli Dei (il Cammino che collega Bologna con Firenze, attraverso i sentieri dell’Appennino) ha aperto i battenti “Piano Piano”, un locale che non è solamente un bar ristorante, ma è l’inizio di storie e racconti del territorio bolognese che si intrecciano in una location straordinaria: tre livelli che si affacciano su Piazza Maggiore e via D’Azeglio, il cuore storico del capoluogo felsineo.

Piano Piano – un progetto promosso da “Va Mo Là” (una società che ha come scopo sociale quello di coniugare convivialità, promozione del territorio ed eccellenza della cultura enogastronomica) –  è stato realizzato da Giovanni Favia giovane imprenditore bolognese molto attivo nel settore della ristorazione. L’importante iniziativa imprenditoriale si fregia del patrocinio del comune di Bologna.

Spazio mostre, sala sosta e laboratorio di cucina

Il locale di oltre 200 metri quadri si sviluppa su tre livelli, con un doppio accesso da Piazza Maggiore e da Via D’Azeglio, rispettivamente ai civici 5 e 2. Dispone di un laboratorio di cucina, una sala di sosta dove consumare una colazione veloce, un brunch o un aperitivo, un ristorante con spazio dedicato a mostre e una cantina. Il servizio copre l’intera giornata, dalle 8 alle 23.00, dalla prima colazione al dopo cena.

La sala di sosta al piano terra  è attrezzata per ospitare anche masterclass, degustazioni e corsi dedicati al caffè, al vino, al cioccolato, alla pasticceria, alla panificazione, all’olio EVO, alla pasta fresca, alle confetture e ai  formaggi.

Inoltre grande attenzione viene riservata alla certificazionegreen-night” che riguarda gli eventi a basso impatto di energia.

I partner sono di alto livello

I partner del progetto rappresentano il miglior biglietto da visita dell’imprenditoria, della cultura e della tradizione della città. A cominciare da Fabbri Italia, titolare del marchio Amarena Fabbri 1905,  poi Palazzo di Varignana che ha contribuito a valorizzare l’olio EVO emiliano, l’Associazione Culturale Bolognese Dino Sarti attiva nel campo della divulgazione e promozione della memoria storica della città di Bologna, la Spaziale leader nella produzione di macchine da caffè e Piazza Grande Onlus che ha messo a disposizione alcuni pezzi del Magazzino del riuso.

Il progetto è dunque la summa di spunti per la valorizzazione delle imprese del territorio, di cui si selezioneranno le migliori espressioni.

 

La pasticceria è di produzione propria, con l’apporto di Francesco Elmi, pluripremiato accademico bolognese, e Maestro Pasticcere, per la tradizionale “pinza” bolognese.

La carta del bar è curata da Francesco Trimigno, recentemente premiato dal Gambero Rosso con Tre Bicchieri , quale migliore bartender della regione e e nella “top ten” in Italia.

La carta dei vini è caratterizzata dai prodotti della tradizione italiana intrecciati alle tecniche di miscelazione più contemporanee, mettendo al centro il bere responsabile e di qualità. La carta dedica speciale spazio alle Cantine artigianali dei Colli Bolognesi, raccontando la storia di vitigni antichi e autoctoni come il Neretino, Alionza, Lambrusco PignolescoRosso Bologna.

Inoltre alcuni sfoglini a tempo pieno realizzano tortellini, balanzoni e tagliatelle utilizzando farina del Molino Verrini, prodotte con i migliori grani antichi coltivati in Emilia Romagna.

La pasta è tutta fatta in casa

In cucina il giovane chef Fabio Castriotti

Il Ristorante con 54 coperti è curato dal giovane chef Fabio Castriotti. Si trova al primo piano ed è impreziosito da opere d’arte e pubblicazioni a tema. La cucina è tipica bolognese, le materie prime sono regionali, in prevalenza bolognesi, con ampio uso di prodotti Igp come Cipolla di Medicina (Bo), il Mirtillino di Fanano (Mo). 

Il menù è stagionale, non prevede la frittura per evitare emissioni nocive. I prodotti sono Deco cioè a denominazione comunale. A tavola viene proposta l’ Acqua Cerelia e la Birra del Reno una birra agricola artigianale non pastorizzata e non microfiltrata prodotta dall’azienda agricola La Tartaruga di Castel di Casio un luogo immerso nella pittoresca ed elegante Valle dell’Alto Reno nell’Appennino Bolognese.

Inoltre la collaborazione con la Azienda Agricola Ca’ Bignami di Savigno  permette di riscoprire i frutti antichi delle colline bolognesi tra cui la mela rosa romana e l’abbondanza rossa. E’ inoltre fattiva la collaborazione con il Consorzio Appennino Food, collettore delle piccole attività artigiane che animano e promuovono il territorio montano e collinare.

Articoli simili